02/12/2011

S.Natale 2011: "Avvento del Natale" di O.A. Bisignano

cliodeaediting.jpgcliodeaediting (2).jpg

cliodeaediting (3).jpg

Avvento del Natale
Memoria della venuta storica di Gesù

“…..Poiché da Sion uscirà la Legge
e da Gerusalemme la parola
del Signore. Egli sarà Giudice 
fra le genti e sarà àrbitro
fra molti popoli. Ed essi 
foggeranno le loro spade in vomeri,
le loro lance in falci, 
un popolo non alzerà più la spada
contro un altro popolo,
non si eserciteranno nell’arte 
della guerra.
O figli della casa di Giacobbe,
venite e camminiamo nella Luce
del Signore ” (Isaia 2, 3-5).

E’ tempo dell’avvento della Grazia
e della misericordia di Dio!
Prepariamoci al Natale del Signore
- Re di giustizia e di pace - 
che si è manifestato nel mondo,
per salvarci, svelando il suo volto
di Padre e Redentore.
Noi non sappiamo quando Egli 
ritornerà, abbiamo, però, la certezza
della fine dei tempi.
“Comportiamoci onestamente - per dirla
con le parole dell’apostolo Paolo -
come in pieno giorno; non in mezzo 
a gozzoviglie e ubriachezze,
non fra impurità e licenze, non in contese
e gelosie. Rivestitevi, invece,
del Signore Gesù Cristo e non seguite
la carne né i suoi desideri”
(Romani 13, 13-14).

L’apostolo Paolo nella Lettera ai Romani
ci esorta a vegliare e a vigilare,
nell’attesa operosa e gioiosa
della gloriosa e definitiva 
venuta del Signore,
gettando via le opere delle tenebre,
per indossare le armi della Luce,
conformandoci alle sublimi
verità spirituali del Verbo incarnato.
Essere, dunque, irreprensibili nella nostra
condotta, saldi nella fede, con cuore
rinnovato, affinché il Signore,
venendo ci trovi pronti a ricevere
il premio della vita eterna, nella Gloria,
accanto a Sé, del Regno dei Cieli!


O.A. Bisignano

Copyright 2011 - Tutti i diritti riservati - by CLIODEA.

 

cliodeediing.jpg

 

cliodeaediting (4).jpg

 

image.jpg

image (2).jpg


01/12/2011

In Lavorazione il Saggio inedito di Stelvio Nunziata: "L'Uomo Extratemporale"

INFO/News: 01/12/2011 - In corso di Lavorazione Editoriale, per la Collana di Studi e Ricerche sez. "Mito e Scienza" diretta e curata dalla prof.ssa Donatella Bisignano, docente e filosofa, il Saggio inedito dell'Autore Stelvio Nunziata, scrittore, saggista, ricercatore metodico e studioso poliedrico, dal Titolo: "L'Uomo Extratemporale", il Dono Mistico dell'Immortalità attraverso il viaggio per la conquista dell'Eternità.

Un Saggio a carattere filosofico e scientifico sul concetto di vita eterna, intesa come capacità dell'uomo a sopravvivere all'infinito, o per un lasso di tempo più o meno grande, senza dover per questo affrontare la condizione ineluttabile della morte fisica e/o biologica del corpo materiale; il corpo umano e l'anima nel loro divenire dialettico, attraverso un percorso evolutivo, che diviene fisico e scientifico ma anche di ascesi spirituale, e che spinge l'uomo ai confini della propria conoscenza e a desiderare l'eternità.

La "ragione" della Ricerca scientifica più innovativa e i "dogmi" della Fede religiosa, in materia di evoluzione biologica umana e di liberazione "escatologica" dell'essere sulla Terra, sono messi a confronto ed analizzati, secondo uno schema narrativo chiaro e divulgativo ed una chiave di lettura originale e avvincente.

La Redazione

28/11/2011

S. Natale 2011: Auguri

natalecliodea3e4.jpg

 

‎...by www.editricecliodea.com ::: La VERA Cultura è la VERA Civiltà!

Il Libro "La Primavera Rivelata" di Mariarosaria Salerno e tutte le Produzioni di casa CLIODEA sono in vendita onLine su tutti i Portali web e-commerce, nazionali ed internazionali: 

 AMAZON: http://www.amazon.it/cliodea-Libri/s?ie=UTF8&rh=n%3A4...

DEASTORE: http://www.deastore.com/editore/Cliodea.html

IBS: http://www.ibs.it/editore/Cliodea/cliodea.html

UNILIBRO: http://www.unilibro.it/find_buy/findresult/libreria/prodo...

LIBRERIAUNIVERSITARIA: http://www.libreriauniversitaria.it/libri-editore_Cliodea...

WEBSTER: http://www.webster.it/c_power_search.php?shelf=BIT&q=...

LIBRERIASCOLASTICA:http://www.libreriascolastica.it/libri-scuola/editore-cli...

MEDIAWORLD: http://compraonline.mediaworld.it/webapp/wcs/stores/servl...

WUZ: http://www.wuz.it/catalogo/libri/cerca.aspx?Type=ExactPub...

CASALINILIBRI: http://www.casalini.it/


isbn9788890339554.jpg


11/02/2011

La Primavera Rivelata di Mariarosaria Salerno

copertinasalerno2we3definito1.jpg

Note Biografiche


 

Mariarosaria Salerno, nasce a Reggio Calabria, risiede a Cosenza, dove insegna, attualmente, Disegno e Storia dell'Arte negli Istituti Superiori.

Laureata in Architettura presso l'Università degli Studi di Reggio Calabria, si è specializzata a Roma in Tecniche della Conservazione dei Beni Culturali, conseguendo anche i titoli di Tecnico V.I.A. e di Addetto alla P.A., presso l'Istituto Superiore Europeo di Studi Politici, di Reggio Calabria.

Pluriabilitata all'insegnamento ha collaborato a numerosi progetti ministeriali, ed ha conseguito numerosi riconoscimenti in premi e concorsi letterari: Premio Nazionale “Mater”, Carrara, 1990; Premio Lett. Naz. ”Alfonso di Benedetto”, Chiusia Pesio (Cn), 1990; Premio “Citta’ del Marmo “, Carrara, 1990; Premio “Natale”, Carrara, 1990; Premio Internazionale permanente “Oggi futuro”, Reggio Cal., 1990/1991; Premio Naz. “Primavera Strianese”, Striano (Na), 1991; Premio Lett. Internaz. “Trofeo degli Appennini”, Luco, 1991; Premio Internaz. “Nuovi Orizzonti”, Sorrento, 1991; Premio Internaz. “Seleuropa”, Luco, 1991; Premio Naz. “Citta’ di Latina”, Latina, 1991; Premio Lett. Internaz. “Valori della Vita”, Napoli, 1991; Premio “Calabria 79 ”, Praia a Mare (Cs), 1991; V° concorso Lett. Internaz. “Giovanni Gronchi”, Pontedera (Pi), 1991; XXI° Conc. Internaz. “Golfo di Napoli”, Sorrento, 1992; XXIII° Conc. Internaz. “Giuseppe Ungaretti”, Sorrento, 1992; Premio Lett. Naz. “Dante Alighieri”, Montecatini, 1992; XXIIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio San Valentino”, Terni, 1992; XXIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio Madre Terra, Sorella Acqua”, Assisi, 1993; I° Premio Lett. Naz. “Omaggio a Giacomo Puccini”, Lido di Camaiore, 1993; Concorso Lett. Internaz. ”Premio Umbria”, 1993; Premio “Citta’ di Viareggio”, Lido di Camaiore, 1993; Concorso Internaz. “G. Ungaretti”, XXVIIIª Ed., Napoli, 1998; I° Premio Lett. Naz. “Giuseppe Federici, Rimini, 1999; Premio Internaz. “Citta’ di Santa Maria a Monte”, 2000; Premio Naz. “Litorale Pisano”, Pisa, 2000; Granpremio Internaz. “Interart”, Carrara-Hallstahammar, Carrara e Hallstahammar (Svezia), 2000; Concorso Internaz. “Citta’ di Avellino”, Avellino, 2001; Premio Nazionale Histonium, XXIVª Ed. Vasto ( Ch), 2009; I° Concorso di Poesia inedita “ il Federiciano”, Rocca Imperiale (Cs), 2009. VIIª Rassegna d'Arte e Letteratura “Omaggio a Cortona, Storica città d'Arte, Cortona, 2010; Rassegna d'Arte e Lett. “La Vela e il Mare, Lido di Camaiore, 2010; IVª Biennale d'Arte e Lett. “Omaggio alla Città di Roma, Roma 2010; Premio nazionale “Histonium”, XXVª Ed., Vasto (Ch), 2010.

L'Autrice è presente in numerose antologie poetiche e riviste, con poesie, racconti e saggi; per di più ha collaborato con recensioni e racconti alla rivista “Gli Artisti del giorno”, Cuneo, 1990-1991; ed ancora con diversi articoli a carattere storico-artistico e poesie che sono presenti nel periodico “L'Altra Reggio”, 1990-1991. Successivamente ha curato per l'Istituto d’Arte di Locri (Rc) “L’Annuario 1998”; ha pubblicato il volumetto “Castelli di Calabria - Storia, Arte, Folklore”, Ed. Pellegrini, Cosenza, 1999; ed ha collaborato con la rivista “Nuova Dimensione” con articoli a carattere storico, artistico o antropologico, Vibo Valentia, 2003-2004. La Scrittrice è presente, anche, con una sua analisi inserita nel ”I° Quaderno del Liceo”, 2006, realizzato dal Liceo Classico di Trebisacce (Cs), su una ricerca condotta dal prof. Bellino dell’Universita’ di Napoli sulle problematiche adolescenziali; infine ha pubblicato una prima Silloge poetica intitolata “Pennellate d’Azzurro”, Ed. il Filo, Roma 2008; ha pubblicato il volume intitolato “Il Portale nei secoli”, l’Officina delle Idee Edizioni, Cosenza, 2009; e di recente ha pubblicato per i tipi di Editrice Cliodea la Silloge “Le Parole del Cuore” Cosenza 2010; ed è diventata Redattrice per la Calabria di Cronache Italiane, testata dell'Ansa.

Oltre a ciò, per il liceo classico di Melito Porto Salvo (Rc), ha curato i costumi e le scene della “Medea”, 1995; per l'IPSSCTSP di Vibo Valentia ha realizzato le scenografie della rappresentazione teatrale “La Giara”, 2001; ha collaborato alla realizzazione di mostre e di carri allegorici di carnevale per l'Istituto Statale d'Arte di Locri (Rc), 1998-1999, per conto del quale ha prodotto uno studio sul “gioiello magnogreco”, la cui collezione è stata poi realizzata dall'orafo Gerardo Sacco; ha realizzato le scenografie della rappresentazione teatrale “Changing”, organizzata dal Liceo Scientifico “E. Fermi di Cosenza, 2010; è presente in cataloghi artistici e siti internet con recensioni d'arte, tradotti anche in lingua straniera; è stata relatrice in numerosi convegni e conferenze; è entrata a far parte del Comitato tecnico-scientifico della Casa Editrice Cliodea, in qualità di direttrice e curatrice, della Collana editoriale di “Storia dell'Arte e Architettura”, nonché Vice Presidente dell'Associazione Culturale “Credendo Vides International Onlus”, di prossima istituzione.




Premessa dell'Autrice



L'Arte ha da sempre celato misteri interpretativi connessi al momento storico in cui si è realizzata, alle civiltà presso la quale si è evoluta, alle funzioni che l'opera d'arte doveva assolvere. Così da un'arte primitiva, simbolica, con funzione magica o propiziatoria, si è passati ad espressioni artistiche più razionali, che utilizzavano regole e leggi, applicavano canoni, ricercavano nuove tecniche.

Attraverso i secoli, l'Arte si è posta numerose domande ed ha cercato di risolvere problematiche tecniche, funzionali ed estetiche di notevole interesse scientifico, coinvolgendo ambiti sempre più vasti e specialistici. Tuttavia, storicamente, non sempre, gli artisti hanno goduto di grande fama ed attenzioni, che fossero considerate degne di vera lode e gratitudine, per i successi artistici, conseguiti dai medesimi. Eppure, gli artisti, soprattutto nel Rinascimento, non sono stati solo dei semplici “esecutori di opere” o “degli artigiani”, come erano ritenuti nel Medioevo, difatti, l'artista rinascimentale era stimato come “uomo colto ed erudito”, “un profondo osservatore della natura”, “un ricercatore attento e minuzioso”, conoscitore di ambiti disciplinari molto diversi tra loro, eppure non sempre questi aspetti, sono stati tramandati con esattezza sullo sfondo dei fatti più salienti della storia.

Solo in alcuni casi, come è accaduto, ad esempio, per Leonardo da Vinci, per Piero della Francesca, per Leon Battista Alberti, è stato possibile rilevare l'importanza dello studio effettuato da quegli illustri personaggi di quel secolo, essendo che i loro scritti, appunti e trattati sono pervenuti integri fino ai nostri giorni. Di Leonardo, inoltre, ci sono giunti svariati scritti (appunti, schizzi, lettere, ecc.) ai quali si è potuto concretamente attingere, per avere informazioni sugli studi di ingegneria militare, di architettura industriale, di meteorologia, di fisica, di anatomia, di tecnologia, ecc. Anche i trattati di Leon Battista Alberti, sulla pittura, sulla scultura e sull'architettura hanno prodotto una svariata quantità di informazioni. Così pure, per quel che concerne la produzione artistica e letteraria di Piero della Francesca. Tra gli artisti-letterati, di gran fama, il Vasari si è rivelato una delle fonti più accreditate ed attendibili.

Questo lavoro, pertanto, non vuole solo fare emergere l'importanza dell'arte in un particolare periodo storico, artistico, e sociale come quello rinascimentale; ma vuole nel contempo far conoscere ai lettori la grandezza di una singolare personalità artistica, in questo caso, il Botticelli, ed evidenziare le numerose difficoltà riscontrate dai critici o studiosi, anche, dell'arte moderna ad interpretare adeguatamente e correttamente tutta la sua produzione artistica, attraverso l'analisi di un'opera meravigliosa, celeberrima, come è appunto, “La Primavera”.

La Primavera, che Botticelli ha caricato di significati, velandone il vero senso del racconto alle moltitudini, per mezzo di simbolismi tra i più misteriosi ed indecifrabili, pure ad una lettura più attenta, risulta che il Maestro in questione non utilizzò un solo “codice”, ma diversi codici interpretativi. La scelta da parte mia di questo titolo: “La Primavera Rivelata” nasce, proprio perché, il termine “rivelare” cela significati sottili e contingenti, infatti il verbo “velare”, vuol dire celare, nascondere, coprire con un velo; mentre la parola “rivelare” vuol dire rendere manifeste le cose sconosciute, segrete e misteriose. La Primavera, che volutamente è stata velata nella sua essenza con l'uso di simbolismi criptici ed esoterici, ora più che mai rivela la sua vera identità.

Il presente studio si sviluppa attraverso cinque Capitoli, ognuno dei quali cercherà di chiarire quegli aspetti specifici congiunti all'opera; ed inoltre servirà per una completa ed articolata comprensione della medesima. Il primo Capitolo, di introduzione, focalizza l'attenzione sull'autore e sul ruolo degli artisti nel Rinascimento. Il secondo Capitolo, trattando il significato figurale e retorico dell'opera d'arte, si trasforma in substrato per la comprensione del Terzo, che entra, al contrario, nel vivo dell'indagine, attraverso una “lettura” metodologica dell'opera, trattando varie ipotesi e vagliando fonti, motivazioni, elementi reali e non, per cercare di giungere ad ipotesi attendibili. Vengono, inoltre, confrontate tesi, opinioni, ricerche, studi, critiche; tutte notizie interessanti, tutti apportatrici di piccoli tasselli nella realizzazione di un grande “puzzle”, e cioé svelare “il mistero, o meglio i misteri, della Primavera”.

Il quarto Capitolo si sofferma sul concetto di bellezza nelle varie epoche e quindi sull'estetica. Infine il quinto Capitolo rivela il linguaggio dei fiori, che sono molto presenti nel quadro. Naturalmente, ringrazio tutti coloro che mi hanno incoraggiata nel portare avanti questo mio studio e mi hanno aiutata nel reperimento di materiale più o meno interessante per la completezza del saggio, trattando ambiti molto diversi, dalla storia, alla filosofia, dal simbolismo, alla floricoltura, dalle tecniche, alla psicanalisi.

In particolare ringrazio di cuore il mio editore, Dott. Atanasio Bisignano, che da uomo colto e raffinato; e da “iniziato”, ha compreso i significati più criptici e profondi del saggio, sostenendomi ed aiutandomi. Un ringraziamento sentito lo esprimo nei confronti dell'Arch. Prof. Fulvio Terzi per aver fornito informazioni e materiale critico di grande importanza; un caro e affettuoso ringraziamento lo rivolgo pure alla collega ed amica, Prof.ssa Donatella Bisignano per tutto il lavoro di revisione e per i consigli e suggerimenti che mi ha dato per la trattazione filosofica; e al di lei padre, Prof. Ottavio A. Bisignano, per aver voluto arricchire ed impreziosire, il mio lavoro con le sue opere poetiche; ed infine, un doveroso ringraziamento lo rivolgo anche al collega Prof. Antonio Niccoli per avermi reperito materiale e saggi, molto utili alla realizzazione di questa opera.

Mariarosaria Salerno

QUARTA DI COPERTSALERNO56.jpg
In Corso di Lavorazione Editoriale: per info e prenotazioni del Saggio, email:. atanasiobisignano@yahoo.it


 

23/12/2010

2a Rassegna d'Arte e Letteratura: Omaggio alla Quadriennale di Roma 2010

Le Parole del Cuore.jpg

2a Rassegna d'Arte e Letteratura: Omaggio alla Quadriennale di Roma 2010

 

- Premio Nazionale di Pittura, Scultura, Grafica, Mosaico e Letteratura, organizzato dal Centro Culturale S. Domenichino di Massa: Diploma d'Onore rilasciato a Mariarosaria Salerno, vincitrice del 2° Premio sez. Poesia, vol. edit., per la Silloge Poetica " Le Parole del Cuore" edito dalla Casa Editrice Cliodea di Atanasio Bisignano Editore. Roma, 14 Novembre 2010. (Tutti i diritti riservati)

Giuria del Concorso Nazionale:

- Presidente: prof. Franco Pedrinzani
- Vice Presidente: prof. Manrico Testi
- Angela Marchetti
- Bruno Cosignani - Ispettore e Gallerista de "Il Quadrato"
- Ludovico Gierut
- Stefania Palagi - Segretaria

Resp. Uff. Stampa e Comunicazione
prof.ssa Donatella Bisignano

16/12/2010

S. Natale 2010: Auguri di Buone Feste!

> S. Natale 2010: Auguri di Buone Feste

CARTOLINA NATALE12W.jpg

31/10/2010

Working in progress: Collana di Storia dell'Arte e Architettura

Salernoprimavera23wTR5.jpg
> Copertina: Bozza pre-editing in corso di valutazione editoriale. (Opera a carattere filologico, artistico e filosofico).

Working in progress: Collana di Storia Antica e Archeologia

STORIACOSE564TT.jpg
> Copertina: Bozza pre-editing in corso di valutazione editoriale. (Opera multimediale con DVD ipertestuale).

14/10/2010

3a Edizione della Fiera del Libro Calabrese

Fiera-del-Libro_70x100-cm.jpg
> La Casa Editrice Cliodea, Editoria Indipendente, libera e solidale ci sarà con tutte le sue ultime produzioni! by www.editricecliodea.com

04/10/2010

PREMIO LETTERARIO DI CULTURA EUROPEA: Prima Edizione Città di Cosenza - "Popoli e Civiltà a confronto" Alarico ed il suo tempo

 

Il Circolo Culturale Re Alarico di Cosenza, convivio letterario libero e autonomo, che si propone per la promozione e fruizione del patrimonio culturale del territorio calabrese nel panorama nazionale ed internazionale, finalizzando le proprie attività allo studio e valorizzazione di quei fenomeni sociali, politici ed antropologici che hanno edificato le basi della cultura, della storia e dell'arte della città di Cosenza, in collaborazione con l'Agenzia Cliodea Press & Comunication di Atanasio Bisignano Editore, promuove il Concorso Letterario, per la Prima Edizione del Premio di Narrativa e Poesia Inedita Europea: “Popoli e civiltà a confronto” - Alarico ed il suo Tempo.



PREMIO LETTERARIO DI CULTURA EUROPEA
Prima edizione - CITTA' DI COSENZA

“Popoli e civiltà a confronto – ALARICO ED IL SUO TEMPO”

BANDO DI CONCORSO

Art . 1 – Finalità ed ambito del concorso

Con lo svolgimento del concorso di cui al presente bando e della relativa cerimonia di premiazione, si intendono promuovere lo scambio e le relazioni culturali tra le città italiane ed europee, in particolare alimentando la partecipazione degli studenti e degli artisti più giovani e diffondendo la conoscenza della storia, delle tradizioni e dei personaggi più rappresentativi delle diverse comunità.
In particolare, il presente concorso intende fornire l’occasione per valorizzare ed approfondire la figura di Alarico ( il re dei Visigoti morto nel 410), che ha rappresentato, tra gli altri, un periodo fondamentale nell’evoluzione della storia europea, nell’incontro e nella fusione di diverse civiltà, lasciando tracce lungo un percorso che coinvolge diverse città e nazioni.
Il Circolo culturale Re Alarico di Cosenza, promotore dell’iniziativa, intende valorizzare la città che la leggenda indica come luogo di sepoltura del Re dei Visigoti, celebrando proprio nell’antica “Consentia” la giornata della premiazione ufficiale dei vincitori del concorso, prevista per il 26 MARZO 2011.
Alla giornata della premiazione saranno invitati esponenti del mondo culturale ed editoriale, nonché le più rappresentative cariche istituzionali locali impegnate nel settore della cultura.
Il concorso si svolgerà mettendo a confronto e valutando tutti gli elaborati di narrativa e di poesia pervenuti, in modo da valorizzare la più ampia possibile manifestazione del pensiero, della fantasia
e delle conoscenze acquisite.

Art .2 – Requisiti di ammissione

Possono iscriversi e partecipare al presente concorso tutti coloro i quali abbiano una età compresa tra i 16 ed i 25 anni, che siano residenti in Italia o in uno dei Paesi dell’Unione Europea e che parlino e scrivano correttamente in lingua italiana o che comunque presentino l’elaborato tradotto in lingua italiana.

Art. 3 – Sezioni

Il concorso comprende due sezioni: NARRATIVA – POESIA.
I partecipanti possono concorrere nell’ambito di una sola sezione e con un solo elaborato originale che sia incentrato sulla figura di Alarico e sul periodo storico in cui è vissuto.
Per la narrativa si può partecipare con la presentazione di un componimento che sia inquadrabile nella struttura del c.d. “racconto breve”.

Art. 4 – Informazioni, adesione e conferma partecipazione

Gli aspiranti dovranno inviare richiesta di partecipazione al concorso, entro e non oltre le ore 24 del giorno 20 NOVEMBRE 2010, inoltrando una email all’indirizzo circolorealarico@live.it , indicando nell’oggetto “PARTECIPAZIONE PREMIO LETTERARIO SU ALARICO” .
L’ email dovrà indicare la volontà espressa di partecipare con opere originali ed inedite composte dal richiedente, nonché indirizzo di residenza o domicilio, numero di telefono e riferimenti di un documento di identità. Entro il successivo giorno 25 NOVEMBRE 2010, verrà comunicato a tutti gli aspiranti se è stato raggiunto il numero minimo di partecipanti (50) e tutte le ulteriori fasi di svolgimento ai sensi del presente bando.

Art . 5 – Commissione giudicatrice

Verificato il raggiungimento del numero minimo di partecipanti (50), stabilito per attivare lo svolgimento del concorso, verrà istituita la Commissione giudicatrice, composta da due membri del Circolo culturale promotore e da tre membri esterni, scelti tra titolati ed impegnati nel mondo della cultura, dell’editoria o di chiara fama nel campo delle lettere e dell’arte. Le operazioni di insediamento della Commissione e di organizzazione delle fasi preliminari del concorso saranno guidate dal presidente del Circolo Re Alarico, Michele Arnoni (michelearnoni@hotmail.com) , il quale provvederà ad inoltrare a tutti i partecipanti, che hanno confermato la partecipazione, il modulo da compilare e riferimenti per il versamento, nonché i nominativi dei commissari. Il presidente del Circolo fornirà ogni altra eventuale informazione relativa al Concorso.

Art. 6 – Conferma partecipazione e versamento

Gli aspiranti dovranno provvedere, entro e non oltre il giorno 05 DICEMBRE 2010 al versamento della quota di € 15,00 (quindici euro), mediante bonifico bancario, vaglia postale o ricarica di carta postepay, i cui riferimenti saranno comunicati non appena confermato lo svolgimento del concorso. La partecipazione al concorso e quindi l’esame dei relativi elaborati saranno considerati solo ed esclusivamente per coloro i quali avranno provveduto entro la data prevista al versamento della quota di iscrizione. In caso di mancata partecipazione al concorso per causa non imputabile agli organizzatori, la quota eventualmente versata non verrà restituita.

Art. 7 – Spedizione e ricezione elaborati – sede legale concorso

Ogni elaborato dovrà essere inviato all’indirizzo della presidenza del Circolo con un unico plico per via postale, in forma cartacea in numero 5 copie, delle quali 4 copie libere ed assolutamente anonime ed una collegata alle altre in busta chiusa.
La busta sigillata dovrà contenere: 1) modulo di partecipazione compilato e sottoscritto - 2) copia dell’elaborato corredata di dati anagrafici dell’autore, con indirizzo, numero di telefono, indirizzo email e firma in originale. Le buste dovranno contenere intestazione indicante la sezione prescelta .
Gli elaborati ed il modulo di adesione debitamente compilati vanno spediti con raccomandata A/R entro e non oltre il 30 DICEMBRE 2010 ( farà fede il timbro postale di spedizione) al seguente indirizzo:

CIRCOLO CULTURALE “RE ALARICO”
C/O: AVV. MICHELE ARNONI – VIA ALIMENA 14
87100 – COSENZA

Il presidente ed il segretario del Circolo, verificati segretamente requisiti e moduli di iscrizione, provvederanno a trasmettere ai membri della Commissione giudicatrice i plichi contenenti gli elaborati senza riferimenti all’autore.

Art . 8 – Valutazione elaborati, decisione commissione e premiazione.

Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile e sarà comunicato, previa verbalizzazione delle decisioni, via email e telefonicamente ai primi tre classificati in ciascuna sezione, i quali saranno invitati a partecipare alla cerimonia di premiazione, che sarà preceduta da comunicazione pubblica dei risultati e diffusione dell’evento e dei nominativi. I vincitori dei primi premi delle due sezioni saranno comunicati e nominati nella giornata della premiazione.
Il giorno della premiazione è fissato per il giorno 26 MARZO 2010, in luogo istituzionale della città di Cosenza, salvo diverse disposizioni che saranno tempestivamente comunicate.

Al 1° classificato di ciascuna sezione, verrà consegnata una targa di partecipazione ed una somma in danaro ( € 250,00 – duecentocinquanta euro)
Il 2° e 3° classificato riceveranno una targa ricordo di partecipazione.

I vincitori dovranno ritirare personalmente i premi o delegare una persona a tale scopo, facendosi carico di spese di viaggio e di alloggio per la città di Cosenza.
Se richiesto, i premi non ritirati potranno esser recapitati agli interessati che ne faranno richiesta.
I minorenni dovranno ritirare il premio in presenza dei genitori.
I concorrenti non premiati, che per ragioni personali o di curriculum, vorranno ricevere una attestato di partecipazione, possono richiederlo versando la ulteriore somma di € 6,00 ( quale spesa di stampa ed invio postale) con le medesime modalità previste per la quota di partecipazione.

Art. 9 – Pubblicità e pubblicazioni

Il presente bando, i dati di svolgimento, eventuali rettifiche ed i risultati del concorso saranno pubblicati sul sito internet del Circolo Re Alarico (www.circolorealarico.it - sezione ATTIVITA'), sulle riviste, sui quotidiani della zona e sui siti internet che generalmente pubblicano bandi similari (www.poetare.it/concorsi.html - www.forumautori.com - www.kimerik.it/concorsi/concorsi.asp).

Art. 10 – Responsabilità

L’ organizzazione non si assume alcuna responsabilità su eventuali plagi, dati non veritieri, violazioni della privacy o di qualunque altro atto non conforme alla legge compiuto dall’ autore, nonché di eventuali danneggiamenti, furti, ritardi postali e diffusione delle opere successiva al concorso.

Art . 11 – Accettazione e consenso trattamento dati

La partecipazione al concorso implica l’accettazione incondizionata del presente bando e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali (Legge 675/1996 e D.L. 196/2003 ). Il mancato rispetto delle norme sopra descritte comporta l’esclusione dal concorso.

COSENZA, 2 OTTOBRE 2010
Il presidente del Circolo
Avv. Michele Arnoni

Uff. Stampa e Comunicazione Cliodea

Resp. prof.ssa Donatella Bisignano

 

03/10/2010

Studio Critico: "La Pittura Cosmica" in Italia a cura di Mariarosaria Salerno

 

LA PITTURA COSMICA DEL MAESTRO CARLO MENDICINO


Di Mariarosaria Salerno


In occasione di una conferenza avente come tematica “Il mondo di Alice”, inteso come espressione di realtà doppie e parallele, partecipai in qualità di relatrice affrontando il tema “La rappresentazione del non visibile nella poetica cubista”, dove oltre ad evidenziare le particolarità della rappresentazione cubista, approfondendo il cubismo orfico, mi soffermavo sul ruolo dell’artista-genio, colui che ha la capacità di vedere la realtà non solo con l’occhio fisico, ma anche e soprattutto con l’occhio del cuore e della mente.

Una visione totalitaria che va oltre la materia.

Ed è proprio con l’occhio del cuore e della mente che il maestro Carlo Mendicino realizza le sue opere, perché bisogna usare l’occhio del cuore, quello delle emozioni e dei sentimenti forti e puri, per esprimere una poetica così elevata, e l’occhio della mente, che ha la facoltà di portarti e relazionarti con l’infinito; la mente, che con la sua capacità annulla spazio e tempo, si muove ad una velocità maggiore della luce e nel giro di pochi secondi riesce a portarti in altri mondi, in altre galassie, nell’universo infinito.

Carlo Mendicino viaggia virtualmente nell’universo con facoltà non comuni, inutilizzati dai più, per fruire realtà diverse, realtà di cui coglie l’essenza con una visione prospettica totalitaria, completa, che tecnicamente applica mirabilmente nelle sue opere.

La prospettiva che lui utilizza, che definirei “prospettiva cosmica”, è completamente innovativa, e non si basa sulla prospettiva tecnica brunelleschiana, né sulle prospettive degli avanguardisti del primo Novecento, né può paragonarsi alla visione cubista, che peraltro annulla quasi ogni definizione prospettica tradizionale e consente la simultaneità della rappresentazione determinando una deformazione visiva dovuta alle proiezioni dei vari piani rappresentati; la prospettiva del maestro Mendicino è una tecnica che necessita di un occhio particolarmente acuto e sensibile, oltre che allenato, per scoprire i vari punti di vista, simultanei, utilizzati per la visione, che è una visione realistica.

La rappresentazione di mondi, di galassie, di nebulose, di creazioni, con i colori soffuse delle albe e dei tramonti e le varie infinite sfumature del creato costituiscono la definizione iconografica e l’essenza della poetica del maestro Carlo Mendicino, una “pittura cosmica”, che parte dal caos primordiale, quel brodo ancestrale ed alchemico, che ispirò Dio a mettere un po’ d’ordine nell’universo, regolandolo da leggi fisiche.

Il maestro non ha una visione parziale della realtà che rappresenta, ma con l’occhio della mente, che in precedenti esperienze ha conosciuto tutto l’universo rappresentato e ne ha immagazzinato l’essenza nella sua totalità, realizza squarci di rara bellezza.

Non siamo nel mondo della fantasia, né del non reale, né del concreto mentale, né di rappresentazione di una realtà onirica, cioè fruibile solo con i sogni, come per i surrealisti, o di una realtà orfica, immaginaria, costruita nei meandri della mente; si tratta invece di una rappresentazione reale, che si esprime attraverso stadi evolutivi, dove non vi è nulla di illusorio o di allusivo.

La pittura cosmica del maestro Mendicino non deve essere fruita a livello fisico, per essere compresa, deve essere emozionalmente sentita a livello sensibile, penetrando le leggi del mistero, il cui possesso da la capacità di condurti all’estremità dell’Universo, di farti viaggiare ad una velocità superiore a quella della luce, a condurti con la mente in altre galassie, facendoti assaporare e fruire la nuova realtà, una realtà superiore, nata dalla ricerca di dimensioni superiori, espressione di armonia cosmica.

Solo allora si potrà viaggiare virtualmente nello spazio infinito e nel tempo illimitato, penetrare i misteri più criptici dell’universo, scoprire le leggi della materia.

Chi utilizza questo percorso, di natura esoterica, è sicuramente un iniziato all’arte, intesa nella forma più pura, assoluta e universale.

Viaggia con la propria mente, visitando non solo il mondo e l’Universo, ma tutte le realtà parallele, penetrando in dimensioni soprasensibili.

Un’arte esteticamente piacevole per molti fruitori, ma comprensibile da solo da chi intercetta le stesse lunghezze d’onde: le onde cosmiche dell’Universo infinito.

Cosenza 30 Settembre 2010

Salerno Mariarosaria

20/09/2010

1° Concorso Nazionale di Narrativa Storica Inedita 2010: “ Sulle tracce dei Templari" - Pubblicati i Vincitori

I° Concorso Nazionale di Narrativa Storica Inedita 2010: “ Sulle tracce dei Templari – Storie e misteri d'Italia”.


Evento culturale promosso dall'Associazione Culturale “Sifeum” di Castrovillari (CS).



Pubblicato l'Elenco dei Vincitori

 

Dai voti del 1° Concorso Letterario di Narrativa Storica Inedita, sono emersi i seguenti risultati:

 

- 1° Classificato: “Il segreto  della  selva  immobile” di  Camurri Vanni - Mantova

 

- 2° Classificato : “Non  nobis  domine” di Grillini Stefania – Ozzano dell’Emilia, Bologna

  

- Ex aequo 3° Classificato:  “L’ultimo  cavaliere” di Aristide Bergamasco - Este( Pd) e “Kanem-Bornu”

  di Alberto Arecchi - Pavia  

 

- Premio speciale “Eroismo cavalleresco” a

 “Il nono Cavaliere” di Mario de Rosa – Morano Calabro   

 

- Premio speciale “Misticismo ed Epicità” a

 “La  reliquia” di Maria Pia Martino - Castrovillari


L'Associazione Culturale Sifeum

Uff. Stampa e Comunicazione Casa Editrice Cliodea

Resp. prof.ssa Donatella Bisignano

 

13/09/2010

I° Concorso Nazionale di Narrativa Storica Inedita 2010: “ Sulle tracce dei Templari – Storie e misteri d'Italia”.

 

manifesto concorso letterario 100-140 copia.jpg

I° Concorso Nazionale di Narrativa Storica Inedita 2010: “ Sulle tracce dei Templari – Storie e misteri d'Italia”.

 

Evento Culturale promosso dall'Associazione Culturale "Sifeum" di Castrovillari.


Nominata la Giuria d'onore.



L'Associazione Culturale Sifeum, il cui scopo è quello di promuovere la storia antica, l'Arte e l'Archeologia in terra di Calabria, in collaborazione con l'Agenzia Editoriale Cliodea, in merito alla prima edizione del Concorso Nazionale di Narrativa storica inedita, dal titolo: “Sulle tracce dei Templari: Storie e Misteri d'Italia” riservata ai racconti inediti su trama storica o fantastica, nomina la Giuria Tecnica della Kermesse Culturale in programma. La commissione esaminatrice, pertanto, è così composta:


  • Dott. Mauro Giorgio Ferretti, Presidente dell'Associazione Cavalieri Templari Cattolici d'Italia, autore di numerose pubblicazioni sui Templari;

  • Prof. Pasquale Moschiano, Studioso e cultore di ricerca storica, artistica e delle tradizioni del territorio del Vallo del Lauro. Autore di diverse pubblicazioni a carattere storico;

  • N. H. Cav. Atanasio Bisignano, CCC International Knight of Malta OSJ USA of Krak (Assisi - Malta). Editore, Pubblicista e Fondatore della Casa Editrice Cliodea;

  • Prof.ssa Mariarosaria Salerno, docente, saggista, poetessa. Storica dell'Arte – Autrice di numerose pubblicazioni a carattere divulgativo, scientifico e di testi scolastici (Direttrice della Collana Editoriale di “Architettura e Storia dell'Arte” della Casa Editrice Cliodea);

  • Prof. Guglielmo Viti, Archeologo, imprenditore nel campo del restauro conservativo di monumenti storici, autore del saggio “La Madonna della Nova di Rocca Imperiale – Il mistero del quadro”;

  • Padre Edoardo Caruso, autorevole Padre Spirituale della Commenda di Cavalieri Templari “San Michael” di Rossano.



Secondo il programma ed il bando di concorso, pubblicato sul sito http://www.sifeumcalabria.it/, si prevedono nella premiazione dei racconti inediti, tre categorie di merito – 1°, 2°, 3° classificato – ed eventualmente per i lavori più dotati qualche segnalazione di merito. Il Concorso letterario, premierà i racconti che più si saranno distinti, per qualità espressivo/letteraria e originalità creativa.

La premiazione nazionale dei vincitori, avverrà, sabato 25 settembre 2010 a partire dalle ore 16.30, presso la cornice storica-architettonica del suggestivo “Protoconvento Francescano”, sito nella cittadina di Castrovillari, in provincia di Cosenza (CS).



Uff. Stampa e Comunicazione Cliodea

Resp. Prof.ssa Donatella Bisignano

www.editricecliodea.com

 

05/06/2010

Lettura del Santuario fatto erigere da Pirro nel Territorio dei "Brettii", di G. Cimino

 

L'Agenzia Editoriale Multimediale Cliodea è lieta di presentare la Mostra fotografica e archeologica, del sito presso cui si ergono i resti del Santuario fatto costruire da Pirro, re dell'Epiro in prossimità del territorio dei “Brettii”, da uno studio etno-storiografico del prof. Giovanni Cimino.


All'interno della Mostra documentale, che sarà allestita presso la Biblioteca Nazionale, nella Sala della Musica, in P.zza Toscano, 87100 di Cosenza, dal 14 – al 19 Giugno, si alterneranno momenti di evocazione storico-archeologica con l'esposizione di immagini propedeutiche, preceduta da un'introduzione scritta, e relative legende del prof. Giovanni Cimino.


L'Inaugurazione della Mostra Archeologica, è prevista per lunedì 14 giugno 2010 a partire dalle ore 17.30 e gli orari: 10.00 – 12.00 am / 17.30 – 18.30 pm, tutti i giorni sino al 19 giugno 2010.

 

04/06/2010

Nota Critica "Le Parole del Cuore"

Le Parole del Cuore.jpg
 

 

Mariarosaria Salerno e la liricità greca

Nota critica a”Le parole del cuore”



Le parole del cuore”, canzoniere di Mariarosaria Salerno, edito da Cliodea è l’espressione artistica di stati d’animo, di immagini filtrate dai sensi, di attimi intensamente sospesi ed evocativi, i cui motivi dominanti sono l’amore e la religiosità. I componimenti di Mariarosaria Salerno sono il frutto di una profonda ricerca personale e culturale, di un’ introspezione intellettualmente interiore, forgiata dal silenzio e dalla solitudine. E’ un poetare leggero, a tratti quasi evanescente, inebriato di passione e di malinconia, costantemente anelante di speranza. L’autrice, si lascia andare ai misteri dell’universo, canta la voluttà, la sfrenata gioia di vivere, sebbene senta il vano fluire delle cose, invoca la forza travolgente e l’impeto potente dell’amore, di cui avverte tutto lo smarrimento. L’autrice s’interroga, avvia un segreto dialogo con il suo cuore, compagno fedele, a volte anche languido, sa riconoscere le pulsioni e i fremiti di quel cuore, ma, pur sempre ne rimane affascinata. Le immagini battono sul suo cuore e i suoi versi poetici li rivelano e li liberano. I suoi moduli espressivi ci portano ad evidenziare le tensioni della sua psiche, la costante ricerca, attraverso l’astratto, di certezze, con un anelito struggente al futuro, in un modo che trova riscontri nella produzione poetica arcaica, preludio e fondamento di tutta la poesia europea classica e moderna. Spiritualmente intuitiva e riflessiva, Mariarosaria Salerno, infatti, sembra ridare voce e valore al lirismo greco; i suoi versi, le sue parole, riecheggiano, con quella dolcezza e quell’intelletto propri di una donna del suo tempo, la delicata sensibilità dell’antico lirismo greco femminile, in particolare la musicalità e l’intima armoniosità di quella poesia melica che nell’Ellade era, sovente, accompagnata da uno o più strumenti a corda e, ancor più, gli esigui, straordinari frammenti pervenutici di antiche poetesse come Saffo, Anite e Nosside. I loro animi femminili, i loro cuori palpitanti di vita, al pari della nostra autrice Salerno, ci hanno rivelato quella dimensione intima e personalissima, traboccante di emozioni, quei sentimenti unici verso la natura, verso la terra, madre calda e feconda, verso il mare, amante impetuoso ed imprevedibile, quelle descrizioni fresche ed immediate di paesaggi meravigliosamente arcani, di cui cogliere tutta la bellezza e la sacralità, quella commozione, impalpabile e pura, tutta femminile, verso i piaceri e i tormenti amorosi, da cui scaturiscono, vicendevolmente, sofferenze ed estasi. “Le parole del cuore”, a prescindere, dai temi trattati, richiamano forti contenuti affettivi e soggettivi: l’autrice ferma, attraverso una straordinaria perfezione formale ed un uso pressoché costante di immagini metaforiche, i moti individuali dell’animo e le vicende della sua vita interiore, sospesa tra sogni e visioni. Ciò che caratterizza i suoi componimenti sono l’omogeneità di fondo del suo pensiero poetico, l’ispirazione autentica e genuina e la capacità di comunicare con parole scevre da ogni esasperante ricerca linguistica. Una silloge poetica, dunque, ricca di quell’ “humanitas”, che è anche il titolo di un suo componimento, un’opera tutta da meditare, poiché ella non “dice”, ma riassume la propria anima. Mariarosaria Salerno, colta e raffinata, si avvale del mito antico, della filosofia, della religione, ed incarna quell’ideale di intellettuale di cui oggi purtroppo si hanno rari esempi. Un merito particolare all’editore, Atanasio Bisignano, giovane e lungimirante mecenate contemporaneo, che, nell'ambito del variegato panorama editoriale, ha saputo liberare la soave arte poetica, da quella condizione a cui è stata ingiustamente relegata dalla scuola e dagli studi accademici, conferendogli una nuova, ampia fruibilità e un rinnovato piacere per la lettura.

Dott.ssa Ines Ferrante

generali____foto 191.jpg
> L'Editore Atanasio Bisignano con l'Autrice prof.ssa Mariarosaria Salerno

 

23/02/2010

BooKS

Buccino Cop.jpg> Working in progress: Collana di Poesia "Poeti del Nuovo Millennio" diretta e curata dal prof. Giovanni Cimino: "O Teneron d'Amore" di Alberto Buccino. Per Info e prenotazioni editoriali click on www.editricecliodea.com su Contatti!

Caratteristiche del Libro:

- Silloge poetica a carattere religioso e d'amore con brevi racconti.

- Copertina a colori, rilegato in elegante brossura, con illustrazioni.

Introduzione del prof. Giovanni Cimino; Prefazione della prof.ssa Donatella Bisignano; Retrocopertina del prof. Ottavio A. Bisignano.

___________________________________________________________

copertina Salerno 12.jpg> Working in progress: Collana di Poesia "Poeti del Nuovo Millennio" diretta e curata dal prof. Giovanni Cimino: "Le Parole del Cuore" di Mariarosaria Salerno. Per Info e prenotazioni ediotoriali click on www.editricecliodea.com su Contatti!

Caratteristiche del Libro:

- Silloge poetica a carattere religioso e d'amore.

- Copertina a colori, rilegato in elegante brossura, con illustrazioni dell'Autrice.

Introduzione del prof. Giovanni Cimino; Prefazione dell'Autrice.

20/12/2009

Le Collane Editoriali

Le nostre Collane Editoriali:

- Collana di Poesia: "Poeti del Nuovo Millennio" diretta e curata dal prof. Giovanni Cimino;

- Collana di Letteratura e Narrativa: diretta e curata dalla prof.ssa Maria Cimino;

- Collana di Storia delle Religioni: diretta e curata dal dott. Fulvio Terzi;

- Collana di Studi Etnostoriografici e di Geopolitica: diretta e curata dal prof. Pasquale Nicoletti;

- Collana di Storia dell'Arte e Architettura: diretta e curata dalla prof.ssa Mariarosaria Salerno.

- Collana di Storia Antica e Archeologia: diretta e curata dalla dott.ssa Ines Ferrante.

_________________

> Per prenotare le Nostre Pubblicazioni on line: www.editricecliodea.com su Contatti!

16/12/2009

Mariarosaria Salerno: Poetessa, Saggista, Storica dell'Arte

 

NOTE BIOGRAFICHE



Salerno Mariarosaria, nata a Reggio Calabria, risiede a Cosenza, dove insegna disegno e storia dell’Arte negli Istituti Superiori.

Laureata in Architettura presso l’Universita’ degli Studi di Reggio Calabria, si è specializzata a Roma in Tecniche della Conservazione dei Beni Culturali , conseguendo anche i titoli di Tecnico V.I.A. e di Addetto alla P.A., presso l’Istituto Superiore Europeo di studi politici, di Reggio Calabria.

Pluriabilitata all’insegnamento, ha collaborato a numerosi progetti ministeriali, ed ha conseguito numerosi riconoscimenti in premi e concorsi letterari:

- Premio Nazionale “Mater”, Carrara,1990;

- Premio Lett. Naz. ”Alfonso di Benedetto”, Chiusia Pesio (CN), 1990;

- Premio “Citta’ del Marmo “, Carrara,1990;

- Premio “Natale”, Carrara,1990;

- Premio Internaz, permanente “Oggi futuro”, Reggio Cal.,1990/1991;

- Premio Naz. “Primavera Strianese”, Striano (NA), 1991;

- Premio Lett. Internaz. “Trofeo degli Appennini”, Luco, 1991;

- Premio Internaz. “nuovi orizzonti”, Sorrento, 1991;

- Premio Internaz. “Seleuropa”, Luco, 1991;

- Premio Naz. “Citta’ di Latina”, Latina,1991;

- Premio Lett. Internaz. “valori della vita”, Napoli,1991;

- Premio “Calabria 79 ”, Praia a Mare (CS), 1991;

- V° concorso Lett. Internaz. “Giovanni Gronchi”, Pontedera (PI),1991;

- XXI° Conc. Internaz. “Golfo di Napoli”, Sorrento, 1992;

- XXIII° Conc. Internaz. “Giuseppe Ungaretti”, Sorrento,1992;

- Premio Lett. Naz. “Dante Alighieri”, Montecatini,1992;

- XXIIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio San Valentino”, Terni,1992;

- XXIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio Madre Terra, Sorella Acqua”, Assisi,1993;

- I° Premio Lett. Naz. “Omaggio a Giacomo Puccini”, Lido di Camaiore,1993;

- Concorso Lett. Internaz.”Premio Umbria”,1993;

- Premio “Citta’ di Viareggio”, Lido di Camaiore,1993;

- Concorso Internaz. “G. Ungaretti”, XXVIII Ed., Napoli,1998;

- Premio Internaz. “Citta’ di Santa Maria a Monte”, 2000;

- Premio Naz. “Litorale Pisano”, Pisa, 2000;

- Granpremio Internaz. “ Interart, Carrara-Hallstahammar, Carrara e Hallstahammar (Svezia), 2000;

- Concorso Internaz. “Citta’ di Avellino”, Avellino, 2001;

- Premio Nazionale Histonium, XXIVª Ed. Vasto( Ch), 2009;

- I° Concorso di Poesia inedita “ il Federiciano”, Rocca Imperiale(CS), 2009.

È presente in numerose antologie poetiche e riviste con poesie, racconti e saggi; ha collaborato con recensioni e racconti alla rivista “Gli Artisti del giorno”, Cuneo,1990-1991; articoli a carattere storico-artistico e poesie sono presenti nel periodico “L’AltraReggio”,1990-1991; ha curato per l’Istituto d’Arte di Locri (RC) “ L’Annuario 1998”;

ha pubblicato il volumetto “Castelli di Calabria - storia, arte, folklore”, Ed. Pellegrini, Cosenza,1999; ha collaborato con la rivista “Nuova Dimensione” con articoli a carattere storico , artistico o antropologico, Vibo Valentia, 2003-2004; è presente con una sua parte nel” I° Quaderno del Liceo”, 2006, realizzato dal Liceo Classico di Trebisacce (CS), su una ricerca condotta dal prof. Bellino dell’Universita’ di Napoli sulle problematiche adolescenziali; ha pubblicato una prima silloge poetica intitolata “Pennellate d’Azzurro”, Ed. il Filo, Roma 2008; ha pubblicato il volume intitolato “Il Portale nei secoli”, l’Officina delle Idee Edizioni, Cosenza, 2009; è redattrice per la Calabria di cronache italiane, testata dell’Ansa. inoltre, per il liceo classico di Melito Porto Salvo (RC), ha curato i costumi e le scene della “Medea”,1995; per l’IPSSCTSP di Vibo Valentia ha realizzato le scenografie della rappresentazione teatrale “La Giara”, 2001; ha collaborato alla realizzazione di mostre e di carri allegorici di carnevale per l’Istituto Statale d’Arte di Locri (RC), 1998-1999, per conto del quale ha prodotto uno studio sul gioiello magnogreco, la cui collezione è stata poi realizzata dall’orafo Gerardo Sacco; è presente in cataloghi artistici e siti internet con recensioni d’arte, tradotti anche in lingua straniera; è stata relatrice in numerosi convegni e conferenze.

 

 

Articoli e Recensioni:

 

 

 

 

IL PRIMORDIALE NELL’ARTE DI SALVATORE PEPE


di Mariarosaria Salerno


Nell’osservare le opere di Salvatore Pepe ho rievocato inconsciamente tutti gli sforzi che le cosiddette Avanguardie Artistiche del primo Novecento hanno effettuato nell’attuare nuove forme e linguaggi artistici.

Una ricerca durata anni di duro, intenso, sentito e profondo lavoro di ricerca e di sperimentazione.

Ed è quello che si nota nella produzione artistica di Pepe: un lavoro di ricerca formale e tecnica, che si manifesta con un linguaggio puro ed essenziale, solo all’apparenza minimalista; una sperimentazione continua di linguaggi e materiali che portano alle origini e all’essenza della realtà e della vita.

Le molte opere senza titolo fanno ben comprendere che non si è rappresentata volutamente, semplicemente ed accademicamente la realtà circostante, ma che si e’ andato ben oltre, alla ricerca di un infinito da rappresentare, di un invisibile da rendere visibile, di un primitivo ed ancestrale da condividere, con un percorso tecnico e dialettico, che vuole applicare nuove regole, innovativi canoni e nuovi contenuti.

Si rivela inoltre un assemblaggio tecnico di notevole interesse artistico: la ricerca artistica, di chi come Pepe ha frequentato una ottima Accademia di Belle Arti, associata alla passione per il design puro, tipico dei grandi architetti del Novecento: da Le Courbusier a Gropius, da Mies Van der Rohe a Brill.

Nelle varie opere creative intitolate “Istallazioni”, Salvatore assembla con maestria forme pure e materiali costruttivi diversi (ferro, plastica, rete metallica, tavole in legno, carte, tele, ecc.) creando sequenze operative di straordinario effetto scenico, che sicuramente rievocano materiali e realtà infantili, emerse psicologicamente nella sua continua ricerca materica in un intento di sublimazione delle realtà fruite.

Anche i colori solari, tipici del Mediterraneo, rievocano un’ infanzia fatta di riflessione e di meditazione, di assimilazioni e di una realtà positiva; i gialli ocra intensi e tutte le altre graduazione del giallo, così ricorrenti e le sfumature degli azzurri, rievocano cieli infiniti e mari limpidissimi, nella cui realtà Pepe cerca di mettere ordine e simmetria.

Molto utilizzati i colori della natura allo stato puro, dai colori delle “terre”, tipici dei graffiti preistorici, ai verde smeraldo dei fondali marini, alle distese dei prati calabresi.

Tutto ci riporta alle origini, all’arcano, al primordiale, con una costruzione scenica e prospettica completamente nuova, quasi impalpabile, a voler annientare il rapporto spazio-tempo.

Una ricerca che rievoca le applicazioni cubiste ed astrattiste con soluzioni completamente innovative, e rinvia inevitabilmente all’arte di Alberto Burri, per rimanere in Italia, o alle opere esposte presso il Museum of Contemporary Art di Los Angeles di Mark Rothko, e ancora alle esperienze di Pollok.

Minimalista!

Forse, ma solo ad un approccio superficiale, perché l’essenzialità delle forme rinvia ad un intento ben più profondo, che scava nel primordiale, a quel brodo che fermentato, assemblato, compenetrato ha dato origine al mondo, per i pagani; al caos iniziale, che ha ispirato Dio a creare l’Universo, per i credenti.

Tutto acquista ritmo, simmetria, ordine, in una espressione estetica rinnovata.

Questa è l’arte di Salvatore Pepe.

 

 

 

 



LE PATOLOGIE DELL’ ARTE


di Mariarosaria Salerno


Le patologie artistiche sono molteplici e riguardano soprattutto il degrado dei manufatti architettonici o le problematiche connesse ai malesseri delle opere artistiche; in parallelo vi sono altri tipi di disturbi, che interessano, invece chi fruisce delle opere d’arte, tra i quali la più vistosa e conosciuta è la sindrome di Stendhal, che colpì lo scrittore nel 1917 durante un soggiorno romano e al quale si deve il nome.

Si tratta di una patologia di natura psicologica, che si manifesta attraverso una sensazione di malessere diffuso, avvertito da chi si trova al cospetto di un’opera d’arte, una specie di ebbrezza estetica, difficilmente contenibile.

Ne sono affetti soprattutto i turisti in visita nelle grandi città d’arte.

Il viaggio e le sensazioni di stress ad esso connesso, possono accentuare il disturbo per l’analogia associativa con il viaggio nell’arte, che spesso da soggetti particolarmente sensibili è considerato viaggio dell’anima, ma può colpire anche chi, nella propria città, si trovi di fronte ad un’opera che fa affiorare ricordi e sensazioni.

La casistica parla di soggetti quasi sempre soli, l’87%,che si trovano in luoghi particolarmente carichi di arte, tipo i musei, con alle spalle storie tendenti a rievocare crisi di identità, come vicende emozionanti, con la conseguente difficoltà nel contenimento delle stesse.

L’incontro ravvicinato con le opere d’arte non fa altro che risvegliare i contenuti più profondi dell’inconscio, affiorare la sofferenza mentale, che si manifesta come estasi della bellezza.

Ne conseguono crisi d’identità, accentuabili da tre elementi: personalità del soggetto, viaggio, e contesto culturale artistico, in cui l’opera d’arte drammatica o il nudo enfatizza il manifestarsi della patologia.

I sintomi vengono classificati attraverso le tipologie del disturbo.

Come espressione di disturbo emozionale, si possono avere crisi di panico, ansia somatizzata, palpitazioni, difficoltà respiratorie, malessere al torace, svenimento.

I disturbi di affettività si manifestano con stati di depressione, crisi di pianto, senso di colpa e di angoscia, oppure con stati di sovraeccitazione, euforia, esaltazione, assenza di autoetica.

Come disturbi di pensiero vi è una alterata percezione di suoni e colori o un senso di persecuzione.

Il thriller di Dario Argento, Sindrome di Stendhal, del 1996 con Asia Argento e Thomas Kretschmann, propose in forma esemplare, anche se romanzata, il “gorgo della psiche”, che si innesca da alcuni soggetti al cospetto dell’opera d’arte, assoluta, pura, incontaminata.

 

 

 

I MISTERI DELL’IMPERATORE


DAI VATICINI SULLA NASCITA ALLA MORTE


di Salerno Mariarosaria


Della vita dell’imperatore Federico II di Svevia, figlio di Enrico VI Hohenstaufen e di Costanza d’ Altavilla si conosce quasi tutto: sono state pubblicate infinite biografie, alcune delle quali controcorrenti, altre che hanno evidenziato caratteristiche particolari o aspetti inediti della sua vita. Ciò che ha suscitato il mio interesse è stato sicuramente la sua caleidoscopica personalità: versatile, intelligente, aperta ai più ampi orizzonti della cultura, qualsiasi essa fosse.

Un uomo brillante, dal grande magnetismo. Ma anche la vita di un imperatore, così pubblica e al centro dell’attenzione, presenta dei misteri, fin dalle profezie riguardanti la sua nascita avvenuta a Jesi il 26 dicembre 1194.

Goffredo da Viterbo aveva anticipato al padre Enrico VI, i vaticini della sibilla Tiburtina, che indicava in quel bambino il futuro salvatore, il Cesare che sarebbe venuto a compiere tempi, “ lo scettro del mondo” che avrebbe riunito l’Oriente all’Occidente.

Il mago Merlino, dalla Bretagna, fece sapere che “Egli sarà un agnello da squartare, ma non da divorare, un leone furioso tra i suoi”.

Gioacchino da Fiore, dotato di spirito profetico, avrebbe comunicato ad Enrico VI, che la moglie Costanza era gravida, ma che essendo posseduta dal demonio avrebbe partorito un anticristo, per confondere l’umanità. Si tramanda inoltre che la stessa Costanza, disconoscendo di essere incinta, sognò di dover partorire un tizzone ardente, tizzone interpretato come una fiaccola, quindi una luce per l’Italia.

Di sicuro, Federico fu un uomo particolarissimo, soprattutto per l’epoca,non a caso definito “ Stupor mundi “.

Intraprendente,indomito,rivoluzionario,seppe farsi amare da papa Innocenzo III,suo tutore,divenendo poi ostile alla Santa Sede nel rifiuto delle crociate,che accettò in seguito solo per opportunità politica,riuscendo diplomaticamente ad istaurare accordi con gli Arabi,da cui assorbì le invenzioni scientifiche e tecnologiche,ma anche la filosofia esoterica.

La cultura araba lo influenzò molto,si abbeverò talmente alle fonti dell’esoterismo da essere considerato un “iniziato”. Questo aspetto è trattato ben poco dalle fonti letterarie,ma è facilmente rintracciabile nelle sue progettazioni architettoniche.

I castelli federiciani sono stati realizzati con riferimenti esoterici molto evidenti.

Il maniero di Castel del Monte, così famoso da essere presente sul retro della moneta da un centesimo, presenta otto lati, otto torri a pianta ottagonale,una corte interna ad ottagono; tali scelte architettoniche non possono ritenersi di natura puramente stilistica o funzionale.

Il numero otto per gli Arabi aveva un significato particolarissimo, che affonda le radici sia nell’esoterismo,che in astrologia: la forma ottagonale infatti trae origine dalla sovrapposizione ruotata di due quadrati ( e quattro sono i punti cardinali) e dall’ottava casa astrologica, settore della morte,ma anche della rinascita,perché alla morte materiale corrisponde una vita spirituale.

Il dualismo del numero otto e dell’ottava casa astrologica è ricco di significati.

Il numero otto inoltre esprime un significato più ampio, basti ricordare che se da verticale diviene orizzontale si ha il simbolo dell’infinito, utilizzato in matematica, pertanto è espressione di una realtà virtuale, fatta di nature parallele, dove vi è doppiezza,inversione, rovescio, sia materiale che spirituale.

E l’astrologia con i suoi misteriosi significati è stata largamente impiegata nelle decorazioni del maniero di Castel del Monte, sede privilegiata di Federico in Puglia,una sede ricca di fascino e di mistero,per gli studi e gli esperimenti che pare fossero condotti, che non può essere considerato baluardo difensivo, né residenza di caccia, bensì laboratorio scientifico,luogo di cultura e di ricerca.

D’altronde la magia e l’esoterismo sono riscontrabili anche nelle “Costituzioni di Melfi”, voluta dall’Imperatore con l’intentato di instaurare un ordinato vivere civile.

Il libro III, ai titoli LXIX - LXX tratta “droga, veleni e filtri d’amore”.

Riferimenti evidenti si riscontrano anche nelle “Leggi Ecologiche”, libro III, titolo XLVIII.

La vita di Federico è stata tutta permeata dallo studio e dall’approfondimento delle conoscenze esoteriche, che riguardavano “La Kabbala” la Scala Philosophorum, l’astrologia, la geomanzia e la numerologia.

Il numero otto,con il suo significato esoterico ed astrologico,ha influenzato anche la misteriosa morte di Federico,profetizzata dalla Sibilla Eritrea: “Egli chiuderà gli occhi in una morte segreta,ma continuerà a vivere. Tra i popoli scoppierà il tuono.

Egli vive e non vive,perché uno tra i giovani e tra i giovani dei giovani gli sopravviverà “.

Se in questa prima versione si può riscontrare un riferimento alla sua discendenza,in una versione successiva è detto: “ La sua morte verrà tenuta nascosta. E tra il popolo si udrà dire: egli vive e non vive “.

Una leggenda che lo voleva morto solo in apparenza e di cui anche Papa Innocenzo IV pare dubitasse.

Di sicuro la sibillina profezia del “vivit et non vivit “ sarà sempre tra i misteri dell’imperatore.

 

 

 

 Alla ricerca del mondo dei minerali tra tradizioni, leggenda e proprietà riconosciuta dalla scienza.

 SCIENZA E MAGIA DEI MINERALI


di SALERNO MARIAROSARIA


La corniola per gli Egizi era simbolo della vita; l’ossidiana,nota per i poteri terapeutici, veniva utilizzata contro gli incubi, per predire il futuro, ma era molto pericolosa, infatti pare avesse la capacità di attirare i demoni e veniva utilizzata per riti particolarissimi.

La sfera di cristallo utilizzata dai maghi e dalle streghe per leggere il futuro Il pianeta terra è composto da minerali, sostanze naturali, solidificatisi a seguito di processi in organici.

Dalla preistoria fino ai giorni nostri l’uomo ha sempre cercato di sfruttare le risorse minerarie utilizzandole per costruire materiali o suppellettili per realizzare oggetti preziosi, ma anche come materia prima per l’industria.

L’aspetto che forse viene ignorato riguarda le proprietà curative e magiche di questi preziosi elementi. Già nel paleolitico l’uomo aveva imparato a distinguere tra le diverse pietre quella più adatta ai vari usi; l’ossidiana, il diaspro, il quarzo, la selce e la nefrite per realizzare oggetti di uso quotidiano, mentre a scopo magico e propiziatoria usava metalli e gemme più preziose, quali l’oro, l’argento, l’ambra, il turchese.

Le prime pietre talismaniche, risalente al neolitico furono i betili, rinvenute presso un bosco o a una sorgente e nei quali si credeva abitasse la divinità. I betili furono molto usati anche nella cultura ebraica.

Nel vecchio testamento si legge che Giacobbe, dormendo su un cuscino di betilo, ebbe rilevato in sogno il destino che Dio avrebbe riservato alla sua discendenza.

Antichissimo l’uso del turchese i cui primi reperti risalenti a 8000 anni fa, furono scoperti in Egitto,

Dove la pietra scolpita e incisa utilizzata per manili, era considereta simbolo dell’infinito e dell’aldilà.

Gli Egiziani usano come ammuleti, lance, l’agata, la corniola, il lapislazzuli.

In Messico nel II Millennio a.C. venivano utilizzati a scopo magico, la giada e la corniola; anche presso i cinesi la giada possedeva proprietà divinatorie di immortalità, infatti veniva chiamata YU (cosa Sacra).

I Greci e in seguito i Romani preferivano il diamante per le sue proprietà di durezza e quindi di forza.

Per comprendere a pieno la millenaria storia bisognerebbe consultare i numerosi trattati sull’argomento, di cui il più antico del 300 a.C. circa. È attrituito a Teofrasto, discepolo di Aristotele.

Vi è poi la monumentale opera naturalistica di Plinio il Vecchio: “Naturalis Historia”, scritta nel I secolo a. C., alla quale si sono rifatti tutti i lapidani medioevali, che elencavano le virtù magichee medicamentose delle pietre.

Tra questi, interessanti il trattato di mineralogia del frate domenicano Alberto Magno del 1270; “l’Hortus Sanitatis”, lapidario, bestiario ed erbario, scritto da Giovanni da Cuba nel 1497; il “Liber lapidum sen de gemmis”, trattato in versi, realizzato da Marbodo, vescovo di Rennes, che riporta l’indicazione delle proprietà medico e magiche di 60 pietre; mentre Giorgio Agricola nel 1546 getò le basi della moderna mineralogia, con un trattato che classificava i minerali in base alle proprietà fisiche.

Utilizzate ampiamente dai popoli orientali e dagli Egizi che le attribbuivano non solo poteri magici, ma anche virtù curative, le gemme nell’Impero Romano del III° e IV secolo d.C., venivano prescritte daimedici a sottolineare, già a quel tempo il fondamento scientifico.

Il lapidario di Damigerion, del V e VI secolo d.C., contiene le descrizioni di elementi minerali che venivano macinati, lavati, filtrati e utilizzati per le varie patalogie.

Ad esempio l’agata macinata, bevuta con il vino guariva dalle ferite, mentre lo zaffiro diluito con il latte veniva utilizzato per calmare i moti dell’intestino.

Se da una parte le sostanze minerali sono indispensabili all’organismo, dall’altra un tale uso risultava superfluo e talvolta dannoso.

Nel Medioevo con gli studi approfonditi degli alchimisti e successivamente con l’avvento della chimica e si rese conto del modo in cui certe sostanze dovessero essere utilizzate per sortire l’effetto desiderato.

Ancora oggi vi è polemica tra medicina tradizionale e medicina alternativa.

Ad esempio un soggetto con carenza di ferro assume i normali farmaci prescritti dal medico curante, ma in presenza di effetti collaterali potrebbe utilizzare il ferro fitoterapico, sotto forma di succo ricavato da piante ricche di ferro, o assumere il ferro omeopatico, privo di effetti collaterali.

Ma provata a proporlo ad un medico tradizionale affermerà si tratti di palliativi, di sciocchezze prive di fondamento scientifico.

E se dalle proprietà mediche passiamo a quelle magiche c’è maggiore scetticismo.

L’aspetto magico ,oggi, viene considerato superstizione, retaggio atavico superato dalla scienza; chi ci crede, additato come bigotto, viene preso in giro.

Ma se la magnetite riesce ad attirare il ferro ed esercita in modo forte e concretamente visibile la sua forza, cosa vieta ad altre gemme di guarire, proteggere, esercitare i loro poteri?

Non dimentichiamo che il rame è un ottimo conduttore di corrente e viene comunamente usato in elettricità.

Allora, proviamo a leggere con più fede gli antichi manuali, a ripercorrere alcuni eventi storici e a riscoprire le tradizione e le leggende popolari, a non avere preconcetti, ad aprirci a nuove dimensioni

Secondo la tradizione, l’agata protegge dai veleni e dalle avversità ed era utilizzata per propiziare gli incontri d’amore; l’ametista respinge l’ubriachezza ed i Greci la usavano come antidoto all’alcol; la in realtà era realizzata in quarzo, molto noto per le sue proprietà.

Il rubino ha il potere di calmare le passioni e far rimarginare le ferite;mentre il topazio,oltre a calmare le passioni, pare proteggesse dalla peste.

Lo smeraldo possiede poteri straordinari, è un potente talismano,in grado di ridare la vita e proteggere dal morso dei serpenti.

La tradizione ci tramanda che era la gemma, caduta dalla fronte di Lucifero, quando venne cacciato dai cieli e il Santo Graal dell’ultima cena era appunto una coppa di smeraldo.

Nel campo dei metalli l’oro e l’argento sono stati da sempre oggetto di studio e di uso.

L’oro per la sua lucentezza,ritenuto il metallo più prezioso, era utilizzato per monili e suppellettili, come pure l’argento, che ha la proprietà di proteggere dai batteri.

Gli alchimisti medioevali cercarono di trasformare il rame in argento,sfruttando una ricetta del III secolo d.C., che utilizzava un’amalgama infornata di due dracme di stagno, quattro di mercurio e due di terra di Chio, ma il prodotto finale aveva solo la parvenza dell’argento.

Anche la tradizione astrologica associò le virtù terapeutiche dei minerali ai segni zodiacali e ai pianeti.

Gli assemblaggi definiti dall’astrologo Agrippa di Nettesheim, vissuto tra il Quattrocento e il Cinquecento, sono i seguenti:

l’ariete, dominato dal pianeta marte, è protetto dallo smeraldo; il toro, con venere nel segno, preferisce la padparadscha, una pietra esotica; il granato è la pietra dei gemelli, dominati da mercurio; il dolce cancro con la luna nel segno, è beneficato dalla perla e dalla pietra di luna; il leone, dominato dal sole, preferisce il diamante; la vergine, il topazio e mercurio; l’estetica bilancia è protetta da venere e dall’ametista; lo scorpione con marte nel segno è positivizzato dal rubino; lo zaffiro giallo e il pianeta giove sono stati associati al sagittario; il capricorno con saturno nel segno è associato allo spinello azzurro; mentre l’acquario trarrà benifici dall’acquamarina; i pesci, dominati da giove, dovrebbero utilizzare zaffiro e lapislazzuli.

 

 

 

LA CHIESA DI SANTA RUBA TRA STORIA E MISTERO


di Mariarosaria Salerno


Nei pressi di Vibo Valentia, percorrendo la strada che porta a San Gregorio d’Ippona vi è una splendida chiesa bizantina, valido esempio di architettura brasiliana in Calabria, intitolata alla Madonna della Salute,chiamata ” chiesa di Santa Ruba”.

L’impianto architettonico è tipicamente bizantino, con portale e finestre strombate, presenta un’abside centrale semicircolare, fiancheggiata da due piccole absidi cilindriche,ed è sormontato da una cupola poggiante su un tamburo cilindrico.

Un esempio sicuramente di valore architettonico, che ultimamente è stato restaurato ed è periodicamente fruibile per le funzioni religiose , le cui caratteristiche ricordano la Cattolica di Stilo o la chiesa di San Marco a Rossano.

All’interno sono presenti ricche decorazioni barocche a seguito di un rimaneggiamento intervenuto nel XVII da maestranze locali.

A questa chiesa sono connesse due storie molto interessanti.

Uso il termine storie, perché non si tratta di leggende in quanto sono avvalorate da fatti storici ben documentabili e rintracciabili, anche se avvolte nel mistero.

La prima riguarda il nome Santa Ruba, derivante dal termine dialettale “ruba”, la rupe dalla quale venivano gettati gli appestati, quasi moribondi, che poi miracolosamente si salvavano.

La chiesa sorge infatti su un promontorio antistante una profonda rupe, luogo in cui vanivano raccolti gli appestati, che poi moribondi venivano gettati nel vallone sottostante; pare che moltissimi, malgrado le pessime condizioni di salute, miracolosamente sanavano, ed ecco perché la chiesa che sorge in quel luogo è stata intitolata alla Madonna della Salute.

La seconda storia è legata ad eventi ancor più documentabili storicamente.

Il manufatto architettonico fu fatto costruire nel X secolo da Ruggero il Normanno per espiare un suo peccato, confessato solo al fratello, l’allora papa Callisto II, che promise di consacrare la chiesa.

Durante il viaggio del papa verso Monteleone (l’allora Vibo Valentia), Ruggero morì e la moglie Adelaide nascose l’evento al cognato per paura che questi non avrebbe più officiato il rito.

A cerimonia conclusa il papa, appresa la tragica notizia, sconvolto dal dolore e adirato con la cognata, la maledì, dicendo:<< lo stesso che ti ha suggerito l’inganno ti roderà il cervello>>.

Temendo la maledizione del papa, la contessa si fece costruire un sarcofago con la pietra più dura che esistesse.

Ma il serpente da un piccolo forellino creatosi attraverso i secoli, poi ingrandito, riuscì ugualmente a penetrare e a roderle il cervello.

Pertanto si narra che lo spirito della contessa Adelaide si aggiri per la chiesa e che in particolari circostanze, per esempio durante le notti di tempesta, si odano ancora le grida disperate.

Alcuni abitanti del luogo, specie anziani asseriscono di averle udite.

Di sicuro esiste il manufatto architettonico per come storicamente ci è stato tramandato, con tutte le varie circostanze.

 

 

 

LA CHIESA, PRINCIPALE COMMITTENTE ARTISTICO


di Mariarosaria Salerno


Con l’avvento della religione Cristiana, che ebbe una espansione e una diffusione capillare da diventare, in seguito al Concilio di Nicea del 325, religione dell’Impero Romano e successivamente nel 380, unica religione ammessa nello Stato, si rese necessario adattare l’arte alle esigenze del nuovo credo, con la realizzazione di una vasta tipologia di edifici e rappresentazioni figurative.

La costruzione delle prime basiliche, nate inizialmente dall’adattamento della basilica Romana, esprimevano appieno la finalità e la funzionalità dei riti Cristiani, che dovevano avvenire al chiuso, in raccoglimento.

La pianta longitudinale, divisa in tre o cinque navate, indirizzava l’attenzione dei fedeli verso un unico punto focale, l’abside, dove era posto l’altare.

Le prime basiliche erano precedute dal quadriportico, dove venivano istruiti i catecumeni, confessati i penitenti e battezzati i neofiti.

Successivamente, questo spazio scomparve, e furono costruiti i battisteri con schema a pianta circolare(ottagonale, decagonale, ecc.).

Da allora la Chiesa divenne il primo,incontrastato e indiscusso committente artistico, facendo costruire una infinita varietà di tipologie architettoniche ed incentivando l’abbellimento delle stesse, con l’applicazione di una notevole varietà di tecniche artistiche, dai mosaici, agli affreschi, alla scultura.

Anche quando nel 568,l’Italia fu invasa dai Longobardi,una popolazione Germanica di stirpe Barbarica,che determinò la nascita del Sacro Romano Impero,la Chiesa continuò ad essere la principale committenza artistica, promuovendo non solo la costruzione di cattedrali, abbazie, monasteri, disseminati in tutta Europa, ma progettando le grandi architetture religiose del tempo.

Furono, infatti, degli abati o dei monaci i primi grandi architetti, autori dello stile romanico e dello stile gotico; e sempre ai monaci si devono, sia la realizzazione delle bellissime miniature medioevali, che il diffondersi della cultura, non solo religiosa, ma anche classica.

Il fenomeno costruttivo fu così imponente in tutta Europa, che Raul Glabre, un monaco e cronista medioevale scriveva nelle sue “ Storie dell’anno Mille”: “Pareva che la terra stessa, come scrollandosi e liberandosi della vecchiaia, si rivestisse tutta di un candido manto di chiese”.

Nel Rinascimento, con lo svilupparsi delle grandi Signorie e la conseguente azione del mecenatismo, la Chiesa non perse la capacità di incrementare la costruzione di edifici religiosi, né di determinare lo stile e l’arte con la realizzazione di belle e funzionali Chiese rinascimentali, abbellendole ed arricchendole con preziose statue e con splendidi, maestosi affreschi.

Appartengono a questo periodo gli affreschi della Cappella Sistina e delle stanze Vaticane.

Nel Seicento, il Papato, assieme alle grandi famiglie nobiliari, contribuì all’eccentrica evoluzione del Barocco, lasciando esempi di straordinario valore estetico, basti pensare alle chiese romane di sant’Ivo alla Sapienza, di San Carlo alle quattro fontane, di Sant’Andrea al Quirinale, oppure al duomo di Lecce o al particolarissimo barocco di Noto e Catania.

Ed è di questo secolo l’azione lungimirante del Papato, che si preoccupò della tutela dei beni artistici, cominciando ad emanare, per primo in tutto il mondo,una serie di disposizioni concernenti la tutela dei beni librari e lapidei, introducendo successivamente i fedecommessi ( vincoli nelle proprietà private dello Stato Pontificio) e preoccupandosi del restauro artistico.

La Chiesa non è stata solo la promotrice e committente di imponenti architetture, di opere di scultura e di pittura , ma di tutte quelle altre forme artistiche connesse alla religione: opere lignee (Icone, Croci, pulpiti, ecc.) arredi, vetrate, mosaici, e splendide realizzazione orafe, come ostensori, calici, nonché la realizzazione di casule e dei vari paramenti liturgici.

L’azione della Chiesa continuò nel Settecento, con la realizzazione di splendidi esempi illuministi e neoclassici, fino a raggiungere la versatilità dell’ Ottocento e del Novecento, con esempi di rara bellezza, come la Chiesa Liberty della Sagrada Familia di Barcellona, progettata da Gaudì.

Ancora oggi, malgrado la grande produzione civile e privata, la Chiesa resta uno dei committenti piu’ autonomi e sensibili dell’architettura e dell’arte in genere.

 

 

02/12/2009

S. Natale 2009

Sfondi_Natale_075.jpg
Tanti Auguri di un Felice e Prospero S. Natale 2009, a Tutti Voi...da Cliodea!
Regalate Cultura...Regalate Cliodea!
1150565966.jpg

17/11/2009

I Nostri Distributori: Le Librerie convenzionate

> Diffondiamo i nostri prodotti, presso le migliori librerie di Cosenza, Roma, Bologna, Torino, Perugia.


♦ Punti vendita su Roma - Librerie convenzionate con la nostra Agenzia:
Libreria Aseq - Via dei Sediari, 10 - 00186 Roma - tel. 06 6868400
Libreria esoterica Safarà - Via delle Vestali, 6 Roma - tel. 06 78850123
Libreria Ecumenica - Via della Conciliazione, 29 - 00193 Roma - tel. 06 6861126
Libreria Dehoniana Books - Via della Conciliazione, 37 - 39 - 00193 Roma - tel. 06 6872882
Libreria Àncora - Via della Conciliazione, 63 - 00193 Roma - tel.06 6868820
 

♦ Punti vendita su Bologna:
Libreria Ibis - Via Castiglione, 31 - 40124 Bologna - tel. 051 239818
Libreria Nanni A. - Via Musei, 8/a/b/c - 40124 Bologna - tel. 051 221841 
Libreria Nuova Minerva Ingrosso libri s.r.l - 60/3 - 40131 Bologna
 

♦ Punti vendita su Perugia:
L'Altra Libreria - Via U. Rocchi, 3 - 06123 Perugia - tel. 075 5736104
Libreria Bafometto - V. Alessi, 36 - 06122 Perugia - tel. 075 5735758


♦ Punti vendita su Cosenza:
Libreria Gallo - Via Roma, 14 - 87100 Cosenza
__________________________________________________________________________________

>>> Distributore per l'Italia e l'Estero delle Nostre Pubblicazioni:

Casalini Libri spa

Via Benedetto da Maiano, 3

50014 Fiesole (Fi) . Italy

tel:. +39 055 50181

fax:. +39 055 5018201

* Prenota le nostre pubblicazioni on line.

12/11/2009

LINKS

cliodeanews.myblog.it

cliodeacredendovides.fotoblog.it

cliodeaassisosulmontedelparnaso.myblog.it

www.editricecliodea.com

http://cliodeaproduzioni.blogspot.com/2009/11/le-nostre-produzioni.html

26/10/2009

2nda Fiera del Libro Calabrese: 28-31 Ottobre 2009

Fiera del Libro Calabrese: www.fieradellibrocalabrese.org/  Tra gli espositori anche La Casa Editrice Cliodea.

28/07/2009

Presentazione Editoriale del libro: "Economia e Turismo culturale del Territorio nell'era della Globalizzazione" di Alessandro Guarascio

IM000254.JPG
Foto 1
IM000252.JPG
Foto 2
IM000258.JPG
Foto 3
IM000262.JPG
Foto 4
IM000267.JPG
Foto 5

01/06/2009

In Evidenza: In Corso di Pubblicazione...

Mappamondo.jpg
Alessandro Guarascio: "Economia e Turismo Culturale del Territorio, nell'Era della Globalizzazione" by Editrice Cliodea - 2009
____________________________
In corso di Composizione Editoriale il nuovo Libro del prof. Alessandro Guarascio, dal Titolo: "Economia e Turismo Culturale del Territorio nell'Era della Globalizzazione" - Un Saggio a carattere economico, politico e sociale sul "liberismo economico globale", degli ultimi anni e sulle implicazioni antropologiche e culturali, che esso caratterizza, con particolare attenzione per il territorio della Regione Calabria, assunto ad emblema della condizione di sussistenza sociale ed appiattimento economico, della cosiddetta "Questione Meridionale".
cartina_calabria.jpg
Per info e prenotazioni del libro: www.editricecliodea.com
______________________________________________________________________________________________________________________
* Di prossima Produzione Editoriale la prima raccolta inedita di un giovane esordiente, poeta e scrittore: Alberto Buccino:
Tracce
"Pensieri e Poesie"
Per richiedere la prenotazione dell'opera, o per ricevere tutte le info sulle nostre molteplici attività culturali, contattaci su www.editricecliodea.com

01/04/2009

Copertine: Novità Editoriali - Le Nostre Produzioni

Scansione0007.jpg> "Religioni e Dottrine Misteriosofiche della Grecia e dell'Antico Oriente" - Ottavio Amilcare Bisignano - Editrice Cliodea 2008, pagg. 420, bross. ill. - Prezzo 24,00€ (I.I.).

 

- Saggio a carattere storico, filosofico, esoterico ed escatologico sulla Storia delle Religioni: il culto di Dio e della divinità, dalla Protostoria alla Storiografia ufficiale.

*Per prenotare la tua Copia del Libro, ordina sul sito web: www.editricecliodea.com

> Direttore e Curatore della Collana Studi e Ricerche "Storia delle Religioni" il dott. Fulvio Terzi.

> Nota di Retrocopertina del dott. Benito Soranna, Decano dei Giornalisti in Calabria.

Il prof. Ottavio Amilcare Bisignano, noto e illustre studioso di problemi di storia e filosofia, opera da anni con meticolosa perseveranza, acute considerazioni nei più importanti campi inerenti alla Filosofia, in cui porta non solo la sua appassionata e attenta ricerca, ma altresì il vigore spirituale, che gli permette d'indagare - con percorsi intelligenti e a vasto raggio - in una complessa materia che riguarda la storia suprema dell'umanità. Dopo aver dedicato il suo interessantissimo studio all'Illustre Maestro, prof. Dott. Bruno Coccimiglio, da poco scomparso, personalità di altissimo livello intellettuale e morale, l'Autore compie un excursus in cui impegna il suo attivismo scrupoloso nell'esame, straordinariamente puntiglioso e degno dell'Uomo dotato d'ingegno versatile e profondo, dei problemi concernenti il vastissimo capitolo delle religioni, dei miti, delle dottrine remote e misteriosofiche, di cui coglie, con indagine scrupolosa e con larghezza infinita di vedute, le motivazioni spirituali che hanno accompagnato l'umanità nei suggestivi millenni del passato, secondo visioni di un'interiorità primordiale vissuta, comunque, alla ricerca dei significativi comportamenti, da cui sono emerse vicissitudini propedeutiche allo sviluppo etico-religioso dell'uomo nel lontano passato. L'esame che il prof. Bisignano compie procede con sistematica e onnipresente scoperta dell'anima religiosa delle generazioni, di cui mette in risalto tradizioni, culti, manifestazioni legate nelle generazioni e manifestata con un certo senso d'imo potenza proprio di quell'umanità che si trascina, talora, nell'incubo di uno smarrimento, dal quale vuole liberarsi. Essa vuole liberarsi da una condanna che avverte come struggente bisogno di una luce liberatrice, capace di allontanare un incubo opprimente: attende, quindi, un soccorso che valga a nullificare o, almeno, diradare il buio che incombe sui disagi degli esseri umani. E allora l'umanità guarda alla speranza della venuta di un personaggio straordianrio, ad un Salvatore del mondo, ad un Pastore di popoli, il quale, generato da una Vergine, doveva combattere contro i nemici fino a vincere sui figli delle tenebre, offrendosi in sacrificio, per poi risorgere, invincibile Mediatore presso il Padre. È questa una lezione infallibile: l'uomo deve redimersi, essendo decaduto dallo stato di perfezione per colpa del peccato commesso all'origine dell'umanità. In tutta la logica e la materia della salvezza dell'uomo, s'innestano gli insegnamenti e gli arcani e misteriosi riti che costituiscono la storia della nostra salvezza, raccontata nella Bibbia: dal peccato originale, del primo annuncio, del futuro Salvatore, preannunciato per mezzo dei Profeti col nome di Messia, all'avvento della Nuova Alleanza, con la quale Gesù Cristo compie la Redenzione dell'Umanità, annullando per sempre ogni sacrificio cruento e superando ogni altra forma cultuale pagana, per conciliarsi con la divinità. Ed in effetti si avvera una realtà molto importante che trova riscontro nella prefazione forse del quarto Vangelo scritta da S. Giovanni e rivolta a tutte le chiese dell' Asia Minore, in cui si evince l'amore di Dio verso di noi, dimostrato dal fatto che il Padre ha mandato il suo ,Figlio Unigenito per espiare i nostri peccati. Quindi il Figlio assurge al ruolo di Salvatore del mondo. Ne deriva che Gesù, espressione dell'incarnazione di Cristo Salvatore, è autore del trionfo e dominio sul peccato e sulla morte. Il nostro Autore, compie inizialmente un lungo e minuzioso percorso negli eventi della mitologia e si addentra nel fascinoso racconto degli eventi che furono alla base della primitiva religiosità, nel corso della quale, l'uomo attraverso intuizioni, nate da riflessioni sul mondo della natura, dà corpo a divinità misteriose che suscitano la fantasia e sospingono all'esame degli eventi e dei misteri. Nella mitologia che si coglie nei raffronti che formano oggetto di ammirazione e di culto, l'uomo dell'età più remota rinviene a conclusioni che stimolano l'indagine, a volte fantasiosa, la quale dà origine ai miti su cui il genio poetico e filosofico imprime valori che non sfuggono alla coscienza e, quindi, alla diligente ricerca. Il nostro Scrittore dà inizio e corpo al racconto etico-religioso, senza trascurare le vicende, studiando con riflessioni gli innumerevoli e significativi capitoli di quella storia, legata, a volte, ad esperienze profane ed emotive, ma non per questo estranee alla natura, per quanto primitiva, della famiglia umana. Ma la riflessione mitologica s'identifica spesso con la realtà biblica che forma oggetto di narrazione "protostorica". (Benito Soranna)

 

 

Introduzione

 

 

Il concetto di religione e i significati annessi a tale termine, prima attribuiti alla sola dimensione del cristianesimo, sono stati estesi a comprendere le culture precedenti pre-cristiane, a torto confinate nel visione del paganesimo e nella realtà distinta del politeismo, con le dovute eccezioni monoteistiche presenti nella cultura egizia, nell’area mediorientale e più tardi nelle americhe.

Tale limite psicologico e culturale, determinato e condizionato dalla visione occidentale nei contatti con altre culture esterne all’area europea, improntava la considerazione sugli usi, costumi e credenze di altre popolazioni a visioni totalmente estranee rispetto alla concezione della religione, incardinata su radici culturali fondatamente cristiane, che escludevano tali popoli dalla dimensione del sistema della religione assegnata al cristianesimo.

Anche componenti di visione non solo politeistica ma anche monoteistica, presenti in popolazioni primitive, consideravano qualsiasi essere extraumano concepito da altre culture quale “divinità”, appartenente al sistema delle proiezioni tradizionali e culturali a cui si applicavano definizioni di categorie e tipologie distintive per etnie associandone altresì a luoghi geografici i caratteri peculiari che identificavano e, come in parte avviene ancor oggi, i culti relativi ad esempio all’ “animismo”, al “totemismo”, al “feticismo” limitando a semplici osservazioni e identificazioni per categorie le realtà espressive dotate, invece, di profonda qualità culturale e umana.

Ancor più, la incomprensione rituale connessa a carenza di concettualità di fondo portò a distinguere culti e manifestazioni nella dimensione della magia, da considerare quale momento di evoluzione e comunque preliminare alla fase della religione vera e propria.


La interpretazione dei fatti attinenti alla ‘sfera religiosa’ portò alle tesi evoluzioniste di uno sviluppo graduale dell'umanità da una fase magica, in cui le azioni rituali sollecitano un soggetto extraumano ad agire portando il “sacro” nel mondo della contingenza e in cui l'intervento umano è soltanto parziale, a una fase più propriamente religiosa, in cui viene ad essere coinvolta anche la concezione del mito, basata sulla visione della sacralità e comunque sottratta alla contingenza storica e cioè al pensiero umano.


E’ palese in tale visione, che tentava di racchiudere nel rapporto sacro-profano proprio delle visioni animiche e nella divisione tra umano e divino, espresso dai temi della mitologia classica, una storicizzazione razionalista della religione tesa a sistematizzare il campo della ricerca.


Il confronto, inteso come analisi comparata tra le varie ‘religioni’ si avvia già nel XVIII° secolo. Periodo in cui vengono messe a confronto le religioni primitive africane con quella dell’antico Egitto e le religioni dell'antichità classica con quelle degli Indiani d'America, evidenziando una presa di coscienza atta a definire un concetto di religione che racchiudesse la realtà occidentale e quella extraoccidentale a seguito dei processi di colonizzazione molto attivi e stabili al periodo.


Il pensiero illuminista considerò la religione una esigenza dell’uomo, al quale attribuiva l’origine della mitologia, nonché elemento costitutivo della civiltà secondo una visione vichiana.

 

A. Comte, più tardi, definì la religione un momento del progresso umano, trasferito durante l’evoluzione dal feticismo al politeismo per giungere poi alla concettualizzazione del monoteismo, considerato da Hume la forma di religione più progredita.

La religione animica primordiale viene considerata il primo momento di sviluppo della esigenza religiosa a cui segue il politeismo, che restringe il campo della dimensione spirituale a poche figure divine, per concludersi, infine, nel monoteismo.

Senza tener conto che molti studi antropologici eseguiti presso popolazioni primitive confermavano, contro la teoria evoluzionistica, che l'idea di divinità personali, qualificabili come entità suprema, si trova anche presso tali culture.


Gli studiosi, di conseguenza, partendo da una esigenza istituzionale della religione come forma di coesione e strutturazione sociale, hanno inteso sottolineare l'origine sociale della religione, risalendo alle credenze presenti già nelle manifestazioni delle religioni primitive e sviluppandone una lettura comparata. E’ stata posta, perciò, come elemento costitutivo di ogni religione la credenza nella dimensione del ‘sacro’, che produce pratiche e riti capaci di garantire la coesione del gruppo.

In tale ottica sono stati studiati e approfonditi i temi e i contenuti delle grandi religioni storiche e i rapporti intimi fra le loro evoluzioni e quelle delle forme e delle organizzazioni sociali dominanti.


Dalla natura degli studi e delle ricerche filosofiche ed etno-socio-antropologiche sul problema della religioni, al quale si rimanda nella individuazione delle ricerche e degli studi che, ad oggi, hanno segnato lo sviluppo e il continuo dibattito sull’argomento, emerge un quadro di interesse ma di profonda limitatezza umana in cui l’esistenzialismo sociale, ovvero l’ideologia della società condotta fino alla persona, intende affermare sè stessa come singola e irripetibile realtà concreta, propugnando una apparente filosofia della libertà.


Ma ogni filosofia o sviluppo di pensiero che nega la possibilità di verità assolute e valori stabili e oggettivi, non può connettersi al bisogno dell’uomo e rappresentarne la totalità delle esigenze.

Per Protagora ogni singolo uomo “è misura di tutte le cose”, cioè per ognuno è verità ciò che gli appare pur nella varietà e nel contrasto. Idee comuni al relativismo individualistico sofista e allo scetticismo greco. Ancor adesso, il tema viene ripreso nel relativismo storico in etica:

«tutti i sentimenti morali variano secondo i popoli» per affermare, in tale visione, la concezione unitaria e progressista della storia e propugnare, in termini gnoseologi, la tesi della verità come processo illimitato di approfondimento e adeguamento all'oggettività del reale, cioè del materialismo storico.


Oggi si è volutamente dimenticato, nel processo di indagine critica sullo studio delle religioni, un dato fondamentale che riguarda e attiene all’intera società umana e alla singola persona, come individuo a sé e in comunione divina. Tale dato non soltanto ha segnato la presenza di un filo prima solo apparentemente nascosto ma, altresì, ha costituito il gradiente dell’ evoluzione umana fino a manifestarsi compiutamente nella persona del Dio –Uomo. Oltre e in superamento del processo di mitizzazione o interpretazione che è stato assegnato allo studio interpretativo e comparato delle religioni:

- il tema della ‘rivelazione’- ovvero il concorso partecipe della manifestazione divina alla realtà umana e la contestuale chiamata dell’uomo a compartecipare alla divinità stessa.


Come afferma l’autore nell’Epilogo dell’opera :


Il presente studio approfondito delle Religioni, dei miti, delle dottrine arcane o misteriche, delle varie filosofie o scuole di pensiero e delle letterature antiche ci ha permesso di evidenziare e di conoscere le carenze inerenti ai culti e riti purificatori - originari per lo più dell'oriente - le incoerenze e contraddizioni delle concezioni e convinzioni intellettuali dei popoli pagani precristiani. Anche se - occorre dirlo - nelle tradizioni religiose di tutti i popoli orientali era fortemente allignata l'idea o la credenza di una non ben decifrata colpa originale, nonché il senso d'impotenza a liberarsi l'umanità dall'incubo e dall'angoscia di tale condanna; donde il vivo desiderio o l'attesa trepidante di un Eroe soccorritore, di natura divina, superiore a quella umana limitata e corrotta, che potesse - trionfando sul male - riportare l'umanità all'età dei "Re primitivi" o "Età dell'oro", della felicità paradisiaca - come si racconta nei miti mesopotamici…”

Non si tratta quindi di un compendio sulla storia delle religioni, non una cronaca sugli eventi che hanno assistito l’uomo quale costruttore di miti, neanche di una voluta e colta proposizione di eventi tesi a esaltare la intelligenza e nel contempo la qualità spirituale della ricerca umana. Ancor meno di un approfondimento giustificativo sulla fede in visione cristiana.

Lo studio, colto, attento e approfondito, è stato svolto con il bisogno profondo di comprendere la portata di un disegno complesso e multiforme, ma comunque unitario nella composizione e nella progressione espressiva.

La ricerca densa e particolareggiata, che analizza e approfondisce le religioni e le dottrine della cultura mediterranea, dell’antico oriente e dell’area estremo-orientale, ha percorso il viaggio dell’uomo nel confronto con la “divinità” attraverso il pensiero storico interiore, da cui è scaturito, un sistema di eventi, solo apparentemente distinti nel tempo e nello spazio, ma comunque ben decifrati e riconnessi fino a giungere, inevitabilmente e senza alcuna forzatura interpretativa ma con spontanea evidenza e consequenzialità di contenuti, a ritrovare e rivivere la grandioso visione che lega l’uomo a Dio.

Significativo il percorso che stabilisce i paradigmi e i rapporti tra la preparazione dell’avvento che parte dell’antica alleanza fino alle vivide enunciazioni neo-testamentarie attraverso i ‘testimoni’ o protagonisti biblici.

Si tratta, in sintesi, della conclusione di un percorso di liberazione per il raggiungimento della conoscenza della verità interiore, e della realtà poi, in un sistema in cui la emancipazione totale dell’uomo discende dalla annuncio della rivelazione cristica :


“…Cristo è l'equivalente termine greco, all'avvento della nuova Alleanza, perfetta ed universale, con la quale Gesù Cristo compie la Redenzione dell'Umanità, abolendo per sempre ogni altro sacrificio cruento, e superando ogni altra forma cultuale e rituale pagana, per riconciliarsi con la divinità…”

In quest’ultima frase, pur essa contenuta nell’epilogo dell’opera, sta il senso dello studio compiuto, che non rappresenta come lascito culturale la conclusione di un lavoro, bensì costituisce l’affermazione di un inizio, oggi ancor più significativo e indispensabile rispetto al nostro passato.

 

Marzo 2008


Fulvio Terzi

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

 

 

 

Untitled 1.jpg 

Collana Editoriale: Studi Etnostoriografici e Geopolitica diretta dal prof. Pasquale Nicoletti.

 

 

 

Titolo: "Orsomarso la Perla del Pollino" - Storia, Arte e Cultura di uno dei Borghi più antichi della Calabria.

Autore: Giovanni Paravati

Copertina e Tavole grafiche: Assunta Paravati

 

Saggio Monografico, sul Paese di Orsomarso: Dalla Protostoria alla Storiografia ufficiale, dall'Archeologia e Architettura religiosa, alla Storia Etnica ed Antropologica del suo popolo, con Note esplicative, riccamente illustrato, con foto d'Archivio, e un'Appendice con Tavole grafiche e didascalie.

ISBN:. 978-88-903395-1-6

Prezzo di Copertina:. 24,00€ (I.I.)

Per ordinare la Tua Copia vai sul web site:. www.editricecliodea.com o invia una email alla casella:. atanasiobisignano@yahoo.it

 

 

Note Biografiche

Giovanni Paravati, discendente da antica famiglia, nasce ad Orsomarso, paese dell'entroterra calabrese, situato ai piedi dei “Monti di Orsomarso”, a ridosso del Massiccio del Pollino. Terminati gli studi in Scienze Aziendali, coniugato giunge con la sua famiglia a Cosenza, dove esercitò per circa quarant'anni, la professione di dottore in consulenza economica contabile e aziendale, avviando con grande professionalità e proficua lungimiranza, una valente attività di recupero crediti e assicurativa. Il Nostro fu iscritto all'Albo dei Consulenti del Lavoro di Cosenza a partire dal 1965 al n. 14 della Lista dei professionisti del settore e fu iscritto alla ASCOF di Milano in qualità di Consulente Tributario.

Varia e diversificata fu la sua attività professionale: dal 1956 al 1957 ha condotto le Esattorie di Policastro, S. Marina ed altre località, in qualità di esattore per conto della Società Esattoriale Panariti di Nicastro; dopo aver fatto praticantato presso lo studio commerciale del dott. Sante Morello di Lecce, in qualità di contabile, nel 1957 ha ottenuto l'abilitazione a Consulente del Lavoro presso l'Ispettorato Compartimentale di Lecce; dal 1962 al 1971 ha gestito la Società SIFAS Srl, dell'ing. Fratta Ubaldo di Roma, in qualità di consulente; nel 1965 viene incaricato Commissario per la Costituzione dell'Albo Consulenti del Lavoro di Cosenza; dal 1971 al 1984 ha ricevuto mandato di Agente generale delle Compagnie: SIARCA di Milano, la DAS di Verona, la Compagnia di Sicurtà di Milano, la MIAB di Milano, la SIAC di Milano, la Intereuropea di Roma, la RAS di Trieste e la CARD di Milano; dal 1977 al 1989 ha costituito la Società PAR Srl. (Prodotti Alimentari e Rappresentanza) con mandato Standa ingrosso, della Montedison Spa. A partire dal 1979 sino al 1991, ha gestito ed organizzato il Centro Elaborazioni Dati, presso il suo Studio, sito in Via Isonzo a Cosenza, organizzando per la Regione Calabria, dei corsi finalizzati all'aggiornamento professionale informatico.

Negli anni, compresi dal 1993 al '94, il Nostro è stato tesoriere della Fondazione di Culto Religioso “Facite”, per le necessità socio-pastorali al servizio della carità, eretta in persona giuridica canonica pubblica, dai dodici Ordinari delle Chiese di Calabria, diretta dal prof. Bucci Pietro, l'allora Rettore della Università della Calabria e Presieduta dall'Arcivescovo Metropolita S.E. Mons. Agostino Giuseppe.

Tra le sue numerose onorificenze e attestazioni di merito ricordiamo: nel 2000 Giovanni Paravati, ha ricevuto la nomina di Grazia Magistrale come Cavaliere di Malta, con l'incarico di Ambasciatore dell'Ordine Cavalleresco, con mandato internazionale della CCC International.

L'Autore è appassionato cultore e studioso, di Letteratura, Storia e Poesia, a cui si dedica con grande slancio creativo e culturale. Attraverso la Poesia, l'Autore, riesce a tradurre in versi semplici e ispirati, la propria natura intima emozionale, fatta di quotidiano vissuto, di immagini della memoria, di frammenti lirici evocativi, in cui si riconoscono i tratti distintivi dell'uomo e dell'Artista, che ama la vita con curiosa spensieratezza e volgendo il suo sguardo all'Infinito e all'armonia del Creato, benedice Dio, levando lodi di grazia e devozione.

Tra le sue opere poetiche più significative, citiamo: “Con la forza delle mie ali” e “Immagini d'Amore - la vita per dono, per amore, per gioco”. Grande è la sua vena artistica e creativa, tale da sostenerlo e confortarlo nelle varie fasi della sua vita, di poeta sensibile e romantico. Nell'Arte e soprattutto nella poesia e nella prosa, riesce a comunicare la sua appassionata predilizione per la sua Terra d'origine, per i propri affetti familiari e umani, che Paravati riesce ad esaltare e promuovere con immagini dolci e commoventi, di una forza evocativa esplosiva, che tocca l'anima e la mente.

Per i sui pregi artistici e per la sua instancabile e virtuosa attività professionale, l'Autore, è stato omaggiato nel corso degli anni di numerosi premi, di onorificenze, e di menzioni d'onore, che ne hanno qualificato e gratificato le sue qualità umane, artistiche e professionali.

 

 

 Nota introduttiva

 

Le motivazioni che sono alla base dell'opera di G. Paravati, possono sintetizzarsi nell'amore sincero ed autentico dell'Autore per il proprio paese, per la propria terra. Si coglie nei suoi pensieri, nei suoi scritti, nella ricerca meticolosa e puntuale dei particolari, il bisogno di dare ordine a racconti orali e di riunire in un corpus le innumerevoli testimonianze sparse sul territorio.

Bene ha fatto la Casa Ed. “Cliodea” a pubblicare “Orsomarso, la Perla del Pollino”, contribuendo così a trasferire la memoria nella storia. Questo percorso rappresenta la motivazione più alta che i Contemporanei rivolgono al passato; essa è data dal bene immenso del ricordo che dura nel tempo. La distribuzione dei Capitoli aiuta il lettore a leggere i diversi scritti, che vanno dalla Preistoria alla Storia, al periodo recente; il tutto scrupolosamente documentato con tavole fotografiche e reperti archeologici. L'Autore dimostra di conoscere e, di ciò ne fa tesoro, i grandi storici greci e latini; ammirevole è inoltre l'attenzione che riserva agli edifici sacri, presenti sul territorio, utili a conservare nel tempo la devozione e le tradizioni etico-culturali dei diversi popoli, che hanno abitato tali territori. Inoltre la completezza di informazioni sono di grande ausilio per chiunque voglia approfondire tali aspetti.

Anche le tradizioni popolari costituiscono un contenuto non secondario al testo ed agli obiettivi stabiliti dall'A. Il continuo riferimento alla tradizione strappa alla distruzione del tempo ed alla labile memoria degli uomini documenti orali, e li rende immuni dalla distruzione, che il tempo, nel suo perenne fluire, avrebbe avvolto nell'oblio. L'indagine del Paravati si snoda con passione e completezza e le opere narrate sono scolpite nel legno e nella pietra che rendono perenne la memoria storica. Qualora altri studiosi faranno ricerche sugli aspetti storici della Calabria, il vasto notiziario contenuto nell'opera, presa in esame, offrirà un vasto repertorio utile e sarà una preziosa miniera di notizie di straordinaria attualità.

Chiunque ama la storia, comprende quanto sia necessario evitare che avvenimenti e realtà non debbono scomparire e quindi vanno immortalate, col racconto scrupoloso e documentato. “Orsomarso” non tralascia nulla di quanto arricchisce quel territorio ed inoltre è ammirevole il metodo adottato, fotografando edifici, grotte abitate da milioni di anni fà, dettagli archeologici, flora e fauna, che ancora oggi contribuiscono a rendere attrattivo costoloni di rocce, anfratti anonimi, e lo stesso pino loricato e tanta vegetazione che soltanto la penna del Paravati rende interessante e meritevole di attenzione. Pertanto il ricordo del passato sarebbe infecondo se non risvegliasse nella nostra memoria aspetti antropologici e naturalistici capaci di destare in noi tracce, segni e testimonianze dei nostri antenati.

Solo chi è dotato di sensibilità interiore coglie nei meandri dello spirito umano i segni continui, che sopravvivono al logorio del tempo e tracciano un percorso che permettono di raggiungere l'immortalità artistico-letteraria. Vorremmo finire dicendo, che nel passato c'è la storia del proprio presente e le tracce infallibili della propria identità e ciò trova in G. Paravati, un ottimo ausilio per chi volesse approfondire tale percorso.

 

 

 

 

Pasquale Nicoletti

 

 

 

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

 

clio89.jpg

Collana di Letteratura e Narrativa: diretta dalla prof.ssa Maria Cimino

 

Titolo: Foglie Sparse vol.III

Autore: Bruno Coccimiglio

Prezzo:. 18,00€ (I.I.).

Prenota su www.editricecliodea.com

 

 

Retrocopertina:

 

Inauguriamo la Collana di Letteratura e Narrativa con

 “FOGLIE SPARSE” Vol. III

di Bruno Coccimiglio. Quale direttrice di questa Collana, che nasce, interessata da

sempre a tematiche e problematiche letterarie, sostenuta da studi specifici di

Materie Letterarie e partecipazione attiva con scritti in prosa e in versi, ho il gradito

compito di iniziare con la pubblicazione del libro

“FOGLIE SPARSE” di Bruno Coccimiglio.

L’Autore, uomo di profonda cultura, affronta, con la stessa disinvoltura,

problematiche etiche, economiche, politiche...con consapevolezza e acutezza

di pensiero. Il Lavoro, notevole e di alti pregi, consta di diciannove capitoli e annovera

una raccolta oculata di documenti, fotografie, invettive, elogi, spiegazioni,

ricerche storiche (notevole lo studio sull’Arma dei Carabinieri) e, per lo più, lettere

e tratta numerosi argomenti. È una rassegna tematica di ampio respiro, che

riguarda situazioni di vita vissuta ed abbraccia svariati decenni con pagine di storie

e di avvenimenti significativi, che fanno parte delle microstorie e si elevano a dignità

di storia, perché appartengono all’uomo del passato e del presente. Lo stile narrativo

è nitido e fluido, commistione personale tra cultura, pensiero e vita vissuta.

Lo stile epistolare, lineare e comunicativo, di ciceroniana memoria, a volte è arricchito

di toni di tipo giornalistico o con riferimenti culturali o con

“invettive” (oratoria possente dell’Uomo, che ha il coraggio di esprimere

le proprie idee e di difenderle e sostenerle).

Con “FOGLIE SPARSE” Vol. III sentiamo il passaggio da un

secolo all’altro, con tutte le difficoltà dell’uomo moderno, che nota non solo il progresso,

ma anche il regresso e non può non denunciare

“ad alta voce” la mancanza di coerenza di tanti.

Il lessico, nobile e puro, tenero, e, all’occorrenza, irruènto,

sempre forte e comunicativo, arriva al cuore del lettore e coinvolge la ragione e lo

spirito, anche quando non si è d’accordo con l’Autore. Per la prosa limpida, aulica,

moderna, adeguata all’argomento trattato e per i contenuti di grande interesse

umano, l’Opera si pone degnamente nella letteratura di fine Novecento e agli inizi

del Duemila ed è, come protesa verso il futuro, perché emergono

“sublimi doti di morale, che sono al di sopra di ogni tempo”.

La lettura scorrevole e avvincente provoca

desiderio di apprendere e di operare bene, perché, tra le righe, affiora il

Maestro di Vita. Gli argomenti portano il lettore in un mondo di valori, tra cui: la

sincerità, la coerenza, l’amore paterno, l’amore per il lavoro (come gioia e realizzazione

dell’essere), l’amore per la patria, l’accettazione del dolore.

 

Maria Cimino

 

 

 

 

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

 

cliou8.jpg

Collana di Poesia: "Poeti del Nuovo Millennio" diretta e curata dal prof. Giovanni Cimino.

 

Titolo: Se tace la Musa svanisce l'Incanto

Autore: Ottavio Amilcare Bisignano

Prezzo:. 12,00€ (I.I.).

Prenota su www.editricecliodea.com

 

 

 

 

STUDIO INTRODUTTIVO

 

 

 

 

Ottavio Amilcare Bisignano è un poeta che affronta termatiche mitologiche, religiose, filosofiche, sociali e amorose. La Mitologia occupa un posto di grande importanza nella produzione letteraria dell'autore. La narrazione dei miti tramandati, in origine, per tradizione orale, dai popoli protostorici, venne rivisitata e manipolata, nel corso dei secoli, con moltissime varianti dalle civiltà che possedevano la scrittura, così da farla rivivere, sotto forme diverse, fino ai nostri giorni. Il mondo poetico di Bisignano fa rivivere i miti e l'amore, quello spirituale e quello terreno; mondo intriso di filosofia, religiosità e rispetto verso l'altro, anche se egli sia stato mortificato nel corpo e nell'animo da ingiustizie sociali. In questa pubblicazione, dal titolo: "Se tace la Musa svanisce l'incanto" (Poesie religiose e d'amore) egli tratta soprattutto degli Dei, degli Angeli, della Madonna, di Gesù, di Lucifero, della Creazione, della fine dei tempi e dell'amore. Il titolo è stato tratto dalla XIV strofa del Canzoniere, uno dei tanti componimenti poetici di questa raccolta. 11 Nella produzione di Bisignano ci sono evidenti "ritorni", ma il più marcato è quello della donna; infatti, analizzando alcuni suoi lavori precedenti: "Giuditta ed Oloferne", "Sansone e Dalila", "Miti e leggende del popolo greco" e il lavoro odierno, la donna rappresenta il "ritorno" martellante, donna che si ripresenta sotto sembianze diverse, Giuditta e Dalila, le tre Dèe Madri, Vera. Ecco del perchè la poesia intitolata: "le tre Dèe Madri" è stata collocata sia all'inizio, come apertura, di "Miti e leggende del popolo greco", sia all'inizio del lavoro odierno; inoltre, in questo ultimo, è collocata anche alla fine, come chiusura con il Canzoniere dedicato ad una donna: la sua amata Vera. Il Canzoniere è composto da ventisei differenti tipi di strofe; inizia con il nome dell'amata; presenta moltissime allitterazioni riguardanti soprattutto la ripetizione della vocale "a" in parole diverse.

La poesia di Bisignano è caratterizzata anche da altri "ritorni", ovvero: arcaismi, cioè parole o espressioni del passato profondamente sentite dall'autore e fatte sue per ottenere particolari effetti stilistici. Bisignano non è uno di quei poeti che si appaga del solo artificio tecnico del verseggiatore, ma è mosso da forti passioni e sensibilità e si esprime con forza tutta personale.

12 Le sue composizioni poetiche hanno versi liberi; questi ultimi sono di lunghezze diverse e presentano "enjambements". Le tematiche affrontate sono racchiuse in 32 componimenti poetici che di seguito vengono sintetizzati.

1 - Le Dèe Madri " che vivono avvolte nel mistero"...............Divinità primordiale...sempre esistita...forza generatrice della luce e fecondatrice della terra, madre degli uomini...".

Il poeta colloca come apertura questa poesia che "guarda" al mistero dell'esistenza umana.

2 - La leggenda sul mondo di Magonia e dei Silfi, quando "ai tempi... di Pipino il Breve...molti...sostenevano di essere stati rapiti da creature non umane, i Silfi, e portati...in un mondo...chiamato Magonia...mondo fantastico dell'eterna giovinezza e felicità...dove regna l'armonia e l'innocenza...". Questo di Magonia è un mondo fantastico dove si è sempre felici e non s'invecchia mai.

3 - La tradizione solare dei figli degli Dèi, "Dèi alati...venuti dalle lontane stelle...figli del Cielo".

Gli Dèi alati non possono che farci pensare agli Angeli, entità spirituali più evolute degli uomini.

4 - L'ultima thule: "evoluzione dell'idea religiosa e dei costumi civili dell'Umanità". Progresso spirituale e civile accompagnano da sempre l'uomo nel suo cammino.

13 5 - Lilith: "energia o forza primordiale...descritta o rappresentata come una creatura, che incarna la bellezza................... muliebre...per appagare...il desiderio...perverso di donna insaziabile, di mantide vorace". La donna bella, piena di fascino e appagatrice di desideri carnali, è nel cuore del poeta e sua fonte di ispirazione.

6 - La maledizione dei Faraoni: "invisibili presenze di oscure forze e di demoni terribili sono poste forse a guardia delle tombe dei Re-Faraoni e dei grandi dignitari dell'antico Egitto per impedire che vengano profanate. Entità evocate e legate con formule magiche-religiose". La Civiltà Egizia, progredita e misteriosa, è fonte di interesse e di studio per l'Autore.

7 - La liberazione: "l'uomo raggiunge...quando si compirà la trasmutazione del desiderio in aspirazione spirituale". Incarnazione e liberazione dello spirito sono contemplate in questa breve poesia.

8 - Il mito della fenice: "...favoloso uccello, dal collo d'oro, il becco azzurro, le ali ampie porpora, la coda gialla e rossa...Simbolo dell'energia divina, principio primo ed ultimo della creazione". La fenice è un uccello leggendario; era grande quanto un'aquila e ogni cinquecento anni si lasciava morire bruciando, 14 per poi rinascere. Sulla sua resurrezione esistono varie tradizioni, fra cui quella di raggiungere il tempio del sole.

9 - Le Ninfe, nate dalle stille di sangue caduto nel mare e sulla Terra "...leggiadre e belle...si nutrono...d'ambrosia...quando muoiono i pini e le querce...le loro anime abbandonano i corpi e volano verso il cielo". Le Ninfe erano Divinità minori e personificazioni delle forze elementari della natura; il poeta ne mette in risalto la bellezza e la spensieratezza.

10 - Il mito della primavera: "la luce del Sole ritornò ad inondare i campi sterili e la vita riesplose nei primi germogli del grano, dell'erba e dei fiori, dei frutti degli alberi avvizziti e nel fluire delle acque limpide dalle fonti disseccate".

In questi versi delicati e dedicati alla natura come fonte di vita, il poeta sembra rinascere insieme alla primavera.

11 - Lucifero: "...astro lucente, figlio d'Aurora, ad annunciare il mattino. E si dileguano le tenebre della notte...cagione di...paure e sconforto per il cuore del viandante". Le tenebre della notte che incutono paura nel cuore del viandante, svaniscono appena l'astro Lucifero appare. Il viandante può così incamminarsi lungo i sentieri della vita, per raggiungere la meta desiderata.

15 12 - Il mondo del desiderio: "Fremito rappreso la materia che vive e diventa soffio etereo... di colori mutevoli". Il mondo del desiderio si trasforma in forme evanescenti di colori cangianti.

13 - L'incessante creazione: "Spirito virgineo...Prorompente onda di vita". La creazione non ha mai fine, ma si evolve, assumendo forma e coscienza.

14 - La reincarnazione: "Lo spirito ritorna a rinascere e cancella...le memorie di altre vite vissute". In questa poesia viene affrontata l'ipotesi filosofico-religiosa della reincarnazione in forme umane, fino a quando essa si sia liberata da ogni condizionamento emotivo.

15 - Il prodigio della pioggia: "La pioggia attesa...è arrivata...benefica...con vibranti preghiere, canti, inni religiosi, giaculatorie, suppliche, messe votive e portando la statua del Santo protettore solennemente in processione". Il popolo tutto, specialmente quello dei semplici e dei laboriosi, riunendosi in preghiera e portando il santo in processione, religiosamente hanno aspettato la pioggia e al suo verificarsi hanno gioito devotamente. Leggendo i versi si coglie il coinvolgimento del poeta in questa pagina di vita vissuta, nella quale si emerge la religiosità profonda dell'uomo dei campi. 16 Il poeta è intensamente partecipe sia alla sua attesa, sia al suo benefico arrivo che rinnova la natura.

16 - L'alba senza sorriso, dedicata ad Alba, fanciulla tragicamente scomparsa: "Ella si è lasciata morire...precipitando dall'alto del ponte di Alarico...rinunciando a perseguire effimeri successi e i trionfi di un mondo che non sa offrire altro...per unirti al coro degli Angeli del Paradiso". E' questa una poesia fortemente sentita dal poeta, il quale addolorato per questa prematura e tragica scomparsa riflette sullo scopo dell'esistenza umana. Unico conforto è quello religioso: che Alba abbia raggiunto il paradiso, unendosi al coro degli Angeli.

17 - La bella villanella: "Ti porto nel cuore..........ripenso ai giorni perduti...solevi...... condurre ad abbeverare il gregge sulla collinetta, sovrastante la tua umile abitazione...esausta dalla fatica e dalla calura, ti adagiavi sulla molle e fresca erbetta, all'ombra di un tronco secolare e frondoso...apparivi al mio sguardo trasfigurata e sognante, rivestita di fiabesca bellezza...io confortato dalla tua leggiadra visione obliavo le angosce e gli affanni...che resero la mia giovinezza satura di solitudine e di... amarezza".

Leggendo questi versi sembra trovarmi di fronte ad un dipinto; 17 la villanella è relegata sulla collinetta, luogo lontano dai frastuoni, vive la sua esistenza semplice e la sua bellezza di donna è in armonia con la bellezza della natura che la circonda. La sua dolce figura allevia il cuore, gonfio di angoscie ed affanni, del nostro poeta.

18 - Il risveglio degli angeli solari: "l'energia creativa...impregnò di sé il sistema solare, potenziando l'attività degli Esseri divini...che riposarono nel cuore di Dio finchè venne il tempo in cui s'incarnò il Verbo; allora si destarono per adorare e servire Cristo". Evento di autoaffermazione e manifestazione interiore sprigionarono energia creativa, impregnando di essa tutto il sistema solare e degli Esseri divini, i quali si prodigarono al servizio di Cristo e quest'ultimo si prodigò a salvare l'Umanità.

19 - La manifestazione degli spiriti della natura: "L'uomo...perviene alla Legge...al suo stato evolutivo superiore lungo il cammino del dolore e della sofferenza...Per i Deva-Angeli-Costruttori

dell'Universo...l'amore è l'adempimento della Legge, senza dolore e sofferenza". L'Autore spiega il percorso nel dolore e nella sofferenza dell'uomo per pervenire alla legge, a differenza dei Deva per i quali l'amore è l'adempimento della Legge, senza nè dolore, nè sofferenza.

18 20 - I Deva e la rinascita dell'anima nel corpo fisico: "L'anima dopo il passaggio del velo fa risuonare la sua nota e subito, l'armata della voce le viene in soccorso. I Deva entrano in attività procedendo a trasmettere il suono, che viene raccolto da altre entità che procedono ad elaborarlo...il corpo mentale comincia a coordinarsi...nella sua triplice attività sequenziale...Quando raggiunge il secondo stadio, inizia l'attività il primo...Continua il lavoro dei Deva...fino alla nascita dell'uomo, seguendone l'evoluzione". Nel titolo della poesia è racchiuso il contenuto in modo chiaro e sintetico. Essa si compone di cinque strofe che sviluppano in graduali passaggi il percorso dell'anima fino alla nascita dell'uomo e la piena maturità, unitamente all'attività dei Deva.

21 - Giovanni della Croce: "...dedito alla contemplazione dell'Amato...custodivi e coltivavi il desiderio...di suscitare negli altri la vocazione dell'ascesi spirituale. Lontano dai fragori del mondo tracciavi il sentiero duro della perfezione". Il poeta loda l'operato, la vita religiosa e il messaggio spirituale di Giovanni della Croce.

22 - L'avaro e della cieca guida: "Stolti e malvaggi fratelli...nutrite nel...cuore soltanto 19 sentimenti d'invidia e d'odio feroce verso il fratello più buono....Meschini adulatori...coltivaste l'amicizia...per il denaro...famelici sciacalli pronti a banchettare persino sui miseri resti mortali del padre e della madre". E' questa una triste "pagina" del poeta, dalla quale emerge l'ingiustizia subìta dai suoi fratelli, e risentito, nel più profondo del suo essere, sembra emettere, attraverso i suoi versi, grida di dolore.

23 - La ribellione di Lucifero e del piano salvìfico di Dio: "La creazione della terra, del sole e delle altre stelle, dell'uomo e degli esseri...che popolano...l'universo è l'emanazione della volontà, potenza, sapienza infinita di Dio, probabilmente per effetto della ribellione di Lucifero...colui che porta luce...il più perfetto e splendente degli Angeli e Cherubini...desiderò elevarsi in cielo, al di sopra delle stelle, simile all'Altissimo". Viene trattata la ribellione di Lucifero verso Dio, suo creatore, e il piano di salvezza attuato per mezzo di Gesù.

24 - La nuova alleanza: "Alla caducità dei pensieri, alla contraddittorietà e fallacità delle nostre asserzioni e conoscenze, allo sterile scetticismo raziocinante degli increduli impenitenti, Dio oppone la sua...volontà rivelatrice di salvezza, 20 per mezzo dell'Incarnazione del Figlio Unigenito...Egli con la sua passione, morte e resurrezione suggellò la nuova ed eterna Alleanza...fondata sull'Amore". La nuova ed eterna Alleanza, con L'umanità voluta da Dio e fondata sull'Amore, si è attuata per mezzo della passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo.

25 - Il culto a Maria: "Esulta il cuore di Gesù di soavissima gioia quando viene esaltata, onorata e glorificata...la sua Beatissima Madre Vergine Maria".

26 - La Vergine Maria: "Dalla prima Eva...la stirpe umana eredita la fatica e la morte. Attraverso la Vergine Maria Immacolata rifulge e si realizza pienamente il misterioso disegno salvifico di Dio-Padre preannunciato nel Protovangelo...Madre del Verbo fatto carne, al quale diede un corpo santissimo...Maria è la nuova Eva ubbidiente che incarna l'umanità rappacificata con la divinità...l'Augusta regina Caelorum...alla quale Dio concesse il potere di schiacciare la testa a Satana...debellatrice delle potenze infernali...".

27 - La supplica alla Santa Madre Maria: "La purissima Vergine Maria...nel cui corpo e anima si riflette la suprema bellezza divina, è la via più breve, perfetta e sicura per giungere alla salvezza

eterna. Vestita di sole, 21 con la luna sotto i piedi e la corona di dodici stelle...rifulge...Consolatrice degli afflitti...Mater Amabilis...Augusta Signora del perdono...Tu che hai generato il Salvatore...effondi su di noi il tuo spirito". Le poesie che recano i numeri 25, 26, 27 e 29 sono dedicate alla Madonna e l'autore ne loda il suo operato e la segnala quale via più breve, perfetta e sicura per raggiungere la salvezza eterna, poichè l'unica ancora. Il poeta la chiama con diversi nomi: Maria, Vergine Maria, Beatissima Vergine Maria, Madre del Verbo fatto carne, Vergine Maria Immacolata, Santa Madre, "Augusta Regina Caelorum, "Mater Amabilis", "Augusta Signora del Perdono", "Immacolata Genitrice del Divino Redentore", "Regina della Pace", Sorgente zampillante d'acqua viva, "Virgo gloriosa super omnes speciosa", "Consolatrix afflictorum", Prediletta ancella di Dio, "Santa Vergine delle Vergini", "Rosa aulentissima", "Rosa mistica". Man mano che il poeta scrive i diversi nomi della Madonna è un rivolgersi a lei sentitamente, ottenendone consolazione e incamminandosi verso la via più breve per la salvezza eterna, poichè i suoi diversi appellativi, sentiti con religioso trasporto, rafforzano in lui la Speranza e la Fede.

28 - Il figlio dell'uomo e del giudizio finale: "Il verbo solare, astro fulgente e folgorante della verità avrebbe brillato sulla terra. 22 I profeti lo hanno annunciato!...E alla fine dei tempi...tutti i re e i potenti del mondo...lo vedranno venire...in tutta la sua Maestà di Re dei re...accompagnato da miriadi di Cherubini e Angeli con tutte le potenze celesti e i Santi dell'Alto dei cieli, per giudicare tutte le genti radunate al suo cospetto".

29 - L'inno a Maria: "Ave Maria, Santa Vergine delle Vergini...Tu, fulgida stella del mattino, infondi il coraggio e la speranza nel cuor del pellegrino e segni nell'orizzonte della storia umana il momento della pienezza del tempo. Immacolata Genitrice del Divino Redentore...Regina della Pace, Sorgente Zampillante d'acqua viva, che scaturisce...dal seno di Dio nella sua Trina Unità e sazia la sete di coloro che credono...rappresenti per noi, erranti e fallaci, l'unica ancora di salvezza".

30 - Il Christus Patiens - ovvero contemplando l'Uomo della Sindone: "Inquietante, misteriosa effige...presenza di una realtà soprannaturale...La morte di Gesù...è documentata dalle impronte umane lasciate sulla Sindone...che ha subito la passione e la crudele crocifissione...Dal fondo della tela...balza ai nostri occhi la visione maestosa del volto, nell'atteggiamento di estrema bellezza e di profonda espressione di dolore, carico di forza spirituale e d'infinito amore!".  

31 - L'Ascesa: "Dio - bontà e luce ineffabile - riempie l'Universo con l'estrinsecarsi della potenza del suo Essere e atto creativo, irradiando agli intelletti...l'amore, la bellezza e il sapere...onde poter discernere...il bene e il male".

Nelle poesie numerate 28, 30 e 31 l'autore riprende a parlare di Gesù Cristo e di Dio, a partire dai profeti che avevano annunciato il Verbo solare, fino al Giudizio Finale. Inoltre si sofferma sulla Sacra Sindone e sul Bene ed il Male. Sono poesie religiose, che vanno viste anche sotto un profilo storico e documentale.

32 - La luce dei grandi iniziati: "Rama fece conoscere agli uomini selvaggi...del Nord, la fiaccola del fuoco sacro, segnò il passaggio da una primitiva idea religiosa...alla regale iniziazione della casta sacerdotale...Krishna personificò l'incarnazione di Vishnu, Dio vivente...per indicare agli uomini la via della purificazione e della salvezza...Orfeo...convertì i Traci...e le furenti Baccanti...alla Dottrina e ai misteri del divino Diòniso e tutta l'Ellade riunì nel sublime concetto dell'Arte, mezzo di purificazione...Pitagora...fondò a Crotone...la più rigorosa scuola esoterica dell'antichità dove si insegnava...la scienza dei numeri o archetipi divini, che permettono di conoscere l'essenza dello Spirito. Mosè...toccò la vetta più alta 24 dell'iniziazione...ai suoi occhi e alla mente si aprì il velo che nasconde...la vera natura di Dio...Platone...intuì la superiorità dell'idea del Bene sul Bello espresso dall'Arte, poichè non realizza lo splendore della Verità. Al mondo sensibile, corruttibile e mortale, contrappose quello intellegibile, metafisico, immortale e incorruttibile...Cristo...è l'incarnazione unica dell'Essere supremo...l'Eletto d'Israele". In questo componimento l'Autore effettua un "excursus" storico-religioso nel quale illustra, in modo chiaro, l'operato e l'alto messaggio spirituale di Rama, Krishna, Orfeo, Pitagora, Mosè, Platone e Gesù Cristo.

33 - Per non dimenticarti: "Il male oscuro...alla fine ha vinto sul tuo corpo...Eppure non riuscì a spegnere, del tutto, la luce dei tuoi occhi...e il sorriso...del tuo volto...continuavi a vivere...con dignitosa...e cristiana rassegnazione". E' una poesia dedicata alla memoria di una nobildonna, madre e sposa esemplare, la quale, pur se colpita nel corpo dalla malattia, riuscì a combattere il dolore con dignità, cristianamente e facendo affiorare sul volto un dolce sorriso.

34 - Infine, l'Autore presenta "poesie liriche" dal suo Canzoniere e così canta: "Vera...la tua grandezza non ha pari, sei...irrangiungibile, come stella luminosa del firmamento. 25 Sei chiara come la polla d'acqua, che zampilla gorgogliante, fresca e limpida dal suol ghiaghioso, per dissetar il mio labbro avvizzito e deterger le gote bagnate di lacrime...I tuoi baci e le carezze al mio mal sono sollievo!...Con crescente desio ti sussurro: angel dei miei sogni, t'amo...Chi ama con fervor, talora è impedito a favellar...Tal sono io, quando miro lo splendor del tuo volto...Sei tu l'ancella del mio cuor...il tuo sorriso...niuna forza al mondo spegner potrà...Eletta creatura, sei così solare e spirituale,

quando elevi il tuo pensier a Dio! L'ardor delle tue preci conquista e coinvolge anche me...Io e te

saremo sempre una sola persona nell'anima e nel pensier...a me resta vicina... - quantunque creatura mortale - ...l'alma mia esulta di...gioia, obliando il tempo presente, che dà pene e affanni". In quest'ultimo corposo componimento poetico, composto da 26 differenti tipi di strofe, dedicato all'amata, si manifestano i suoi sentimenti di solitudine, di amore, di religiosa spiritualità, consapevole che la vita è un passaggio terreno.

 

 

prof. Giovanni Cimino

 

 

 

 Retrocopertina

 La Collana "Poeti del nuovo Millennio", diretta e curata dal Prof. Giovanni Cimino, nasce dall'esigenza editoriale di promuovere la diffusione della poesia, come alta forma espressiva, in un secolo come quello in cui viviamo, dove la società, cosiddetta tecnologica e progredita, propone modelli artistici e culturali sclerotizzati e abulici, che sono identificativi e patologici di una decadenza dei costumi politico-sociali dei nostri tempi. Nei versi di questa Collana, si percepiscono come risorse umane e culturali, le implicazioni etiche ed estetiche del "pathos poetico", che arricchiscono e ridanno "corpus" alla figura dell'uomo, ormai deturpata e brutalizzata. Inserito in quest'ottica sta il fondamento del percorso ideale-letterario dell'Autore, che è alla ricerca di un moderno umanesimo e di un romanticismo, ormai svuotato di ogni sua reale essenza, ma che ancora pulsa di vitalità.

La sua poesia, pervasa da diffuso lirismo, evoca immagini spirituali, magiche, mitiche, che incantano e destano il lettore dal torpore esistenziale, proiettandolo verso paradisi celesti perduti. Essa svolge un'azione quasi taumaturgica, diventando una sorta di panacèa dei mali che affliggono l'umanità, che appare disumanizzata, annichilita, lontana dall'idea del bello supremo e quindi dall'idea sublime di Dio. Le composizioni poetiche, scelte ed inserite nella presente Raccolta, cariche di tensione morale e forza suggestiva immaginativa, costituiscono un "cosmo" leggero, variegato e colorato di emozioni intime e auliche, con cui l'Autore affascina e seduce, per la sua capacità di penetrare le pieghe sottili dell'animo umano, scrutando e indagando, per generare, attraverso i suoi virtuosismi metrici, un moto dell'anima che esalta e sconvolge i sensi umani.

Il presente progetto editoriale, dunque, diviene la sintesi più evidente di quella voglia di "leggerezza" da contrapporre al "grave" della pseudo-cultura poetica dei nostri tempi, dove l'Arte viene spettacolarizzata, depauperata dei suoi veri contenuti, oltraggiata sino a snaturarne il suo intrinseco valore, asservita al potere e avulsa dal suo vero fine, che è quello di dare un senso alla nostra esistenza.

 

 

                                                                                                       L'Editore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

 

Copertina del Nuovo Libro di Alessandro Guarascio, dal titolo: "Economia e Turismo Culturale del Territorio nell'Era della Globalizzazione".

 

copertina guarascio jpeg.gif

Per info e prenotazioni del Libro:. www.editricecliodea.com

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

14/12/2008

Autori - Artisti - Pensatori - Scrittori - Giornalisti - Filosofi - Poeti

Ottavio Amilcare Bisignano 

ouyt.jpgL'età dell'oro:
...è nato e vive a Cosenza - Studioso - filosofo - critico - storico - esegeta biblico - scrittore prolifico - poeta sensibile; ha già pubblicato una Raccolta di Liriche "Sprazzi di Luce", "Giovinezza Incantata", "Liriche e Pensieri", la "Silloge", un "Semita e il Mondo", liriche e opere giovanili "Meditazione sul Vangelo", "Mussolini" tragedia in tre atti; la "Dissertazione sull'origine della Materia e del Cosmo", un'opera filosofico-scientifica, in cui il Nostro dibatte di argomenti cosmogònici e cosmològici, teogònici e teològici; per il teatro ha scritto tre tragedie di tema biblico, "Sansone e Dalila" dramma in tre atti, "Giuditta e Oloferne" dramma in tre atti e "Mosè" dramma in due atti; un Manuale sulla Mitologia classica "Miti e Leggende del popolo greco" e "Culto degli dèi e degli eroi nel mondo greco e romano"; un Saggio filosofico-escatologico "Gioacchino da Fiore e la fine dei tempi"; uno studio storico-etnostoriogràfico sulla nascita dello Stato Albanese e lo sviluppo delle colonie albanesi in Italia "Il Volo delle Aquile"; il Libro "Se Tace la Musa svanisce l'Incanto" una raccolta di Poesie a tema religioso e d'amore. L'Autore è Socio Corrispondente, Ordinario, Onorario di varie e prestigiose Istituzioni e Associazioni culturali e artistiche, nonché Membro effettivo di prestigiose Accademie letterarie e scientifiche, nazionali ed internazionali. Molti sono le Attestazioni, le Onorificenze e i Premi a lui attribuiti, in riconoscimento dei suoi servigi resi alla cultura e alla società: tra cui il Premio Presidenza del Consiglio dei Ministri del Parlamento italiano, per la Regione Calabria.

Titoli e Onorificenze:

  • Accademia Cosentina
  • Accademia Costantiniana, di Lettere, Arti e Scienze di Palermo
  • Accademia Siciliana per le Scienze di Palermo
  • Accademia dei "500"
  • Accademia Internazionale Tommaso Campanella e medaglia d'argento
  • Accademia Internazionale di Pontzen
  • Premio Presidenza del Consiglio dei Ministri per meriti culturali
  • Oscar per la Pace
  • Premio Nazionale "Il Sensivismo" del Maestro Aldo Del Bianco

 Pubblicazioni e Attività letteraria e sociale:

  • Redattore de "Il Letterato" - mensile di varia cultura e Capo Ufficio stampa del Gruppo "Periodici" della Pellegrini Editore di Cosenza
  • Membro del Direttivo dei Comitati Civici in Calabria
  • Promotore e Fondatore de "E l'Uomo la..." - Rivista di Cultura e Politica
  • Fondatore e Direttore di "Pandora" - Periodico di Cultura, Arte e Politica
  • Fondatore  e Direttore de "Saperne di più" organo d'informazione e di cultura della Scuola Media Statale "T.Campanella" di Cosenza
  • Fondatore e Presidente del M.D.G. (Movimento democratico giovanile)
  • Promotore e Segretario Nazionale del  M.D.I (Movimento democratico italiano)
  • Presidente dell' I.G.C (Istituto geografico calabrese)
  • Promotore e Redattore capo de "ScuolaNatura" - Rivista trimestrale dell'Istituto Professionale di Stato "F.Todaro" di Cosenza


 


 kku.jpg

Ottavio A. Bisignano, oltre ad essere uno studioso poliedrico e un geniale autore di testi filosofici, storici e teologici, educatore dallo stile innovatore ed efficace, si distingue anche per il suo impegno politico e sociale, da intellettuale riformatore e populista appassionato, come fautore e promotore di iniziative culturali, che hanno come comune denominatore la difesa e la tutela di quei valori “civili virtuosi ed etici”, in seno all'animo umano, che edificano le fondamenta del modello della “Polis”, l'antica città Stato greca, alla maniera degli antichi filosofi ellenici, e che rappresenta un grande esempio di progresso e benessere sociale.

Il Nostro, nel corso della sua instancabile attività da “letterato reazionario” ha collaborato con riviste, fogli e giornali, ha fondato periodici di contenuto letterario, scolastico e anche di impegno politico-sociale, dove la sua anima critica e insofferente alle ingiustizie della casta politica, esplode e ammonisce con assoluta obiettività, le varie consorterie politiche di partito, per le tante iniquità sociali, per le tante promesse disattese, per le ingiustificate richieste di sacrifici economici agli strati sociali meno ambienti e indigenti della popolazione cittadina, più debole e perciò più esposta alle intemperanze dei mercati economici e ai salassi inflazionari di un'economia in mano alle fluttuazioni speculative, delle piazze borsistiche mondiali, dove lo Stato appare preda e ostaggio delle multinazionali padronali, feroci ed affamate di risorse ed infrastrutture, la cui unica logica sostenibile appare il profitto e la ricchezza di pochi, contro la cultura degli ideali e dei principi etici, che dovrebbero favorire la crescita comunitaria ed il benessere civile di ogni Stato.

Ottavio A. Bisignano, nei suoi scritti, denuncia, e aborrisce senza alcuna remora, questo nuovo ordine mondiale, dove la politica è nuda, perché priva di contenuti etici e sociali e impotente contro le vessazioni di pochi “tiranni”. Il Nostro, è un filosofo, è come tale intende la politica, alla maniera degli antichi pensatori ellenici, tra tutti Platone, e perciò giudica la politica, solo come strumento nelle mani del potere statale, che deve elargire con “prudenza paterna” e non con “coercizione padronale”, una ricchezza assistenziale giusta e imparziale, che tuteli le minoranze sociali deboli, che produca benessere nella comunità, che abbatti le caste e annulli le faziosità e gli “intrighi di corte”, dove la politica attiva non diventi un altro potere, alternativo al governo dello Stato, ma rimanga uno strumento dialettico, per relazionare il cittadino alla classe dirigente, affinché ogni singolo uomo, diventi unico e privilegiato interlocutore non passivo, della vita di una repubblica costituzionale, che deve esprimere senza ambiguità alcuna, gli ideali di eticità e di civiltà, propri della natura umana.

Parafrasando Platone: “bello, buono e giusto sono la stessa cosa per gli esseri umani”, in altre parole, solo uno Stato, retto dall'equità della giustizia, può garantirsi continuità e stabilità democratica, e far si che i membri di una comunità concorrano tutti al benessere di ciascuno, senza distinzione di ceto sociale, di differenze fisiche o ideologiche o di credo religioso e/o laicale.

Questo, è quello in cui crede il nobile accademico O. A. Bisignano, e ad avvalorare il suo impegno intellettuale, di studioso dell'animo umano, di filosofo etico e cristiano, di idealista pragmatico di sagace censore della politica sterile, c'è la voglia di passare dal pensiero all'azione, dando un contributo fattivo alla rinascita della politica, come strumento di tolleranza e confronto, premesse essenziali per una crescita equa della nostra società.

In tal senso, il Nostro, che porta nel suo “dna”, i caratteri puri del populista riformatore, che ama e loda il popolo, perché da esso proviene, e con esso ha lottato e lotta, con le armi luminose dell'intelletto e la forza delle idee, si cimenta nella politica, per ridare linfa vitale a questa società ormai “sterilizzata”, priva del carattere rivoluzionario e di fermento ideologico, che tanto hanno segnato e influenzato il corso della storia umana, sul pianeta terra, come insegna la “Rivoluzione Francese”, e ritrovare la voglia di ribellione alle ingiustizie antidemocratiche dei tiranni al potere.

La Storia è fatta dalle rivoluzioni e dagli uomini arditi!

Tante sono le battaglie civili, sostenute e vinte da O. A. Bisignano, in Calabria, e in particolar modo nella sua città di origine Cosenza. Questa, una città, che per la verità ha dimenticato e continua a dimenticare i suoi figli più meritevoli e preziosi, alla maniera di Firenze, per un esiliato d'eccellenza come il “Sommo Poeta”, spirito luminoso, Dante Alighieri, ma la storia insegna, che gli spiriti eletti, nascono e illuminano di splendore il buio di una umanità, che ancora tarda a pentirsi, e a tornare sulla retta via della salvezza universale, è questo forse il loro alto mandato divino, e per questo la loro promessa di vita eterna.

Il Nostro accademico, è stato a partire dagli anni settanta, il fautore dei primi comitati civici di quartiere, nella sua città, Cosenza, nel quartiere popoloso della storica Via Popilia. Si trattava di veri e propri, sportelli del cittadino, satelliti logistici sul territorio, della volontà popolare, autonomi nella loro gestione, non soggetti ad alcuna corrente di segreteria politica partitica, nati per avvicinare il cittadino alla politica attiva, unico strumento democratico di dialogo e tolleranza del popolo, che si fa carico delle istanze e delle aspettative da far giungere ai poteri centrali. Una voce democratica ed etica, quindi, dei veri e propri collettori di idee e pensieri, per animare la dialettica politica del Comune o della Provincia e Regione. Attraverso queste diramazioni, virtualmente, il governo dello stato centrale veniva percepito e rispettato nelle sue funzioni democratiche, in una sorta di scambio reciproco di intenti e scelte politiche, che apparivano, più chiare e nette, e che dava una chiara responsabilizzazione delle parti, a operare in nome di quell'antico codice morale, che sta alla base dell'etica cristiana. L'ideologia politica, diventava l'anima del confronto ecumenico dei cittadini e non strumento coercitivo e seduttivo nelle mani dei burocrati antipopolo!

La politica diventava unico strumento di partecipazione cittadina, di rappresentazione, di appartenenza, di costruzione e di riappacificazione.

Oggi, il nostro O. A. Bisignano, scende in campo, nuovamente, per promuovere e giustificare la nascita di una nuova azione politica e culturale, con la sua partecipazione attiva alla costituzione di una autonoma “lista civica” e di un osservatorio politico-ideologico, dove la cultura delle idee e della ragione, illumini le coscienze dei cittadini, e avvicini a sé l'anima dei giovani, che devono acquisire più consapevolezza critica della propria funzione di elettori e sostenitori attivi e non passivi, alla vita politica e sociale della propria nazione.

Infatti, questo nuovo rinascimento ideologico e culturale, nasce a S.Sofia d'Epiro, piccolo comune della Provincia di Cosenza, la cui comunità è di etnia italo-albanese. In questo contesto di idee e intenti, O. A. Bisignano, teorizza la necessità di ritornare alla politica, del popolo e per il popolo, enfatizzando l'azione riformista e liberale, che lo Stato centrale deve manifestare per garantire giustizia ed equità sociale, nella nazione.

Uno stato fatto dal popolo e per il popolo, che rappresenti tutti gli strati sociali e dove la politica, non diventi ad uso e consumo delle caste privilegiate, ma sia uno strumento democratico di civiltà e progresso, dove la dialettica, venga liberata dalle mire opportunistiche e “machiavelliche” dei palazzi di potere e dall'influenza nefasta dei “partiti”, e dei suoi “leader”.

Per questo motivo e con questo spirito comunitario, O. A. Bisignano, si offre, come intellettuale libero, a voler presentare la propria candidatura a chiunque lo richieda, cittadini o politici, in qualità di lavoratore-tecnico della politica, che accetta di dedicare le proprie risorse intellettive e spirituali, al perseguimento del benessere comune per un nuovo rinascimento italiano. Il prof. Bisignano è un libero pensatore, che decide di rappresentare e difendere le istanze e le aspettative dei propri concittadini, come un moderno “tribuno romano della plebe”, rinunciando a titoli, onorificenze, attestazioni di merito, emolumenti, regali, auto blu, servizio di scorta e pensioni d'oro, ma che conduce, invece una vita onorevole e non da “onorevole”.

 

kkjhv.jpgQuesta lista civica di paese, nasce come “osservatorio politico e laboratorio di idee”, per dare risposte concrete e fornire soluzioni certe alla comunità, attraverso una cultura della politica del fare, che si rifà agli antichi canoni del mondo classico, dove il concetto di repubblica, come unico modello di ordinamento sociale ed economico possibile, diviene il simbolo dell'uguaglianza sociale e della legalità civile e dove lo stato, diviene lo strumento di regia esecutiva, per garantirne l'efficienza.

L'intellettuale O.A. Bisignano, si offre, quindi alla politica attiva, gratuitamente, a rivestire qualunque carica o incarico di responsabilità politica-sociale, nei comuni, nelle circoscrizioni, nei poteri centrali del governo regionale, in tutti quegli enti pubblici, che devono rappresentare l'anima populista della politica e garantire un servizio efficiente al cittadino, ma che oggi tengono le file alle maestranze politiche dei partiti, che sono l'espressione di una minoranza di potere a cui sono asserviti e resi sudditi.

Allontaniamo, dunque, dalla scena politica nazionale i mercanti della politica, gli urlatori di piazza, i saltimbanchi di mestiere, le prostitute di partito, gli idioti decorati, i ladri signori, i matusalemme di Montecitorio, e prendiamo esempio da chi come il lungimirante prof. O.A. Bisignano con onestà e abnegazione, sacrifica le proprie risorse umane ed intellettive, per ridare idee e contenuti nuovi alla politica degli uomini, in nome di quegli imprescindibili e immortali valori universali, che richiamano negli uomini gli ideali di libertà, uguaglianza e fraternità.

Solo così facendo, si potrà garantire un futuro prospero e certo alle nuove generazioni.

A questa, iniziativa di carattere politico-sociale, aderiscono anche altri cittadini sostenitori e simpatizzanti, che vivono e lavorano nel paese di Santa Sofia d'Epiro e che sono consapevoli delle gravi tensioni sociali ed economiche, che attanagliano il nostro sventurato paese.

Nel comitato direttivo, infatti, insieme all'esimio prof. O.A. Bisignano, ricordiamo: Nigro Roberto, consigliere comunale di minoranza di centro-destra, che ha scelto autonomamente, insieme ad altri consiglieri della stessa fazione politica, di rinunciare al proprio compenso di gettone di presenza, per tutta la legislatura, e destinarlo a opere proficue di beneficenza; il prof. Baffa Riccardo, educatore esperto e di grande professionalità, sensibile alle problematiche politico-sociali e per finire Nigro Vincenzo, che vive e lavora a Torino, nel comparto produttivo metalmeccanico, per tanti anni RSU e rappresentante sindacale di categoria, grande sostenitore dei diritti del “lavoratore” e fautore di iniziative meritocratiche e a sostegno della tutela delle classi sociali, meno ambienti e più deboli, contro lo sfruttamento anticostituzionale e disumano delle aziende e multinazionali capitalistiche, non garanti del benessere e della sicurezza del “cittadino-operaio”.

Questo osservatorio culturale e politico, non prevede tessere, oboli o iscrizioni ad alcun partito, in quanto si regge sulla propria autonomia gestionale e nasce come “movimento di consapevolezza popolare”, che analizza, commenta e critica democraticamente le funzioni burocratiche e civili dei poteri centrali di governo e la lealtà giuridica degli uomini dello Stato.

Con queste premesse e queste peculiarità, dunque, questi uomini liberi, cittadini esemplari e contribuenti fidati, lavorano e lottano con instancabile vigore, sorretti dalla fede nei principi etici della democrazia, affinché non vengano mai meno, il “dialogo intersociale”, il “pluralismo interculturale” e il “bipolarismo costruttivo”, nella scena politica nazionale italiana. ►

 

Menzione di Premiazione del Premio “Il Sensivismo” del Maestro Del Bianco, giunta alla 29ª Edizione, e Motivazione Onorifica riferita allo Scrittore, Filosofo e Poeta Ottavio Amilcare Bisignano:





La 29ª Edizione del Premio Nazionale “Il Sensivismo” del Maestro Aldo Del Bianco,


Al


prof. Ottavio Amilcare Bisignano,


Accademico, Saggista, Filosofo, Storico, Esegeta Biblico, Poeta

in riconoscimento dei suoi alti servigi resi alla Cultura e alla Società,


Cantore epico, Vate ispirato, Iniziato

assìso sul Parnàso,


che


virtuoso, si prodiga con luminoso ingegno e spirito critico,

alla conoscenza della Verità etica e civile,


dando di sé, fulgida testimonianza imperitura

ai Posteri.


S.Lucido 8/12/2008

__________________________________________________________________________________________________________________________________________

 

1579516888.jpgAldo Del Bianco , nato a Fiumefreddo Bruzio, in provincia di Cosenza, ma residente da tanti anni a Roma, è il fondatore della corrente pittorica del "Sensivismo", che altro non è che la trasposizione sulla tela di sensazioni, d'eccezioni, stati d'animo, intuizioni registrate puntualmente dal pennello, che divengono immagini evocative di un lirismo esistenziale.

 

Il risultato della pittura di Del Bianco è un richiamo prepotente alla realtà, alla memoria della sua Calabria, come storia e come natura, dramma di esistenza ed al tempo stesso di una condizione da ritrovare, per la quale diviene luogo della immaginazione e della speranza dell'uomo.

 

I suoi paesaggi, che la materia cromatica rende sempre più evidenti, costituiscono il senso più profondo e realistico della sua dimensione più intima, come nell'Opera letteraria di Corrado Alvaro.

 

L'Artista, caposcuola del “Sensivismo”, come lo ha definito il noto critico d'arte Elio Mercuri, è pienamente riuscito ad esprimere, attraverso pregevoli movimenti cromoformali, rapporti tra dolore e speranza, costernazione e preghiera, meditazione e amore, il tutto illuminato da una limpida luce nella quale presente e passato si fondono e si proiettano con intensa Fede per un futuro migliore.

 

La raffigurazione è immersa in una gamma di tonalità cromoluminose, senza tempo e senza età, dove lo spirito predomina sulla materia ed il messaggio, spontaneo ed immediato, diventa universale e immortale.

 

Uff. Stampa by Editrice Cliodea

www.editricecliodea.com

 

______________________________________________________________________________________________________________________

 

Paravati 1w Frontespizio.jpgGiovanni Paravati, discendente da antica e nobile famiglia, nasce ad Orsomarso, paese dell'entroterra calabrese, situato ai piedi dei “Monti di Orsomarso”, a ridosso del Massiccio del Pollino. Terminati gli studi in Scienze Aziendali, coniugato giunge con la sua famiglia a Cosenza, dove esercitò per circa quarant'anni, la professione di dottore in consulenza economica contabile e aziendale, avviando con grande professionalità e proficua lungimiranza, una valente attività di recupero crediti e assicurativa. Il Nostro fu iscritto all'Albo dei Consulenti del Lavoro di Cosenza a partire dal 1965 al n. 14 della Lista dei professionisti del settore e fu iscritto alla ASCOF di Milano in qualità di Consulente Tributario.

Varia e diversificata fu la sua attività professionale: dal 1956 al 1957 ha condotto le Esattorie di Policastro, S. Marina ed altre località, in qualità di esattore per conto della Società Esattoriale Panariti di Nicastro; dopo aver fatto praticantato presso lo studio commerciale del dott. Sante Morello di Lecce, in qualità di contabile, nel 1957 ha ottenuto l'abilitazione a Consulente del Lavoro presso l'Ispettorato Compartimentale di Lecce; dal 1962 al 1971 ha gestito la Società SIFAS Srl, dell'ing. Fratta Ubaldo di Roma, in qualità di consulente; nel 1965 viene incaricato Commissario per la Costituzione dell'Albo Consulenti del Lavoro di Cosenza; dal 1971 al 1984 ha ricevuto mandato di Agente generale delle compagnie: SIARCA di Milano, la DAS di Verona, la Compagnia di Sicurtà di Milano, la MIAB di Milano, la SIAC di Milano, la Intereuropea di Roma, la RAS di Trieste e la CARD di Milano; dal 1977 al 1989 ha costituito la Società PAR Srl. (Prodotti Alimentari e Rappresentanza) con mandato Standa ingrosso, della Montedison Spa. A partire dal 1979 sino al 1991, ha gestito ed organizzato il Centro Elaborazioni Dati, presso il suo Studio, sito in Via Isonzo a Cosenza, organizzando per la Regione Calabria, dei corsi finalizzati all'aggiornamento professionale informatico.

Tra le sue numerose onorificenze e attestazioni di merito ricordiamo: nel 2000 Giovanni Paravati, ha ricevuto la nomina di Grazia Magistrale come Cavaliere di Malta, con l'incarico di Ambasciatore dell'Ordine Cavalleresco, con mandato internazionale della CCC International.

L'Autore è appassionato cultore e studioso, di Letteratura, Storia e Poesia, a cui si dedica con grande slancio creativo e culturale. Attraverso la Poesia l'Autore, riesce a tradurre in versi semplici e ispirati, la propria natura intima emozionale, fatta di quotidiano vissuto, di immagini della memoria, di frammenti lirici evocativi, in cui si riconoscono i tratti distintivi dell'uomo e dell'Artista, che ama la vita con curiosa spensieratezza e volgendo il suo sguardo all'Infinito e all'armonia del Creato, benedice Dio, levando lodi di grazia e devozione.

Tra le sue opere poetiche più significative, citiamo: “Con la forza delle mie ali” e “Immagini d'Amore - la vita per dono, per amore, per gioco”. Grande è la sua vena artistica e creativa, tale da sostenerlo e confortarlo nelle varie fasi della sua vita, di poeta sensibile e romantico. Nell'Arte e soprattutto nella poesia e nella prosa, riesce a comunicare la sua appassionata predilezione per la sua Terra d'origine, per i propri affetti familiari e umani, che Paravati riesce ad esaltare e promuovere con immagini dolci e commoventi, di una forza evocativa esplosiva, che tocca l'anima e la mente.

Per i sui pregi artistici e per la sua instancabile e virtuosa attività professionale, l'Autore, è stato omaggiato nel corso degli anni di numerosi premi, di onorificenze, e di menzioni d'onore, che ne hanno qualificato e gratificato le sue qualità umane, artistiche e professionali.

*In corso di stampa il nuovo Libro dal Titolo "Orsomarso, la perla del Pollino" - Storia, Arte e Cultura di uno dei Borghi più antichi della Calabria di Giovanni Paravati.

 

____________________________________________________________________________________________

 

Fulvio Terzi

 

 

 

LA CONOSCENZA COME FONTE DEL SAPERE

Ovvero “ La ricerca della Conoscenza”

Fulvio Terzi

_________________________

"Guardate che non vi sia alcuno che faccia di voi sua preda con la filosofia e con

vanità ingannatrice secondo la tradizione degli uomini, gli elementi del mondo, e

non secondo Cristo" (Paolo - epistola ai Colossesi 2:8).

_________________________

Il termine conoscenza deriva dal greco gnosis, che sta a indicare la rivelazione

immediata, intuitiva e gratuita oppure mediata e indicata, relativa all’individuo in

quanto inizio della sua perfezione oltre che alle cose ultime, comunque legate al

destino degli uomini in rapporto alla dimensione eterna. Ciò comporta anche e

fondamentalmente la conoscenza di Dio, attraverso la quale si giunge al

compimento dell’opera, vale a dire all’identificazione dell’uomo nella sua

dimensione divina.

Il suo sviluppo come corrente di pensiero è da riferire allo gnosticismo. Corrente

religiosa emersa in età ellenistico - romana (sec. II e III d. C.), risalente al

dualismo iranico (mazdeismo) nonché a presupposti giudaici e greci (misticismo,

dualismo platonico, ecc.), tesa a indagare una concezione pessimistica della realtà

mondana, attribuita a un principio del male in lotta contro un principio del bene.

Lo gnosticismo fu conosciuto per lungo tempo soltanto attraverso autori cristiani

che ne confutavano le manifestazioni come dottrine eretiche e in pochi testi

d'epoca tarda (sec. V).

La scoperta avvenuta in Egitto nel 1945 a Nag Hammadi, di una cinquantina di

trattati di gnosi in lingua copta che traducono testi greci del sec. II, ha portato alla

1

luce un'intera biblioteca gnostica, contenente testi di Vangeli e altre opere finora

totalmente ignorate. L'interesse sollevato da questi scritti, tuttora oggetto di studio,

ha ampliato la conoscenza dei contenuti dottrinali dello gnosticismo, mutandone

anche sostanzialmente le opinioni correnti.

L'altra importante scoperta archeologica, del 1947, avvenuta a Qumran nei pressi

del Mar Morto, tratta di rotoli contenenti Commenti biblici e il Manuale di disciplina

di una setta religiosa, quella degli Esseni, contemporanea al primitivo

cristianesimo. In essa si rivelano punti di contatto fra le credenze di tale setta e

quelle che si ritrovano nella proto-Ietteratura cristiana, evidenziando un comune

ambiente religioso.

Il ritrovamento di nuovi testi, l'aggiornamento della critica, il progresso degli

strumenti scientifici, costringono i cultori di questi studi ad un continuo

rinnovamento delle raccolte di apocrifi (apocrifo sinonimo di non autentico, erroneoeretico, in contrapposizione a canonico inteso come veritiero o ispirato), dei commenti e

delle traduzioni.

Elemento fondamentale della soteriologia gnostica è la conoscenza; essa, e non la

fede o le opere, è l'unico mezzo di salvezza. A questa immagine di una

“conoscenza” salvifica in senso religioso si giunse per diverse vie, che vanno dalla

tradizione filosofica greca alle “rivelazioni” che si facevano agli iniziati ai culti

misterici. Anche nel cristianesimo la rivelazione è una componente fondamentale

della dottrina.

L'oggetto di questa conoscenza salvifica è la negatività della realtà mondana,

espressa non soltanto mediante giudizi d'ordine etico-filosofico, quanto mediante

antiche tradizioni tramandate attraverso una catena di maestri e riservate a pochi

eletti, in grado di condurre e avviare l’uomo verso il raggiungimento della Verità.

I principi legati allo gnosticismo riflettono solo in parte i contenuti della dottrina

cristiana. Per essi il creato, al pari del mondo materiale, è opera di un essere in

opposizione a Dio. L’ uomo è espressione della realtà spirituale imprigionata nel

mondo materiale. Da ciò discende la necessità che per la sua salvezza Dio invia

un essere soprannaturale (notare l’assonanza con gli Eloim biblici o gli anghelos

greci), affinché l’uomo diventi consapevole di tale condizione e possa ritornare alla

2

sua realtà spirituale. La conoscenza, quindi, diventa fonte di liberazione e di

raggiungimento di quella sfera spirituale che è propria della natura divina,

mutuando ogni funzione alla fede.

La conoscenza diventa, dunque, l’elemento spirituale fondamentale nel mondo

materico contro ogni atteggiamento ispirato da contenuti religiosi, in grado di

sostenere l’uomo e la sua struttura sociale che, pertanto, va negata e distrutta.

Inoltre, il vero Dio è innominabile, incomprensibile e perfetto, ben diverso dalla

concetto del Dio creatore e dominatore dell’uomo che assume in sé anche la

materialità del mondo creato e non può essere confuso col vero Dio.

La trasposizione dei valori tradizionali determinò la rinuncia alla vita di relazione,

per evitare contaminazioni da contenuti etico-religiosi della struttura societaria, con

indirizzo di scelta verso il misticismo, l'ascesi e il rifiuto della società mondana la

quale, in quanto derivante dall’ assetto stabilito dal falso Dio, era da negare e da

infrangere, pur nei contenuti morali; tale condizione condusse all'accusa di

libertinaggio rivolto agli gnostici dagli scrittori di fede cristiana. Libertinaggio che,

erroneamente creduto un atteggiamento esistenziale lontano da regole morali, per

come fu avviato nel settecento da alcuni personaggi presunti portatori di

rinnovamento nel costume della società dei lumi, costituisce oggi un riferimento

ideologico (rivoluzione sessuale) da parte di movimenti politici, inconsapevolmente

legati a una tradizione storica ben individuata già dai primi secoli del cristianesimo.

Contemporaneamente, da parte dei primi cristiani, il misticismo e l’ascesi

costituirono non un rinnegamento della società umana, quanto una necessaria

riflessione sul disegno divino che, attraverso un affinamento interiore, serviva ad

implementare la comprensione del mondo e del creato, consentendo di

raggiungere attraverso la fede non la conoscenza, bensì l’unione con Dio.

Posizioni antitetiche ma espresse con analoga determinazione, pur con diversa

finalità.

Esponenti di ‘gnosi’ e di gruppi settari più o meno leggendari furono Saturnino,

Menandro, Carpocrate e soprattutto Simon Mago.

Delle numerose sette gnostiche, tra cui i Valentiniani e Marcioniani, che presero il

nome dai personaggi fondatori, risaltano anche quelle che presero come elementi

3

di culto o di contenuto simbolico anche il serpente (Ofitici), il quale richiama il

significato della “conoscenza”, quale riferimento di metodo tratto dall’antico

testamento, oltre alcune sette che individuano anche una natura divina femminile

nella attività di culto (Barbelognostici), richiamando influenze dell’area orientale e

sumerica.

Lo gnosticismo fu influenzato dai gruppi iniziatici ebraici fin dai primi anni del

Cristianesimo, tenendo conto della matrice culturale dei primi cristiani. Alcuni

vedono negli Esseni la matrice principale di tali organizzazioni; altri il gruppo degli

Gnostici e in minor misura dei Terapeuti. Sicuramente gran parte ebbe la tradizioneesoterica ebraica della Kabbala.

Le caratteristiche di tali gruppi erano basate, come accennato, nel misticismo

ascetico, nell’assetto comunitario che ne livellava le funzioni sociali esterne, lo

studio dei testi sacri con l’interpretazione allegorica o simbolica dei contenuti, su cui

si incardinava l’immanente influsso orientale, per tendere alla ricerca della

conoscenza quale fattore di elevazione al di sopra della fede.

In periodo protoislamico, alcuni secoli più tardi, si innestò il sufismo, considerato

addirittura precedente nei contenuti della corrente gnostica rispetto alla nascita

dell’Islam, anch’esso fondato su principi analoghi a quelli delle sette indicate. Ebbe

molta fortuna tra gli islamici eterodossi e rappresenta ancor oggi un inserimento

della religiosità cristiano-gnostica nella tradizione maomettana.

Non va dimenticata la tendenza filosofica della teosofia, diversa dalla filosofia

speculativa, in quanto dà valore alla esperienza mistica nei riguardi dello spirito e

dell’anima, riconoscendo a forme affini di percezione il compito di collegare il

mondo della psiche a quello del corpo. L’avvio di tale ricerca è da attribuire ad

Ammonio Sacca, maestro di Plotino (III sec.); in essa confluiscono influssi

provenienti dall’area culturale orientale, dalla scuola Eleusina e dal misticismo

Esseno.

Gli ESSENI costituivano una comunità iniziatica detta anche «Figli della Luce»,

che presumevano di essere i veri interpreti della Bibbia rispetto a coloro che

vivevano nel buio della ignoranza. La loro nascita storica viene indicata attorno al Il

4

secolo a.C. e nella tradizione apocrifa si sostiene che Gesù fosse stato educato

nella loro comunità ascetica durante il periodo della propria infanzia.

Membri di una setta religiosa ellenistico-giudaica diffusa tra il sec. II a. C. e il I d.

C., gli Esseni vivevano raccolti in comunità di tipo monastico, cui si accedeva a

pieno titolo dopo tre anni di noviziato: la vita comunitaria era retta da regole quali la

rinuncia alla proprietà privata e, nella maggior parte dei casi, al matrimonio. Le

dottrine degli Esseni, prevalentemente segrete, recano la traccia evidente

d'influenze del pensiero orientale e di connessioni con il sincretismo religioso

caratteristico dell'epoca, mentre il legame con il giudaismo palestinese si

manifestava nella loro rigorosa osservanza della legge ebraica e del sabato,

nonché nei loro contatti con il Tempio. Grandissima importanza rivestivano inoltre le

pratiche purificatorie e i pasti in comune, ai quali era attribuito un carattere

sacramentale. Scomparvero dalla scena storica dopo il 70 d. C. -

Per essi la Bibbia aveva senso simbolico, aperto solo agli iniziati; come i pitagorici

non pronunciavano il nome sacro del maestro.

Alcuni loro “segni” sono passati alla massoneria come la fascia di lino, simbolo di

purificazione, la stella che indica la ricerca della verità e altri simboli operativi.

Il riferimento ai “Figli della Luce” della comunità degli Esseni porterà più tardi alla

setta degli Illuminati.

Con tale termine si definivano, nella primitiva Chiesa cristiana, i catecumeni che

aveva ricevuto il battesimo. Furono chiamati illuminati gli aderenti a particolari

gruppi di cristiani che si credevano in possesso di una dottrina riservata che fu

adottata da numerosi movimenti ereticali del Medioevo. In epoca moderna furono

così denominati i seguaci di una società segreta anticlericale e contraria alla nobiltà

di potere, fondata nel 1776 da Adamo Weishaupt (1748-1830) e operante nel nord

dell’Europa. La setta durante il periodo della Rivoluzione francese divenne

portatrice dei contenuti esoterici che fornirono la base ideologica in Europa per il

processo di rinnovamento politico antimonarchico.

Gli GNOSTICI non costituivano una comunità come gli Esseni, bensì una corrente

culturale portatrice di dottrine intese come conciliazione di contenuti filosofici o

5

religiosi in certo senso opposti o diversi, in cui si mescolavano elementi egiziani,

greci, persiani, babilonesi, giudaici e cristiani. Essi avevano la pretesa di essere i

veri interpreti della dottrina che Cristo avrebbe trasmesso per iniziazione esoterica,

non di una dottrina destinata a tutti e che doveva essere resa comprensibile e

praticabile da tutti (essoterica). La trasmissione di tali principi darà, in seguito,

l’avvio alla corrente letteraria dell'ermetismo.

Quest’ultima definizione deriva dal nome, Hermes Trismégistos (Ermete “tre volte

grandissimo”), dato al presunto autore degli scritti ermetici (sec. II-III). Si tratta di

una figura storicamente inesistente, nata dall'identificazione, avvenuta in epoca

ellenistica, del dio greco Ermete (dio della parola e come tale messaggero di Zeus)

col dio egiziano Thot (dio delle lettere, della misura, dei numeri).

L'interpretazione allegorica del Vecchio Testamento, l'uso dei concetti filosofici

greci, in particolare della dottrina del Logos, nell'esegesi biblica e una teoria dei

numeri semi-mistica caratterizzano la sua forma di gnosi. Gli gnostici cristiani

sostenevano che soltanto coloro che coltivavano le loro forze spirituali erano veramente

immortali e adottarono il complicato insegnamento di una sfera di intermediari

psichici (eoni) tra Dio e le cose terrene, uno dei quali era considerato

Cristo stesso.

La gnosi, intesa come conoscenza, si pone al di sopra di religioni e partiti

presumendo di possedere i segreti profondi del tutto, ma di fatto determinerà nel

corso del tempo una evidente trasformazione della società secondo fini e intenti

che verranno imposti da pochi a molti, tramite lo strumento delle ideologie, della

politica e delle manovre economiche.

Le origini storiche della gnosi sono da ricercare in Palestina e nelle regioni dove

maggiore è la presenza dei figli d' lsraele: Nord africa, Siria, Asia Minore.

Vi fu anche una gnosi pagana iniziata prima di Cristo, come riforma della religione

greca e romana. Filone l'Ebreo (30 a. C.- o d. C.) è un precursore dello gnosticismo

ebraico. Essa si rivolge di preferenza ai Giudei e ai Cristiani e, quando amplia la

propria struttura dottrinale con apporto di culture diverse, si rivolge anche ai

pagani.

Fino al II secolo d.C. si presenta come esoterismo cristiano, riservato a coloro che

6

vogliono andare al di là del battesimo per scoprire i segreti celesti.

Secondo concezioni panteistiche orientali, gli gnostici identificavano l'individuo con

la comunità fraterna, nella quale circolava l'energia creatrice che trasferiva l'iniziato

dalla fede alla conoscenza.

I TERAPEUTI (guaritori o servi di Dio) Membri di una comunità giudaica di tipo

monastico dedicata alla vita di contemplazione, della quale si ha notizia dallo scritto

di Filone Alessandrino (sec. I d. C.) . La comunità, la cui sede si trovava in Egitto

presso Alessandria, era composta da uomini e donne dediti a realizzare un ideale di

vita ascetico e versati particolarmente nell'interpretazione allegorica dell'Antico

Testamento. Affini in qualche misura agli Esseni e inclini all’esercizio delle virtù, si

consideravano cittadini del cielo e del mondo.

Si noti l’avvio della concezione universalistica della esistenza, la quale molti secoli

dopo, attraverso i movimenti massonici settecenteschi e mediante un processo di

demolizione mirata della struttura societaria ha sostenuto la attuale visione

mondialista. Il costume dei Terapeuti di mantenere la mano destra al mento, in

atteggiamento pensoso, è stato trasferito alla massoneria, al pari del banchetto

rituale, avente un significato simbolico in cui la tavola rappresenta l’altare, la

tovaglia ricorda il velo di protezione del luogo sacro su cui poggiano gli attrezzi

costituenti il materiale di costruzione del tempio.

La CABBALA

Dottrina esoterica degli Ebrei riguardante Dio e il mondo. La cabbala si diceva

originata da una rivelazione e trasmessa da una catena ininterrotta di iniziati.

Originata da un profondo travaglio spirituale che agitò la società ebraica nei due

secoli immediatamente precedenti alla venuta di Cristo, la dottrina è contaminata da

influssi neopitagorici e possiede una base panteistica: la nostra intima essenza

singola come pure l'essenza del cosmo è la confluenza di un lungo, multiforme

processo in cui Dio manifesta se stesso. Inaccessibile nella sua natura, Dio è però

in qualche modo conoscibile attraverso la bellezza, la potenza, lo splendore, ecc.,

che rappresentano altrettante sue emanazioni. Preesistente alla nascita dell'uomo,

7

la sua anima è formata da un elemento maschile e da un altro femminile, che

subiscono una separazione innaturale e che ricercano la loro unità originaria,

trasmigrando di corpo in corpo. Quando si saranno ricongiunti avrà fine il loro

trasmigrare e sulla Terra si manifesterà di nuovo il Messia avviando un'era di

felicità. Secondo i cabbalisti la rivelazione divina è incentrata sul simbolismo dei

numeri e sul contenuto interpretativo delle lettere della sacra scrittura, al pari di un

codice segreto, per cui avendo Dio affidato la rivelazione al popolo ebraico, è

possibile tramite le 22 lettere dell’alfabeto ebraico scoprire in ogni versetto biblico

significati nascosti uno nell'altro, la cui interpretazione consente di giungere alla

conoscenza ultima.

Libro chiave della cabbala, è Sepher Ha-Zoar (Libro dello Splendore Divino o

Shekinah) che la leggenda attribuisce al rabbino Simeon Ben Jockai del II secoloa.C.- Nel secolo XII la cabbala appare in Spagna con gli Ebrei Sefarditi, per

diffondersi in Germania e nel resto dell’Europa. Nel Rinascimento Pico della

Mirandola (1463-1494) venne iniziato alla cabbala unitamente al tedesco GiovanniReuchlin e altri. La ricerca cabalistica divenne materia di studio nelle

accademie

rinascimentali e nei cenacoli rosacrociani.

La tradizione gnostica

La gnosi (conoscenza) riguarda, pertanto, l'antica conoscenza che si può definire

iniziatica per i contenuti propositivi e il metodo applicato dai gruppi che risentivano

della tradizione ebraica precristiana e continuò, in seguito, con influssi orientali e

greci in età cristiana. L’insegnamento era fondato su principi di rivelazione riservato

a pochi eletti, del tipo esoterico, basando i contenuti su presunti insegnamenti

manifestati dal Cristo, diversi dall’insegnamento aperto (essoterico) divulgato dagli

apostoli. Il Vangelo di Giovanni e ll'Apocalisse erano considerati alcuni tra i

riferimenti principali della riflessi della tradizione esoterica del Logos; anche

nell’attuale tradizione massonica il Vangelo di Giovanni è considerato un testo

simbolico della tradizione sapienzale.

Dalla originaria culla mediorientale, la gnosi si espanse culturalmente trasferendo i

contenuti nell’intera area del bacino del mediterraneo e assumendo anche gli

8

apporti della cultura greca (i misteri orfici, eleusini, il pitagorismo e la filosofia

platonica), con elaborazione propria, come risulta dalle interpretazioni degli gnostici

di cui si è fatto cenno in precedenza.

Teso a giungere alla verità attraverso l’intuizione per superare i processi di pensiero

razionale e logico con l’intento di sviluppare la conoscenza del mondo soprasensibile,

lo gnosticismo indaga la sapienza originaria segreta e sviluppa le più varie

tendenze di ricerca.

Una delle più antiche dottrine eterodosse sul Cristo, sorta nell'ambito dello

gnosticismo, disconosce la realtà dell'incarnazione di Dio in Gesù Cristo, che

avrebbe rivestito un corpo umano soltanto apparente e soltanto apparentemente

avrebbe sofferto la passione e la morte corporea.

Altro tema ricorrente è rappresentato dal dualismo immanente in alcune teorie

gnostiche, che contrappongono la lotta del Bene contro il Male, già espresso nella

religione mazdea, per le quali tutta la realtà mondana è negativa, opera di un

antidio (o Dio delle Tenebre) per imprigionare una parte della spiritualità del Dio

della Luce.

Nella gnosi confluiscono, altresì, idee di reincarnazione, pretesa di salvezza in forza

del «pneuma»(spirito) piuttosto che delle opere, anticipando le idee della tesi della

riforma protestante. Anche gli scritti ermetici vengono accolti; in essi compaiono

concezioni di tipo panteistico e di tipo dualistico (spirito contro materia).

Gli gnostici credono nell'esistenza di potenze intermediarie «eoni», come anzidetto,

tra l'Onnipotente e la creazione.

La procreazione viene ritenuta indebita appropriazione del «Pleroma» (pienezza

divina) e pertanto è da rigettare in toto; ciò comporta il richiamo umano dell’ascesi

con l’abbandono della condizione mondana, oppure l’alterazione esasperata dei

termini della procreazione con la liberazione sessuale, intesa come antitesi e

negazione dell’atto di unione.

Sotto l'influsso di Zoroastro, il persiano Mani operò una sintesi tra il cristianesimo e

la dottrina Zoroastriana, dando vita al Manicheismo diffusosi tra il III e il VII sec.

anche in occidente e ripreso dalla eresia Catara al tempo delle crociate.

9

La visione manicheista è orientata in senso gnostico e dalla conflittualità tra Bene

e Male. La “sapienza” è sostanzialmente un mito cosmogonico, per il quale alle

origini il Bene (luce, spirito, ecc.) era separato e contrapposto al Male (tenebra,

materia, ecc.). Un sincretismo che tutto accoglie di quanto è stato espresso dalla

spiritualità di culture diverse, di tutto si serve per esprimere il suo dualismo di base,

e tutto riduce, infine, a una dimensione prettamente umana. L'organizzazione

ecclesiastica, che è l'espressione pratica di tale dimensione, distinse gli “eletti”, cioè

quelli che sono capaci di rinunciare alla “vita” mediante una condizione ascetica o

monastica, dagli “uditori”, incapaci di opporsi alla perpetuazione della specie, ma

destinati a tramandare la conoscenza alle future generazioni, dalle quali usciranno

nuovi “eletti”. Quando tutti diventeranno “eletti” il mondo finirà, la “luce” sarà

definitivamente liberata dalle “tenebre” e il mondo del Male sarà ristretto e

imprigionato per sempre nei suoi confini.

Attorno al IV secolo, perseguitati da editto dioclezianeo si ritrovano a Bisanzio e

vengono conosciuti col nome di Pauliciani, per i loro collegamenti con la scuola diPaolo di Samosata. Nell’ambito dell’impero percorrono il territorio balcanico fino a

raggiungere la Lombardia e stabilirsi nel territorio di Milano e raggiungere poi la

Francia.

La dissoluzione dell’impero romano d’occidente, le compenetrazioni politiche e

culturali dell’impero d’oriente in Italia e soprattutto nel mezzogiorno della penisola, il

fenomeno del monachesimo con l’apporto delle istanze religiose di influsso

orientale, il diffondersi della cultura greco-pagana e la diaspora ebraica che, dopo

la distruzione finale di Gerusalemme nel 135 d. C., determinò la presenza di una

catena di comunità giudaiche fuori della Palestina per diventare poi, la maggior

parte del popolo ebraico in tutta l’Europa occidentale e orientale, favorirono il

trasferimento delle dottrine gnostiche, dei principi esoterici contenuti nella cabbala

e dei contenuti misterici dei culti greci e orientali.

Questi ultimi, già presenti nella tradizione storica di Roma per il ruolo egemone

svolto nel contesto della geografia del territorio dell’impero, si trovarono in tal modo

a contatto con il cristianesimo dei primi tempi, ancora in fase di stabilizzazione e di

maturazione dogmatica e dottrinale, favorendo la compenetrazione di concetti e

10

credenze tali da costituire una miscela culturale che, trasferita nel campo dei

contenuti religiosi, condusse all’assunzione di visioni ereticali e alla formazione di

movimenti in netto contrasto con l’ortodossia cristiana.

A questi movimenti si ispirò il cristianesimo esoterico medioevale, sostenuto dai

movimenti ereticali religiosi e anche da ordini militari quali i Templari, e da altre

dottrine esoteriche ebraiche quali la Kabbala. Si rammenta che nella prima metà

dell’XI sec. furono condannati al rogo numerosi chierici francesi e tredici canonici

per le idee gnostiche, le quali continuarono a trovare ampia diffusione in Provenza

e Linguadoca, nelle Fiandre e nei capoluoghi dell'Italia settentrionale, ove erano

stanziate numerose comunità ebraiche. La loro gerarchia, in tre gradi - credenti,

eletti, perfetti - si ritrova più tardi tra i Catari (puri) e gli Albigesi (dalla città di Albi incui si stanziarono) con le loro credenze antisociali.

Lo Gnosticismo ereticale e i movimenti anticristiani prima della Riforma

I Catari costituirono il più vasto movimento ereticale del Medioevo, trasferitosi

probabilmente attraverso la Penisola Balcanica e diffusosi, tra il sec. XI e il XIII,

nell'Europa (Francia e Italia settentrionale). Sono evidenti le tesi manicheiste dei

Catari nel professare un dualismo basato sulla contrapposizione tra il bene e il

male, conflitto fra Dio e Satana. Il Male trae origine da Satana, identificato col Dio

del vecchio testamento, mentre Cristo è considerato come un inviato del Dio del

bene per salvare l'umanità, sul quale però il demonio ebbe il sopravvento

conclusosi con la morte sulla croce. La croce è quindi considerata un oggetto da

deprecare; non a caso, quando ci fu il processo contro i Templari, gli stessi furono

accusati di sputare sulla croce per il motivo indicato. Molti cavalieri templari, inoltre,

manifestarono adesione al catarismo con la propria partecipazione e senza le

insegne dell’ordine, per difendere i Catari durante le repressioni attuate nei loro

confronti. Secondo la visione di tale movimento ereticale, il male si insedia

nell'uomo tramite la materia, per trasmettere la vita la quale è un'indebita

appropriazione di ciò che appartiene allo spirito; la vita e, di conseguenza, il

matrimonio che trasmette la vita, sono cose cattive, in cui l'anima vive prigioniera di

Satana. Ne conseguiva una svalutazione del mondo materiale, che li portò al

11

docetismo e alla negazione della validità dei sacramenti, cui i Catari

contrapponevano l'unico rito iniziatico spirituale del consolamentum (imposizione

delle mani e dei Vangeli e tradizione del Pater-noster), al quale talvolta faceva

seguito la prassi dell'endura (morte volontaria per fame o per mano dei familiari dichi aveva ricevuto il consolamentum), un ascetismo severo comportante

l'astensione dal matrimonio e la rigorosa separazione dalla sfera mondana, con il

disprezzo per la potenza e le ricchezze, il rifiuto di prestare giuramento o di usare la

violenza.

Durante il papato di Innocenzo III erano presenti decine di sette di Catari, tra cui i

Patarini o Pitocchi (straccivendoli), Popliciani, i Texerantes (tessitori), i Catarelli, iRotari, i Pietrobrusiani (ispirati da Pietro di Bruys) e gli Albigesi..

L'eresia contava oltre 70 vescovi catari e una larghissima diffusione per cui la

chiesa istitituì l' Inquisizione che, unitamente all’azione repressiva degli stati,

determinò la dispersione del movimento tra il sec. XIII e i primi anni del secolo

successivo. Il movimento ereticale cataro, sostanzialmente con il libero esame e

interpretazione della Scrittura, la revisione e reinterpretazione della struttura della

Società, oltre la contrapposizione violenta alle gerarchie di potere ecclesiastiche,

formò il terreno allo sviluppo di altri correnti ereticali fino alla riforma protestante.

Contemporaneamente ai Catari si sviluppò l'eresia valdese, aderente a uno dei

principali movimenti religiosi medievali, successivamente confluito nella Riforma

protestante, che si inserisce invece nell'ambito del Cristianesimo, tramite

l'insegnamento del mercante Pierre De Vaux, lionese, che nel decennio 1170-80

scelse la povertà evangelica, costituendo il movimento dei “poveri di Lione”.

Tradusse la Bibbia in lingua volgare affidandola al libero esame dei credenti sotto la

diretta ispirazione dello Spirito Santo (1176), ma per gli errori dottrinali fu

condannato dal Pontefice (1184). Sino dagli inizi, il movimento si scontrò con

l'opposizione della Chiesa. Al rifiuto del programma dei valdesi da parte del III

Concilio Lateranense (1179) seguì la scomunica del Concilio di Verona (1184).

I contenuti della eresia valdese vennero recepiti da ambienti già legati

all'eterodossia, dando luogo a un movimento religioso caratterizzato da una

12

tendenza anti-istituzionale particolarmente radicale e da una notevole capacità di

espansione missionaria in Europa fino all'Ungheria e nella Boemia, estendendosi in

molte regioni d’Italia. I motivi fondamentali del valdismo medievale consistevano

nella predicazione itinerante del Vangelo al popolo e nella manifesta povertà di vita.

La predicazione sviluppava contenuti antitradizionali quali la negazione del

purgatorio e delle messe per i defunti, la validità dei sacramenti amministrati da

sacerdoti indegni, la riduzione del numero stesso dei sacramenti al battesimo,

all'eucarestia e alla penitenza e il rifiuto della gerarchia ecclesiastica.

Verso l'ordinamento civile ed ecclesiastico del tempo manifestavano aperta

contestazione. Nel sec. XV i valdesi di Boemia si unirono con gli hussiti e

confluirono nella Unitas Fratrum; quelli di lingua neolatina aderirono nel sec. XVIalla Riforma protestante, adottando le Ordonnances ecclesiastiche ginevrine,

tramite la quale, pur con le continue repressioni intervallate dal riconoscimento della

libertà di culto, fu garantita la pienezza dei diritti civili durante il periodo

napoleonico. La loro attività continua ancor oggi con intenti di evangelizzazione,

costituendo l’unico movimento superstite dal medioevo per le posizioni moderate

assunte nel corso dei secoli.

Anche gli Albigesi costituiscono una corrente ereticale medievale derivata daiCatari. I primi gruppi di questi eretici provenivano dalla Penisola Balcanica

fermandosi nella Francia del sud, con centro nella regione di Albi, e organizzandosi

in diocesi tra la fine del sec. XII° e l'inizio del XIII°. Fondamento della loro dottrina

era un dualismo di tipo manicheo, sempre legato alla contrapposizione del Bene

contro il Male.

Si trovarono subito in netta opposizione contro la corruzione e la presenza del male

nel mondo che si individuava principalmente nel clero cattolico. Il loro impegno era

basato su un ideale di vita austera, predicavano contro i vizi e le mollezze,

auspicando il ritorno allo spirito originario del Vangelo. Disprezzavano la materia,

come naturale dimora del male, e tutte le manifestazioni legate alla vita mondana.

Nel 1208 Innocenzo III proclamò contro di loro una crociata che l’anno dopo

13

annientò la loro resistenza che fu ripresa negli anni tra il 1240 e il 1242, senza

alcun esito.

Alla resistenza albigese contro la Chiesa parteciparono Catari e Valdesi.

Contro i Catari e gli Albigesi predicarono i Cistercensi e ancor più i Domenicani, il

cui ordine fondato nel 1200 fu approvato nel 1215.

Oltre ai Catari, praticamente scomparsi all'inizio del sec. XIV, vennero sottoposti ai

rigori dell'Inquisizione i Valdesi, i francescani dissidenti detti anche Spirituali, gli

Ebrei convertiti che continuavano a praticare il loro culto in segreto, i Cavalieri del

Tempio (templari), gli Hussiti e i Satanisti dei sec. XV e XVI.

I TEMPLARI

Nel 1118 , Ugo di Payns costituisce una milizia denominata l' Ordine dei povericavalieri del Cristo. Il nuovo ordine militare coniugava i principi base del

monachesimo (povertà, castità, obbedienza) all'uso delle armi a protezione dei

pellegrini che si recavano in Terrasanta. Il re di Gerusalemme, Baldovino II, accolse

i primi cavalieri nel suo palazzo, presso la moschea di Al-Aqsa, dove in passato

sorgeva il Tempio di Salomone. Da questo momento la nuova milizia prese il nome

di Ordine del Tempio ed i suoi membri Templari. In pochi anni i cavalieri Templari

assunsero un ruolo sempre più incisivo dal punto di vista militare, sia in Terrasanta

che nella penisola iberica, ancora occupata dagli invasori di fede islamica, per

estendersi poi in tutta Europa. Nei primi tempi lo sviluppo del nuovo ordine apparve

modesto ma, dopo il ritorno di Ugo di Payns nel 1127, l’Ordine ebbe pieno

riconoscimento dal Papato e sostegno economico in tutti i paesi europei, fino alla

sua scomparsa, avvenuta con le note vicende che videro impegnato il re Filippo IV

di Francia e Papa Clemente V per la soppressione dell’Ordine, conclusosi

formalmente con la morte dell’ultimo Gran Maestro Jacques de Molay il 18 marzo

1314.

I beni e l'eredità materiale dei Templari confluirono in gran parte nel patrimonio

degli Ospitaleri o di S. Giovanni Gerosolimitano. Da un punto di vista spirituale

ancor oggi molte organizzazioni rivendicano una continuità con l'Ordine, già

iniziatasi fin dalla morte al rogo dell’ultimo maestro e conosciuta come Neo

14

Templarismo, in cui si sovrappongono contenuti mitologici ed esoterici come il rito

di accoglienza di un Templare, successivamente adottato dalla Massoneria. Anche i

circoli alchemico-occultisti ed esoterici come i Rosa-Croce si ispirarono ai Templari

e ai loro rituali. Si ricorda, inoltre, che nel poema del XIII secolo di Wolfram von

Eschenbach, i Templari erano associati alla custodia del Santo Graal e anche

all'eresia Catara, come indirettamente confermato dalla presenza di numerosi

cavalieri del tempio durante le guerre di soppressione del movimento ereticale.

Nel mondo esistono numerose organizzazione Neo-Templari impegnate nella

rivalutazione dei Cavalieri, tra cui qual il riconoscimento da parte della Chiesa con

l'annullamento della bolla pontificia che sospese l’Ordine militare.

Gli HUSSITI

La dottrina dei seguaci di Jan Hus, sacerdote ceco (1371-1415), deriva dalla

dottrina agostiniana della predestinazione, che identifica la Chiesa universale nella

società di tutti gli eletti. Capo della Chiesa è soltanto Cristo e, in materia di fede,

l'autorità assoluta è soltanto la Bibbia. Il Papa può considerarsi “vicario di Cristo”

solo se possiede le vere virtù dell'apostolo, altrimenti è un rappresentante

dell'Anticristo. L'imperatore ha diritto a privare gli ecclesiastici indegni dei loro beni

temporali.

I quattro principi che gli hussiti (Fratelli Boemi) stabilirono nel Sinodo di Praga del

1417 e che furono promulgati nel 1420 consistevano nella libera predicazione della

parola di Dio; l'Eucarestia doveva essere distribuita sotto le due specie del pane e

del vino, le grandi proprietà ecclesiastiche dovevano essere abolite, ogni atto

contrario alla legge divina doveva avere la sua giusta punizione. Con la Riforma

luterana i Fratelli Boemi ammisero nel loro corpo di dottrine alcune tesi di Lutero,

come risulta dalla Confessione boema (1575), documento fondamentale della setta.

Il SATANISMO rappresentò nel passato la esplicitazione dei contenuti magico

misterici dei culti legati alla fertilità e al naturismo pagano di matrice orgiastica, che

troviamo nella tradizione Bacchica, nel Sabatio romano e in tradizioni ancora più

antiche quale quella Cananea, che prevedevano anche sacrifici umani. Lo scopo

15

del satanismo è l’attivazione delle potenze che tendono a ribaltare l’attuale assetto

cristiano in visione opposta e a sostegno di una chiesa luciferina. Ebbe molto

sviluppo nel rinascimento in un periodo in cui tra umanesimo e ricerca di temi

neopagani furono riesumati atteggiamenti idolatrici e rituali pagani, sfocianti in

aberrazioni sessuali ed eresie teologiche, molto presenti nel medioevo con il

fenomeno della stregoneria. In tempi recenti il Culto Palladico Universale,

sviluppato in alcune logge massoniche nell’800 a opera di alcuni adepti, tra cui lo

stesso Mazzini, ripropose il dualismo gnostico con Jahvè considerato dio del male

e Satana dio del bene, con evidente intento anticristiano, anche se Léo Taxil (1854-

1907), un massone autore di opere anti-clericali, nel 1897 confessò di avere

completamente inventato la storia del palladismo per prendersi gioco della credulità

dei cattolici. Attualmente il Satanismo costituisce una delle sette più forti e radicate

nel mondo soprattutto in America del Nord e in Europa.

I Rosacroce

II rosacrocismo è legato alla figura del cavaliere tedesco Christian Rosenkreuz

(1378) fondatore di una società segreta in Germania e basata su una sintesi

dottrinale derivante dalle sue presunte esperienze nel campo della conoscenza

presso le più diverse culture iniziatiche tra cui gli Gnostici, i Cabalisti e gli

Alchimisti. Tale setta apparve in una prima fase come attività letteraria di chierici

(XIII – XIV sec.) influenzati dal pensiero islamico e giudaico, tra i quali Jean

Klopinel autore del Roman de' la Rose, rivolto a ridicolizzare la Chiesa e il celibato,

e a proclamare un una società fondata sul comunismo religioso ed etico-sociale.

Sono considerati precursori del rosacrocismo Ruggero Bacone (inglese: 1214-

1294), l'alchimista e astrologo Arnaud Di Villeneuve (1240-1313) e l’alchimista

Nicola Flamel (1330-1418). Il loro impegno consisteva nell’esercitare la medicina

senza alcuna retribuzione, nella carità, nel dimostrare che il Papa incarnava

l’Anticristo. Auspicavano un ritorno dell’Uomo alle cerimonie e ai sacramenti

osservati dai primi cristiani.

All'inizio del Cinquecento il movimento rosacrociano si legò coi gruppi anticipatori

della Riforma definiti ‘evangelici’, per l’adesione incondizionata all’applicazione

16

pedissequa degli scritti neotestamentari. Gran parte del lavoro di collegamento

ideologico con i propugnatori del movimento riformista furono svolti da Giovanni

Reuchlin, esoterista tedesco, fondatore di un cenacolo basato sulla trazione

giudaica della cabbala e degli scritti ermetici.

Il 31 ottobre 1517 Lutero, che adottava l'emblema dei Rosacroce, pubblicò le sue

95 tesi a Wittemberg in cui si proclamava il libero esame della Scrittura, la

giustificazione mediante la sola fede, la predestinazione rigida, la ribellione contro

Roma. I Rosa Croce sostennero il movimento riformista con Giovanni Reuchlin e

altri.

Soltanto tra il 1614 e il 1616 apparvero tre “manifesti” – la Fama Fraternitatis, la

Confessio e le Nozze Chimiche di Christian Rosenkreutz, prodotti dal un pastore

luterano tedesco Johann Valentin Andreas (1586-1654) in cui veniva proposto un

progetto di riforma politico-religiosa contro la Chiesa cattolica della Controriforma e

gli Asburgo. Per tale motivo, sostenuti dagli inglesi, presentarono il «gran disegno»

di una repubblica universale, risultante dal coagulo di 15 stati europei sotto l'egida

dell'Inghilterra :”…La grande opera, forse più grande della costruzione del Tempio

un tempo desiderato da Davide…”.È la costruzione

in nuce del grande disegno che dalla seconda metà del settecento

vide impegnate le logge massoniche mondiali nella attuazione della struttura

economica e politica in visione mondialista, costruita su una Europa moderna neoilluminista

e “illuminata” nel senso esoterico del termine.

Man mano che i rosacroce acquisivano potere si organizzavano in circoli e gruppi,

contagiando anche la massoneria e trasformandola da struttura operativa in società

speculativa, creando in tal modo una nuova cultura di notevole influenza. Tra la fine

del Seicento e il Settecento nei sistemi iniziatici della massoneria i gradi

“rosacrociani” vennero assegnati in unione con i gradi massonici, presenti ancora

oggi nella gerarchia delle logge massoniche.

Gnosi, cabbala e altre correnti religiose e filosofiche di derivazione orientale e greco

- pagana presenti nei movimenti ereticali del tardo medioevo (Catari, Albigesi

ecc…) assorbiti dall’Ordine dei Templari e dagli stessi pellegrini nel periodo delle

17

crociate e durante i loro viaggi in Terrasanta, costituirono la struttura portante di tutta

la tradizione neopagana rinascimentale, rosacrociana e massonica, che oggi

sostiene la complessa dimensione dell’attuale contesto sociale e pseudo-culturale,

caratterizzandone le espressioni più varie del relativismo gnoseologico e morale

contemporaneo.

Gli elementi distinguibili sono:

a) dualismo palese dei sistemi gnostici comportanti la contrapposizione tra

spirito e la materia, quest’ultima intesa come regno del male e derivante un’unità

originaria indistinta Pleroma. Da tale dimensione un Dio originario e inconoscibile

emana esseri celesti (Eoni). La successiva «caduta» fuori da questa unità di uno o

più esseri celesti è determinata da un dio malvagio (Demiurgo) il quale,

direttamente o tramite gli arconti, crea il mondo materiale. La esistenza nell’uomo di

una scintilla divina, permette ad alcuni uomini di risalire dal mondo della materia

fino al mondo divino. Occorre allora distruggere tale dimensione materiale,

esaltandone gli aspetti più deleteri per consumarne i fondamenti e ricostituirne i

contenuti, con una diversa visione rapportata alla antitesi etica dell’attuale assetto.

E la politica della dissoluzione dell’attuale modello umano e del controllo totale e

indiscriminato dei processi di trasformazione indotta;

b) carattere primario della conoscenza sulla fede e la conseguente opposizione

all’ortodossia cristiano-cattolica. Un sistema fondato su principi gnoseologici è

l’unico mezzo di salvezza per l’uomo. Tutti i movimenti, i gruppi, le sette che

garantiscono il primato della conoscenza su qualunque altro mezzo di salvezza per

l’uomo, costituiscono i necessari complementi di una società divisa che isola

l’uomo per controllarne lo stato emotivo, le aspirazioni e garantire, nel contempo, un

percorso solo apparentemente individuale, fondato sulla comunione dei principi

conoscitivi e la totale adesione. A tale processo compartecipano gli attuali percorsi

di ricerca filosofica e gli indirizzi politici, con il relativismo esistenziale, le tendenze

spinte della ‘liberazione morale’ in tutti i campi della società e la globalizzazione

indistinta sostenuta dai sistemi totalitari e liberali, uniti in una visione sincrona di

condizionamento generalizzato;

18

c) ripresa di tradizioni esoteriche occidentali, orientali e di mitologie

cosmogoniche, che costituiscono oggi i vasi di espansione solo psicologica della

apparente ricerca individuale della conoscenza, mistificata con proiezioni pseudo

scientifiche di matrice eco-ambientalista o di apparente religiosità come la corrente

sincretista della New Age, la chiesa di Scientology, le sette di ispirazione buddista,

le religioni estremo orientali e i movimenti di ispirazione teosofica; i quali ultimi

riprendono anche principi di estrazione induista, panteistica e animistica in cui, tra

l’altro, oltre alla ripresa di teorie reincarnazionistiche si propone di unire tutte le fedi

creando una base comune per una religione universale. Nella concezione teosofica

Dio viene ad essere considerato un principio impersonale che pervade ogni cosa,

giacché non distingue fra creatore e creatura. Tale concezione è agli antipodi della

fede cristiana, la quale crede e adora un Padre-Dio personale. Un principio non ha

vita in sé stesso, è semplicemente un pensiero o un concetto. Il Dio dei cristiani è

vivente ed è una Persona.

La gnosi massonica

Organizzatasi nel medievo con le strutture corporative dei liberi muratori, e

trasformatasi nel sec. XVIII con intendimenti spiritualisti e speculativi, la massoneria

si arroga origini antichissime e si rifà alla costruzione del Tempio di Gerusalemme

(sec. X a. C.) come al simbolo-mito del principio creativo. La data di nascita della

moderna massoneria è fissata nel 1717, anno in cui le logge londinesi si riunirono

nella Gran Loggia di Londra. Nel 1723 la massoneria ricevette le sue "Costituzioni"

dal pastore presbiteriano James Anderson. La enunciazione volgare manifesta:

“È portatrice, nella storia, di una cultura ch’è sintesi della spiritualità mediterranea

antica (egiziana, ebraica, ellenica, romana). Si tratta di una cultura che stimola

nell’uomo una palingenesi consapevole e razionale (rinnovamento radicale dell’io),

praticata fin dal passato attraverso l’iniziazione…La Massoneria è un Ordine

universale iniziatico che mira al perfezionamento e alla elevazione dell’uomo, senza

distinzioni di lingua, cultura, religione, stirpi o ideologia politica. Il suo scopo è la

costruzione di strutture sociali di bene, sulla base della fraternità universale, della

saggezza, della forza dell’amore e della ragione, della bellezza, della pratica della

tolleranza (in tutti i campi), della lotta contro ogni fanatismo e dell’esercizio della

libertà. Una volta era segreta; oggi non più, ma semplicemente-riservata.

19

Le sue matrici culturali risalgono alla sapienza egizia (ermetismo), all’ esoterismo

ebraico e cristiano (Antico Testamento, kabbalah; Nuovo Testamento), all’

esoterismo greco (misteri eleusini, orfismo, pitagorismo, platonismo), all’esoterismo

romano (religione di Mitra - Dio solare dell’amicizia e dell’ordine cosmico. Fu divinità del

pantheon vedico, presente anche nella tradizione iranica. Poi dalla Persia si diffuse a Roma,

divenendo religione ufficiale sotto l’imperatore Aureliano (270-275 d.C.)”.

Nel Tempio dei Liberi Muratori c’è un simbolo (tra i tanti in cui è racchiusa la

sapienza massonica) che campeggia in alto, a Oriente, sulla cattedra del Maestro

Venerabile: è la Stella fiammeggiante o Pentalfa: cinque Alfa, cioè cinque principi,

perché ai tradizionali quattro (Terra, Acqua, Aria, Fuoco) si aggiunge l’Intelligenza.

Ha la lettera «G» al centro, che indica Dio, la sua Luce: Geova (in lingua ebraica

Jeova, Jahveh, Jeve…oppure può essere l’iniziale di Geometria, intesa come la

scienza divina che regola l’armonia del cosmo; o di Gnosi: la perfetta conoscenza

delle supreme verità filosofiche e religiose, attingibile solo attraverso il cammino

iniziatici “.

Dal sintetico riporto, ripreso dalla propaganda esterna dei contenuti massonici è

possibile individuare il carattere relativista adatto al pluralismo dottrinale del mondo

moderno. Nella massoneria non si evidenzia una dottrina, ma piuttosto un metodo

col quale affrontare la ricerca della conoscenza che diventa discussione comune

nell’ambito degli aderenti. Tutto può essere messo in discussione, tranne il metodo

stesso. Esiste, pertanto, un principio razionalista che si unisce alla dimensione

dell’esoterismo nella manifestazione della ricerca a cui si collega il progetto, teso a

alla edificazione muratoria del tempio universale, ovvero alla realizzazione delle

aspirazioni dell’uomo basate su principi egualitari, libertari e comunitari, lontani da

ogni condizionamento di tipo religioso.

La massoneria, istituzionalizzatasi come anzidetto nel settecento, contribuì a

sostenere e organizzare la Rivoluzione francese, in visione antimonarchica e,

successivamente, a determinare l'apertura liberale dopo la Restaurazione. A ciò

contribuirono notevolmente i seguaci della società segreta anticlericale e contraria

alla nobiltà di potere, fondata nel 1776 da Adamo Weishaupt (1748-1830) e

20

operante nel nord dell’Europa detta degli “lluminati”. La setta, durante il periodo

della Rivoluzione, divenne portatrice dei contenuti esoterici che fornirono la base

ideologica in Europa per il processo di rinnovamento politico unitario. Si trattò di

una congiura massonica, preparata da "società di pensiero" uguali a quelle

studiate da Augustin Cochin (1876-1916).

In Italia ebbe diffusione nella seconda metà del settecento, raccogliendo

esponenti del pensiero illuministico che conciliava stabilità delle istituzioni e

rinnovamento civile, per assumere un ruolo di spicco nell'Italia risorgimentale e

Unitaria. In Italia operarono principalmente, soprattutto ai primi dell'Ottocento, la

Carboneria, diffusasi in tutta Italia a partire dal meridione e gli Adelfi, con ideali

repubblicani e democratici, nell'Alta Italia. Particolare importanza ebbe in età

risorgimentale la Giovine Italia, di Giuseppe Mazzini. L’azione massonica fece della

presa del Vaticano, con la breccia di Porta Pia nel 1870, una data storica nel

programma di abbattimento reale della teocrazia.

Fra i suoi fedeli sostenitori e membri vi furono Manin, Cavour e Garibaldi.

Anche negli Stati Uniti, dove ebbe tra i suoi rappresentanti G. Washington, svolse

un ruolo fondamentale nel processo di liberazione delle colonie. Iniziativa compiuta

con il distacco del Grande Oriente da Londra (1771-73) in preparazione della

guerra di indipendenza, sostenuta dalle logge dissidenti dell’irlandese Dermott e da

Beniamino Franklin e finanziata da Haim Salomon.

Le teorie del razionalismo che invocavano la nascita di una società ispirata ai

principi della ragione per rispondere al piano del divino “Grande architetto

dell'Universo”, provocarono la reazione della Chiesa. Già avversa, quest'ultima, alle

associazioni segrete di mestieri del Medioevo, emise una bolla di condanna con la

In Eminenti apostolatus specula” di Clemente XII (1738), successivamente con la“Costituzione Apostolicae Sedis” di Pio IX e l'enciclica “Humanum genus” di Leone

XIII (1884). In ultimo, la Congregazione per la Dottrina della Fede con dichiarazione

del 26 novembre 1983 ha sancito, segnatamente alle associazioni massoniche, la

inconciliabilità tra fede cristiana e massoneria.

Molti studiosi individuano nella gnosi la struttura di base della massoneria per i

21

seguenti contenuti:

- la matrice sincretistica – vale a dire l’inserimento delle più svariate componenti

culturali e ideologiche nel corpus della ricerca che viene compiuta dagli aderenti,

sul metodo del relativismo teoretico e morale.

«La massoneria è l'erede di questa scienza più alta (la Gnosi) custodita dai maestri

delle antiche religioni che illuminarono lo spirito umano. Questi antichi culti

insegnavano una dottrina esteriore, e una dottrina segreta. Un cristianesimo

iniziatico veniva presentato dagli gnostici in opposizione a quello essoterico, aperto

a tutti, di origine apostolica. Se al tempo delle persecuzioni si imponeva ai cristiani il

segreto, esso non fu mai interpretato come esoterico, ma solo dettato dalla

prudenza contro i persecutori. Noi arriviamo così (con la Gnosi) al Mistero

trasmesso di generazione in generazione sotto forma di tradizione segreta

(cabbala) comunicata a coloro che erano capaci di accoglierIa e trasmetterIa.

Questa scienza era la Gnosi, che traeva le sue dottrine e idee da Platone e Filone,

dai zendavesta persiani, dalla cabbala degli Ebrei, dai Libri Sacri dell'Egitto e

dell'India, e che fece in tal modo penetrare nel Cristianesimo originario una gran

parte degli antichi insegnamenti dell'Oriente» (Pike Albert, Morals and Dogma,

citato da Stewart T.M. in Mansonery and its Message, pp. 55s.).

- Ia palese componente iniziatica che affonda le sue radici nella tradizione egizia

preebraica ed ebraica vetero-testamentaria ed essenzialmente anticristiana ;

- la dimensione esoterica di derivazione gnostica, che viene riservata a pochi eletti

in un processo di attribuzione gerarchica di ruoli a cui vengono svelati per gradi i

misteri della conoscenza e i contenuti delle effettive finalità del gruppo. La necessità

della riservatezza quindi, che si trasferisce poi nella segretezza di compiti e funzioni

riservate a cerchie sempre più ristrette di individui;

- la visione panteistica di influsso orientale precristiano, che nel corso del tempo ha

consentito di assimilare le dottrine esoteriche di derivazione pagana e orientale, le

correnti gnostiche e riformiste, i movimenti culturali e le filosofie proprie dell’ateismo

22

contemporaneo:

«Il regime della Massoneria speculativa moderna data dall’inizio del secolo XVIII,

quando fu codificata l’attuale costituzione massonica inglese. Ma la Massoneria

esisteva già da lungo tempo sotto duplice forma: essoterica (aperta - palese) nelle

gilde dei costruttori) ed esoterica (iniziatica) in varie comunità segrete, composte di

mistici e occultisti che non avevano alcun rapporto coi lavori pratici dei costruttori

ma si nascondevano dietro la loro facciata. Era la Gnosi segreta, la cui corrente è

sussistita segretamente nei secoli cristiani sotto l’apparente religione elementare…

Nessuno può leggere la storia inglese o europea a datare dal memorandum di

Enrico VI senza rendersi conto che tale storia ha un lato sotterraneo sconosciuto o

trascurato dagli storici accademici. La vita e le produzioni letterarie di uomini quali

Paracelso, l’abbé Tritheim, Basil Valentin, Jacob Boheme, George Johann Gichtel,

Thomas Vaughan ed Elias Ashmole, per non darne altri, forniscono indicazioni alla

superficie di una forte corrente sotterranea di cui non esiste alcuna storia e

probabilmente non esisterà mai.

Questa corrente ha la sua fonte nella perpetuazione della scienza massonica

segreta e nelle sue manifestazioni pubbliche sotto la forma altamente diluita ed

elementare della Massoneria speculativa moderna.

La riforma religiosa del XV secolo è stato il primo episodio di un movimento

rivoluzionario di vasta portata nella vita intellettale, sociale e politica dell’occidente,

un movimento di cui non è ancora in vista lo sbocco… La decisione sembra allora

essere stata presa da spiriti illuminati con la previsione di far rivivere la vecchia

gnosi mistica tradizionale sotto una forma semplice, capace di interessare una

piccola parte del pubblico” (Wilmshurst W.L., The Masonic Initiation, Rider & Co.

pp. 190 s).

- l’opposizione alla Chiesa cattolica in tutte le manifestazioni ideologiche, politiche e

sociali. Lo scopo della Massoneria è di condurre i propri membri alla "Gnosi" come

unica possibilità di raggiungere l'Essere divino e di superare la contraddizione che

esiste tra la fede e la scienza. Tale “Gnosi" è l'Antroposofia" di Rudolph Steiner con

il suo principale paradigma del panteismo. Di conseguenza anche la tolleranza in

23

materia dogmatica, propria della Massoneria, è basata sul convincimento che

nessuna società religiosa, Chiesa Cattolica compresa, possiede la verità intera.

Benché in tutte le religioni si trovino brani della conoscenza religiosa naturale, le

altre conoscenze rappresentano soltanto una preparazione alla vera scienza, ossia

alla “gnosi", con totale opposizione alla fede.

Nel 1848 Garnier-Pagès aveva dichiarato: “La repubblica è radicata nella massoneriae la massoneria è la repubblica ombra». In seguito, e in tempi recenti, un Gran

Maestro dei massoni, Jacques Mitterand, ha aggiunto:

«Questo non significa solamente operare per il diritto di autodeterminazione, che è

la regola da noi posta; significa anche servire la repubblica, e nel nostro mondo

occidentale questo esige anche la rivolta contro le forze della reazione, come sono

personificate dalla Chiesa cattolica romana. Noi non ci accontentiamo di essere nei

nostri templi la repubblica ombra, noi siamo contemporaneamente l'Anti Chiesa».

(Documento di Joseph Stimpfle, Vescovo di Agusta, presidente della Conferenza

Episcopale Tedesca incaricata per l’inchiesta sulla massoneria, 1986).

- In ultimo, è da evidenziare anche la marcata tendenza socialista della visione

massonica. Forme di socialismo comunitario fondato su principi etico-religiosi si

ritrovano nelle comunità pitagoriche magno greche; nella struttura organizzativa

degli esseni (sec. II e I a. C.) in cui si praticava la comunione dei prodotti agricoli e

una gestione comunitaria dei beni e del lavoro. Anche nel mondo dei primi cristiani

il messaggio evangelico fu interpretato in chiave radicale con la rinuncia ai beni del

mondo e la gestione comunitaria delle sostanze. Visione continuata in ambiente

cristiano con gli estremismi del movimento francescano (spirituali e dolciniani) e le

visioni dei movimenti ereticali e rivoluzionari già trattati.

Il socialismo, nel suo concetto generico di condizionamento dell'individuo a

vantaggio del gruppo, è in forme più o meno accentuate sempre esistito. La

prevalenza del gruppo nella vita individuale ha avuto aspetti importanti presso

culture antiche con la condivisione dei beni e la subordinazione della famiglia alle

condizioni poste dalla comunità. A volte questa invadenza era imposta dal potere

dominante del capo, che creava condizioni di schiavitù e costringeva a forme di vita

24

molto pesanti, nelle quali la libertà dell'individuo era ridotta al minimo o addirittura

annullata.

Storicamente si è accertato che i raggruppamenti esoterici sono relazionati a ideali

socialisti e come esigenza inevitabile nella espressione del gruppo stesso. In tali

gruppi si entra legandosi al segreto e assumendo impegni che comportano rinunce

a opzioni personali tesi al raggiungimento di obiettivi comunitari e in stretto legame

di intenti, per le finalità decise, solo apparentemente, su basi ideologiche.

Jacob De Haas in “The Macabean” afferma: “La rivoluzione russa è una

rivoluzione ebraica; poiché essa significa un punto di svolta nella storia

ebraica. Essa derivò dal fatto che la Russia era la patria di quasi la metà di

tutti gli Ebrei della terra. Perciò la caduta del regime zarista potrà avere una

grande influenza sul destino di molte migliaia di Ebrei recentemente emigrati

in altri Stati. Inoltre la rivoluzione russa è una rivoluzione ebraica anche per il

fatto che gli Ebrei sono stati i rivoluzionari più attivi nella Russia zarista “.

La visione, improntata al socialismo religioso delle correnti gnostiche, attraverso un

processo di razionalizzazione e di pragmatismo operativo ha poi generato il

socialismo della rivoluzione francese, ha prodotto il comunismo sociale ed

economico del marxismo per distruggere i sistemi di potere obsoleti fondati per lo

più sulla monarchia e formare le basi della struttura laica e materialista. Oggi, con

apparente strano connubio di legame alla gestione capitalista, ha ampliato gli intenti

finalizzati alla definizione consumistica del materialismo di partenza, evidenziando

la visione strumentale dei supposti contenuti ideologici e teoretici .

Nella massoneria troviamo, quindi, gnosi, cabbala, occultismo, astrologia, alchimia e

tendenze di derivazione orientale che, attraverso le accademie, hanno fornito il

supporto neopagano all’illuminismo fino all’attuale relativismo etico e morale.

Se le connotazioni della struttura Massonica sono palesi per quanto concerne

le origini e la impostazione, non sono altrettanto chiari gli effettivi contenuti e

finalità.

Riferisce a tal proposito J. Bidegain (Grand orient, ses doctrines et ses actes,

pag.186) : “Dalla storia e dallo studio degli avvenimenti é manifesto che la

25

massoneria, Ia quale è incontestabilmente d'origine giudaica, è per gli

Israeliti uno strumento di azione e di lotta di cui si servono segretamente. Gli

Ebrei, così ragguardevoli per il loro istinto di dominare, per la loro scienza

innata di governare, hanno creato la massoneria al fine di arruolarvi gli uomini

che non appartengono alla loro razza, la quale tuttavia si impegna ad aiutarli

nella loro opera, a collaborare con essi all'instaurazione del Regno di Israeletra gli uomini ... Gli Ebrei, che non hanno perduto la fede nella ricostruzione

dei Tempio, nascondono sotto questa parola simbolica, sotto questa

rivendicazione della loro nazionalità, la volontà di fare, del mondo intero, un

tempio gigantesco in cui i figli d'lsraele siano sacerdoti e re, in cui tutti tutti gli

uomini di tutti i climi e di tutte le stirpi, ridotti alla servitù dell'organizzazione

capitalista, lavoreranno alla gloria di Jahvè”

Si tratta quindi della tesi legata a una visione mondialista, basata su un

apparente base democratica di ispirazione socialista per una gestione oligarchica

dell’umanità, da conquistare con il potere finanziario mediante l’appropriazione dei

centri decisionali e di potere nel campo culturale, dell’informazione, delle istituzioni

e dell’economia.

Il movimento è definito sinarchismo (governo di pochi) e tende a un umanesimo

cosmopolita risultante dalla unione delle varie fedi e culture sotto l' ispirazione

massonica, teso alla dominazione universale (One World), da realizzarsi in più fasi

con l’eliminazione delle monarchie, poi attraverso le repubbliche fino a giungere a

uno stato universale, quale nuovo e definitivo “Tempio di Salomone”, mediante

l’azione delle fratellanze massoniche sotto la guida degli Israeliti.

Il Vescovo Rudolph Graber,nel suo libro Atanasio e la Chiesa del Nostro Tempo

(1974), definisce il concetto di Sinarchia:

Ciò cui ci troviamo di fronte è l'unione delle forze segrete di tutti gli ‘ordini’ e di tutte

le scuole, coalizzatesi per creare un invisibile governo mondiale. In senso politico,

la sinarchia mira ad un integrazione di tutte le forze sociali e finanziarie che il

governo mondiale, ovviamente sotto una leadership di tipo socialista, deve

26

sostenere e promuovere. Il Cattolicesimo, come tutte le religioni, verrebbe quindi

assorbito in un sincretismo universale. Lungi dall'essere soppresso, esso verrebbe

integrato, un processo che è già presente nel concetto stesso di fratellanza tra i

chierici (di varie religioni)”.

I semi sono stati quindi gettati e sperimentati sia dal punto di vista ideologico che

operativo. Le rivoluzioni in Europa a partire dalla Rivoluzione francese alla fine del

XVIII sec., costituirono l’avvio del processo di ‘europeizzazione’ iniziato i primi

decenni dell’800 attraverso le logge massoniche legate alla casa madre inglese, la

quale impartiva direttive e sostegno economico ai vari stati, tra cui l’Italia con

Mazzini, Cavour, Garibaldi e altri.

La Rivoluzione bolscevica fu una congiura giudaico-massonica, secondo il

convincimento di numerosi storici. Lo stesso "Times" (10 marzo 1920) confermò il

complotto: "Si può considerare ormai come accettato che la rivoluzione bolscevica

del 1917 è stata finanziata e sostenuta principalmente dall’alta finanza ebraica

attraverso la Svezia: ciò non è che un aspetto della messa in atto del complotto del

1773".

Fu pertanto avviato operativamente il processo di realizzazione della “grande

opera” la quale, attraverso le rivoluzione del primo novecento e le due guerre

mondiali, si è ora attestata sulla strada definitiva della globalizzazione economica

come strumento di gestione mondiale.

Alcuni artefici di tali operazioni:

- Fabian Society, che prese il nome da Quinto Fabio Massimo il Temporeggiatore.

Si tratta di una società para-massonica laburista fondata nel 1884, con iscritti l’elite

mondiale di banchieri, docenti universitari, economisti e con ramificazione e adepti

anche in Italia. Principale credo della Fabian Society è la sinarchia, cioè l’idea di un

Governo mondiale i cui dettami si trovano esposti in un presunto documento

segreto del 1935: Pacte Synarchique, contenente l’enunciazione dei principi e della

strategia per diffondere, in tappe successive, l’Ordine nuovo in tutto il mondo con

azioni graduali.

27

La Pilgrims Society, fondata nel 1902, prende il nome dei calvinisti puritani che nel

1620, per sfuggire alla persecuzione anglicana, approdarono nel Massachussets e

furono considerati fondatori degli Stati Uniti. Di indirizzo socio politico, questo

gruppo, alla cui fondazione furono presenti i capi della massoneria inglese e i

principali banchieri del tempo oltre a Winston Churchill, ha avuto notevole

importanza e responsabilità nello sviluppo della politica mondiale anglosassone e

americana per tutto il periodo delle due guerre mondiali.

Le Conferenze Bilderberg

Avviatesi in Olanda, le conferenze Bilderberg , cosi chiamate dal luogo che ne

ospitò la prima seduta, sono gli incontri al vertice dell’alta finanza internazionale a

cui partecipano esponenti della politica, dell'economia e della cultura e da cui

scaturiscono le linee guida delle operazioni finanziarie e politiche a livello mondiale.

Allo stesso modo, si ritiene che le conferenze Pugwash, volute nel 1957 da Cyrus

Eaton, rappresentino il dialogo politico ed economico, prima con l’Unione Sovietica e

ora con la Federazione Russa, nell’ambito della continuità di stampo socialista del

mondialismo angloebraico-americano.

La Trilaterale

Teorizzata nel 1970 da M. Zbigniew Brzezinski e ritenuta una idea voluta dal

finanziere D. Rockfeller, costituisce una associazione o ‘commissione’ delle nazioni

progredite, fondata sul ‘triangolo’ America del Nord, Europa occidentale e Giappone,

dotate di forme politiche relativamente democratiche, al fine di agire in maniera più

profonda sulla evoluzione del nuovo sistema internazionale. Costituisce il gruppo

delle potenze intellettuali e finanziarie più forti al mondo teso a realizzare un nuovo

ordine internazionale.

Molti politici e vertici di potere americani sarebbero stati iniziati alla setta "Skull and Bones" (Teschio e Ossa) dell’Università di Yale, fondata nel 1832. Questa setta,

assieme a società come il “Rhodes Trust”, secondo la rivista inglese "Economist"

28

(25 dicembre 1992), sono la moderna risorgenza degli "Illuminati di Baviera"-di-

Adam-Weisshaupt-(1748-1830).A queste organizzazioni si assommano altre strutture come la Round Table, fondata

alla fine dell’ 800, con funzioni operative di sostegno e supporto alla formazione di

strutture universitarie di matrice socialista (London School of Economics 1894 e la

Harvard Socialist Club nell’ambito della Harvard University). Dalla Round Table fu

concepita la Società delle Nazioni (1919). Il disegno era improntato alla

instaurazione di un governo socialista mondiale sotto l’autorità dell’alta finanza

internazionale.

I pochi cenni non esauriscono il complesso panorama storico delle vicende

associative e delle organizzazioni che hanno e continuano a dirigere le sorti della

Società umana. Strutture composte da associazioni segrete, vari istituti

internazionali dalle sigle impegnative e, nel contempo, incomprensibili, una rete

complessa di associazioni di vario tipo nell'ambito dell'insegnamento superiore, della

cultura e della ricerca.

Organizzazioni quali Pilgrims, Round Table, Fabian Society, British Israel (che

richiama l’Ordine di Sion voluto da Lord Palmerston), B’nai B’rith (loggia segreta

riservata per gli israeliti degli Stati Uniti), Cavalieri del Cerchio d’oro che esprime la

dirigenza politica e militare U.S.A., banche dell'alta finanza e fondazioni varie, anche

a carattere filantropico e culturale come il Rotary e i Lyons, agiscono costantemente

nell’ambito del programma mondialista, rendendo arduo comprenderne i complessi

intrecci da parte delle masse, totalmente condizionate e inconsapevoli delle trame

sottili che si operano nel rispetto di programmi ben precisi, tra cui l’uso di ideologie

programmate : «Il comunismo è lo strumento col quale si abbatteranno i governi

nazionali a favore di un governo mondiale, di una polizia mondiale, di una moneta

mondiale» (Munay Buttle, della Pilgrims Society).

Dopo i governi è la volta della società e, in questo caso, i passi avanti sono stati

notevoli. Con l’aiuto e la diretta partecipazione delle ideologie di sinistra, sostenuti

dalla visione sinarchica universale, si è operato e si continua a operare sul

29

controllo demografico e psicologico della società, fondando le basi teoretiche sulla

dottrina gnostica : naturismo pagano, liberalizzazione delle droghe, rivoluzione

sessuale, tesi contraccettive, aborto, gestione personale e adattata della

fecondazione, diritti delle coppie omosessuali.

Il tutto con lo scopo evidente di distruggere le radici della famiglia e la

compagine sociale, provocando il ribaltamento dei ruoli e della tradizione

cristiana.

La quarta rivoluzione, che coglie i frutti maturi dell'antiteismo tende a

sovvertire l’uomo dal suo stesso intimo portandolo all'autodistruzione

volontaria con sistemi di pressione morale che fanno capo alla pianificazione

neomalthusiana ormai in atto in quasi tutto il globo terrestre, e sostenuta da

teorie neognostiche demolitrici della persona, tendenti a svincolare la

sessualità dalla funzione procreativa che le è propria. La quarta rivoluzione

aggredisce la vita alle sue fonti.

- « Forse siamo veramente all'ultima spiaggia, alla soluzione finale che non

coincide necessariamente con la presa di potere da parte del partito

comunista Nel programma dell'Alta Finanza (o dei movimenti mondialisti che

occultamente ne elaborano le strategie) per l'instaurazione del "novus ordo

seclorum”; il comunismo rappresenta solo uno degli strumenti (non il più

importante seppur tra i più abbietti) di cui sarà possibile disfarsi con relativa

facilità dopo l'uso.

L'anello mancante alle forze mondialiste per il controllo di tutte le ricchezze

del mondo è quello relativo al potere etico-religioso, controllando il quale

potrà essere consentito il dominio assoluto sull'uomo.

Il quale uomo è capace di martirizzarsi se la sua sarà stata una scelta di vita

Carismatica e non pragmatica; se crede in una divinità trascendente affronta

il sacrificio con tutta la forza che gli deriva dalla fede, piuttosto che lasciarsi

"massificare" animalizzare entro gli angusti steccati del materialismo ateo.

Pornografia, droga, aborto, ecc., non sono che gli aspetti più vistosi di una

strategia che mira a sconvolgere le nuove generazioni e con esse la

30

tradizione latino-cristiana che si fonda essenzialmente su principi di etica

naturale. Ma l'obiettivo finale è la Chiesa cattolica che di tali tradizioni è

l'insostituibile, fondamentale baluardo. Si spiegano così le varie aggressioni

degli ultimi secoli, dal protestantesimo alle eresie, mallevadori non

disinteressati l’'Alta Finanza e la Banca d'Inghilterra che troviamo sempre

dietro le grandi azioni sovvertitrici.

L'ultima battaglia per la salvezza dell'Occidente sarà dunque la stessa che

bisognerà combattere per la salvezza della Chiesa Cattolica, che oggi con

maggiore virulenza viene aggredita da forze diaboliche che cercano di

demolirla dall’interno per appiattirla a livello di una qualsiasi delle tante sette

religiose allo scopo di realizzare la “chiesa sinarchica" strumento docile e

"pluralistico" a servizio delle forze dei male».

(M. Solfati, L’aggressione alla Chiesa Cattolica in “L’Alternativa" 20.2.1976)

L’azione comunque non si svolge con i grandi numeri, ma comporta una lenta

e costante demolizione dei valori etico-morali cristiani con azioni di politica

internazionale, quale la eliminazione di ogni riferimento alle radici e alla

cultura cristiana dalla proposta di costituzione europea, favorita dalla

Francia, in tempi recentissimi, e la posizione della ‘cattolicissima’ Spagna

con la istituzionalizzazione delle coppie omosessuali, come primo impegno

del neo-governo socialista. Gli eventi citati consentono di intravedere il

retroterra operativo del lavorio dei poteri occulti, mirati al piano mondialista

della ‘chiesa sinarchica’. Non meno significativi i processi di condizionamento

psicologico dei mezzi di comunicazione a stampa e televisivi, le cui

espressioni e proposizioni procedono al ridisegno della struttura societaria

con modelli sostitutivi alla famiglia, alla vita di relazione, alla educazione dei

figli e all’uso improprio di modelli basati sulla apparente indipendenza degli

individui, per i quali l’unica offerta è il presunto appagamento materiale con

conseguente fragilità strutturale delle proiezioni e isolamento controllato di

ogni azione possibile.

31

Viene inibita ogni azione di pensiero in cambio della presunta ricerca di

nuove libertà, che vengono proposte con azione illusoria e gestite con

visione lucidamente determinata.

Nel frattempo, la Nuova Società, figlia del Nuovo Ordine, provvederà alla

creazione degli individui, idonei e adatti al tempo, realizzando la sintesi del

Giano bifronte e del Baphomet, secondo gli antichi principi del templarismo

massonico .

Le coscienze, inoltre, appaiono intrigate e stimolate in apparenti misteri che

confondono il sistema delle regole e delle certezze interiori e seducono le

intelligenze sopite, paventando realtà gnostiche ed eretiche tese ad

abbattere la chiesa cattolica. Un esempio, tra i tanti, la grande bagarre sul

“Codice Da Vinci”. A tal proposito è indicativo il commento del Chicago Sun

Times del 27 settembre 2003 –‘Attacco contro i cattolici, di nuovo’ di Thomas Roeser

:“Nella nostra società “corretta”, una dichiarazione razzista, antisemita, contro gli

omosessuali o le donne può squalificare uno scrittore per molto tempo. Ma non

succede così con gli insulti a Cristo e ai suoi discepoli. Paradossalmente: scrivere

un lungo libro su una cospirazione cattolica piena di falsità garantisce abbondanti

benefici-e-notorietà”.

Il piano generale sembrerebbe fin troppo evidente. Alcuni autori si spingono ancora

oltre, poiché affermano che sarebbe in atto una cospirazione superpolitica,

"religiosa" o satanica che coinvolge l’alta finanza, le massonerie e l’integralismo

islamico. I fili della storia, asseriscono questi studiosi, si tirano proprio nelle logge

massoniche e nei consigli di amministrazione delle multinazionali e delle grandi

banche.

Ora occorre chiedersi, alla luce di quanto sopra accennato, se la “gnosi” è da

intendersi come sostanza di ricerca storico-filosofica, oppure come finalità

giustificativa di un nuovo ordine. In tale contesto, terribilmente semi-ipotetico,

l’uomo diverrebbe lo strumento di quale fine? . Alla domanda occorre rispondere con

32

altra interrogazione: non sarebbe il caso di riconciliare, invece, la qualità universale

dell’uomo-con-i-propri-valori-di-origine-?.

--------------------------------------------------------------

Bibliografia

Acerbi A., Chiesa, cultura e società, Milano, 1988

Adorno Th. W., Dialettica dell'Illuminismo, Torino, 1966

Alfassio Grimaldi U., I socialismi in Europa, Milano, 1957

Allegri M. E, Introduzione al segreto massonico, Torino, 1991

Ambesi C.A., Storia della massoneria, Milano 1971

Ambrosio G., Chiesa e mondo in dialogo, Roma, 1983

Anceschi W., Che cosa è veramente la massoneria, Napoli, 1949

Arai D., Fatima crocevia dei XX secolo, Pro Roma Mariana, Fregene 1989

Auriti , L 'occulta strategia della guerra senza confini, Centro Studi Politici e Costituzionali,

Roma 1972

Autori Vari, Le origini dello gnosticismo, Leida, 1967

Autori Vari, La cultura illuministica in Italia, Torino, 1957

Autori Vari, Storia del Socialismo, Roma, 1976

Autori Vari, Zionism, Gerusalemme, 1973

A.Z., La quarta rivoluzione, Spirito e Verità, Milano, 1982

Bacci U., il libro del massone italiano Forni Ed., Bologna 1908, 2 vv.,

Bassetti P., Merli Brandini P., Montoro F., Tradizione cristiana, industrializzazione e

pluralismo culturale, Vicenza, 1982

Barbier E., Les Infiltrations Maconniques dans l'Eglise, Desclée De Brouwer, 1910.

Barruel A., Memorie per servire alla storia del Giacobinismo Londra 1797; 3 vv., ed. Barbier,

Carmagnola 1852

Beer M., General History of Socialism and Social Struggles, 2 voll., New York, 1964

Bellatore C., La religione del marxismo, Milano 1972

33

Benelli A., Chiesa e Massoneria oggi; Incontro di Novara 26 maggio 1971 con p. Luigi Rosa,

Giornale di Novara

Bendiscioli M., La politica della Santa Sede 1918-1938, Firenze 1938

Beni A., Eresia, in «Enciclopedia Filosofica», vol. II, Firenze, 1968

Berdiaeff N., Il problema del comunismo, Brescia, 1945

Bergiere J., La grande conspiration russe-americaine, Ed. Albin Michel, Paris 1978.

Biffi G., Stato laico e identità cristiana, Casale Monferrato, 1985

Bisogni E., La Libera Muratoria Sugarco ed., Milano 1978

Blondet M., Gli Adelphi della Dissoluzione –strategie culturali del potere iniziatici- Edizioni

Ares, Milano 1994

Bolgiani F., Ortodossia ed eresia, Torino, 1987

Bonacasa N., Eleusi, in «Enciclopedia dell'arte antica», vol. III, 1960

Bonar J., Malthus and His Work, New York, 1966

Braschi I., La Massoneria, Naldini, Firenze 1984; La Massoneria e la Chiesa, id. 1984; La

Massoneria e la donna, id. 1984

Bravo G. M. (a cura di), Il socialismo prima di Marx, Roma, 1970; idem, Storia del socialismo

1789-1848, Roma, 1971

Buber M., Sion, storia di un'idea, Genova, 1987

Caillet M., I Segreti delle Logge alla Luce di Cristo, Ed. Segno, 2001

Campbell L. A., Mithraic Iconography and Ideology, Leida, 1968

Carav Unt, Teoria e pratica del comunismo, Roma, 1956

Carpi P., Il caso Gelli. La verità sulla Loggia P 2. Parla Licio Gelli. Con documenti inediti

I.N.E.I., Bologna, 1982

Carr W.G., Pawns in the game, VII ed., St. George Press, Glendale (USA) 1970.

Cartechini S., Dall'opinione al domma, Roma, 1953

Cassirer E., La filosofia dell'Illuminismo, Firenze, 1967

Carr E. H., La rivoluzione sovietica (1917-1923), Torino, 1964

Caterini M., Errori e deviazioni dei tempi moderni, Ed. Alzani,1976

Charnay G., Synarchie, Panorame de 25 années d'activitées occultes, Paris1946

Cochin A., La meccanica della rivoluzione, Rusconi, Milano, 1974

Cole G. D., Storia del pensiero socialista, 5 voll., Bari, 1976

Cole M., The History of Fabian Socialism, Londra, 1961

34

Coston H., L'Alta finanza e le rivoluzioni. Ed. Ar, Padova 1971

Cosco G., Il serpente e l'arcobaleno, Ed. Segno, 2001

Cotereau L., Complot clérical Jesuites. Synarchie. M.R.P., Paris 1947

Cretineau Joly J., L'Eglise Romaine en face de la Révolution, Plon, Paris 1859

Cristiani, L. Breve storia delle eresie, Catania, 1960

Darrah D. D., History and Evolution of Freemasonry, Londra, 1951

Dell'Erba N., Il socialismo riformista tra politica e cultura, Milano, 1990

Drachkovitch M. M., Les socialistes francais et allemands et le problème de la guerre, 1870-

1914, Ginevra, 1953

De Corte M., La grande eresia, Ed. Volpe, Roma 1970

De la Pinta Llorente M., La Inquisición espanola y los problemas de la cultura y de la

intolerancia, 2 voll., Madrid, 1953

Ehler S., Morral J. B., Chiesa e Stato attraverso i secoli, Milano, 1958

Enciclopedia delle religioni Ed. Vallecchi, 1970

Esposito R., La Massoneria in Italia dal 1800 ai nostri giorni, Ed. Paoline, Roma 1979

Faggin G., Inni Orfici, Firenze, 1949

Fejto F., Dictionnaires des partis communistes et des mouvements révolutionnaires, Parigi,

1970 Fede A., Il comunismo va in archivio, Roma, 1991

Garin E., L'Illuminismo inglese. I Moralisti, Milano, 1941

Garrigou R. R., Langrange-La distinction réelle et la refutation du panthéisme, in «Revue

Thomistique», Parigi, 1938

Geymonat L., Storia del pensiero filosofico e scientifico, Milano, 1971

Ghio M., L'idea di progresso nell'Illuminismo francese e tedesco, Torino, 1964

Goldmann L., L'Illuminismo e la società moderna, Torino, 1967

Guasco M., Dal modernismo al Vaticano II, Milano, 1991

Gregoire F., Idée absolue et panthéisme, Parigi-Lovanio, 1958

Guitton J., Il Cristo dilacerato, Crisi e concili nella Chiesa, Roma, 1964

Hadi Abdul T., Ècrits pour la Gnose, Milano, 1988

Halevy E., Histoire du socialisme européen, Parigi, 1948

Hazard P., La pensée européenne au XVIII° siècle de Montesquieu à Lessing, Parigi, 1946

Hutin S., Governi Occulti e società segrete, Ed. Mediterranee, Roma 1973

Jaffe H., Dal tribalismo al socialismo africano, Milano, 1971

Jeanmaire H., Dionysos, Parigi, 1951

35

Jemolo A., Chiesa e Stato, in Italia negli ultimi cento anni, Torino, 1948

Jesi F., Mitologie intorno all'Illuminismo, Bergamo, 1990

J. P. Dedieu, L'inquisizione, Milano, 1990

Labedz L. (a cura di), Il revisionismo, Milano, 1967

Labriola A., La concezione materialistica della storia, Bari, 1942

Lekachman R., Storia del pensiero economico, Milano, 1971

Lenin J., Opere complete, Roma, 1954-71

Leroy M., Les précurseurs francais du socialisme - De Condorcet à Proudhon, Parigi, 1948

Levyne E., Judaïsme contre sionisme, Parigi, 1969

Lignières M., L'hérésie albigeoise et la croisade, Parigi, 1964

Lissoni A., Il governo ombra / Nuovo ordine mondiale- il governo occulto planetario, Ed.

Segno 2003.

Mackenzie N., Breve storia del socialismo, Torino, 1953

Madaude J., Le drame albigeois et le destin français, Parigi, 1962

Mantero P., La faccia occulta della storia, Ed. Segno 2003

Marx K., Engels F., Manifesto del Partito Comunista, Roma, 1962

Mc Cleary G. F., The Malthusian Population Theory, Londra, 1953

Merker N., L'Illuminismo tedesco. Età di Lessing, Bari, 1968

Michels R., Il problema della popolazione, Perugia, 1930

Moncomble Y.,La Trilaterale et les secrets du Mondialisme, Paris 1981

Moravia S., La scienza dell'uomo nel Settecento, Bari, 1970

Moulinier L., Orphée et l'orphisme à l'époque classique, Parigi, 1955

Nandon P., La franc-massonnerie, Parigi, 1967

Nardi O., Il Vitello d’Oro, Ed. Linea Diretta, Milano 1989

Niel F., Albigeois et Cathares, Parigi, 1956

Perticone G., Storia del socialismo, Roma, 1946

Philios D., Èleusis, ses mystère, ses ruines et son Musée, Atene, 1896

Pike Albert, Morals and Dogma, Ed. Bastogi, 1986

Poliakov L., Dall'antisionismo all'antisemitismo, Firenze, 1971

Roth C., Storia del popolo ebraico, Milano, 1962

Scholem G., Le messianisme juif- Essai sur la spiritualità du Judaisme, Calman-évy, Parigi

1971

Sabbatucci D., Saggio sul misticismo greco, Roma, 1965

36

Sozzi L., Il Principe e il Filosofo. Intellettuali e potere in Francia dai “philosophes” all'

“Affaire” Dreyfus, Napoli, 1988

Schumpeter J. A., Storia dell'analisi economica, Torino, 1959

Sciuto F., Alle origini del modernismo italiano - Note critiche, Catania, 1966;

Sorrenti A., La Massoneria Americana Padrona del Mondo, Ed. Segno 2003

Spirito U.- Del Noce A., tramonto o eclissi dei valori tradizionali ?, Rusconi, Milano 1975

Stalin J., Materialismo dialettico e materialismo storico, Roma, 1947

Stimpfle J. , La Chiesa Cattolica e la Massoneria in Quaderni di Cristianità, 1986

Strumelin S. G., Il passaggio dal socialismo al comunismo, Torino, 1961

Tanferna M., Essenza e scopo della massoneria, Roma, 1971

Tardien M., Il manicheismo, Cosenza, 1988

Tellechea I., El Arzobispo Carranza y su tiempo, Madrid, 1969

Terzaghi M., Fascismo e massoneria, Milano, 1950

Testas G. e J., L'Inquisition, Parigi, 1966

Valiani L., Storia del socialismo del secolo XX, Firenze, 1945

Venturi F., Le origini dell'Enciclopedia, Torino, 1963

Venturi F., Utopia e riforma dell'Illuminismo, Torino, 1970;

Violante C., La Pataria milanese e la riforma ecclesiastica, Roma, 1955;

Voljavec F., Storia dell'Illuminismo, Bologna, 1973

Von Bismark K., Dirks W., Nuove frontiere: Chiesa, politica, società domani, Milano, 1969

Weinstock N., Storia del Sionismo, Roma, 1970

Wikander St., Ètudes sur les mystères de Mithra, Lund, 1950

Zanella G., Itinerari ereticali, Roma, 1986

Zwi Werblowsky R. J., Le Sionisme, Israël et les Palestiniens, Gerusalemme, 1976

.

37

Ufficio Stampa

 eii.jpg 

lunedì 8 dicembre 2008

Il "sensivismo" di Aldo del Bianco

"Il Quotidiano della Calabria" lunedì 08 dicembre 2008

Si terrà oggi alle ore 16, nella suggestiva cornice artistica e architettonica del Chiostro storico del Palazzo del Municipio, nel borgo antico del Comune di S.Lucido la 29ª Edizione Nazionale del Premio "Il Sensivismo" del Maestro Aldo Del Bianco. Patrocinato dall'amministrazione comunale di S.Lucido e dall’Agenzia Cliodea, con la presenza del sindaco della città Antonio Staffa, del poeta-filosofo Ottavio Amilcare Bisignano e del professore Alessandro Guarascio, sarà rinnovata la kermesse culturale che annovera tra i suoi premiati, nel 1987 a Scalea, il riconoscimento a mons. Josef Ratzinger, oggi Sua Santità Benedetto XVI. Il premio “il Sensivismo” nato dal fondatore e caposcuola dell’omonima corrente pittorica, l’artista Aldo del Bianco, sarà consegnato a personalità del mondo della cultura, dello sport, delle arti, della musica, del giornalismo, dell’imprenditoria, della politica e dell’associazionismo che saranno presenti alla cerimonia a cui farà da cornice una superba mostra del pittore fiumefreddese e residente a Roma. Il sensivismo di del Bianco nasce dal sogno, dalla visione immaginifica di una realtà trasposta ed arricchita di una vita propria. Le sue opere ripercorrono i tratti dei paesaggi che ognuno può ritrovare in ogni dove, partendo dal suo inconscio, delle donne, meravigliose ed impalpabili nell’idea del sogno che potrebbe realizzarsi o semplicemente l’idea della realtà omessa dei clown o delle danzatrici volanti al pari di Pegaso. Una pittura che arricchisce di nuova linfa una visione lievemente offuscata, regalandone cromatismi accesi e tratti decisi che riaccendono i sensi e percuotono l’animo. La consegna del Premio “Il Sensivismo” potrà essere un’opportunità alla quale non mancare per conoscere ed apprezzare le opere di un grande maestro dell’arte pittorica contemporanea che porta la Calabria, con onore, ad alti livelli internazionali.

Giulia Fresca

____________________________________________________________________________________________________________________
 

 

2635373855_3081886b6d.jpg

> L'Agenzia Cliodea, con il Patrocinio del Comune di Rende, del Comune di Cosenza e dell'Amministrazione Provinciale è lieta di InvitarVi, alla Manifestazione di Presentazione della Conferenza Stampa sul V° Centenario-Anniversario del Filosofo cosentino “Bernardino Telesio”:

 

Il Convegno di Studi è stato pianificato ed allestito con la supervisione artistico-culturale del Centro Studi “Convivio”, Corso L. Fera, 108 di Cosenza, nella figura del Presidente dott. Giovanni Benincasa, e del Direttore Artistico, prof. Alessandro Guarascio.


L'allestimento della Manifestazione, prevista e confermata per il giorno: lunedì 19 Gennaio 2009, alle ore 10.30 a.m., verrà programmata presso la Sala Consiliare del Comune di Rende, in P.zza Matteotti (Prov. CS).


Il Programma del Convegno di Studi prevede:


I Saluti delle Autorità e delle Istituzioni:


  • Delly Fabiano, Assessore alla Cultura, del Comune di Rende.

     

  • Stefania Covello, Assessore alla Cultura della Provincia di Cosenza.

     

  • Giuseppe Spadafora, Docente UNICAL.


Relazionano:


  • Coriolano Martirano: Bernardino Telesio, Uomo.

     

  • Viviana Andreotti: Bernardino Telesio, Filosofo.

     

  • Donatella Bisignano: docente nei Licei e Coordinatrice dei Servizi Editoriali e Capo Ufficio Stampa, per la Casa Editrice Cliodea, Apporto filosofico e didattico.

     

  • William Toscano: Studioso, Apporto scientifico.


Coordina i Lavori del Convegno:


  • Alessandro Guarascio: Direttore Centro Studi “Convivio”.

 

 

_______________________________________________________________________________________________________

 

Nella suggestiva cornice paesaggistica del litorale tirrenico cosentino, a Fiumefreddo Bruzio, il 9 Maggio 2009, si è tenuta la 30ma Edizione del Premio "Il Sensivismo" del Maestro Aldo del Bianco.

 

La consulenza Artistica della Kermesse è stata affidata al prof. Alessandro Guarascio, Direttore del Centro Studi "Convivio", di C.so Luigi Fera, 108 - 87100 Cosenza.

 

Tra i premiati menzioniamo, per dovere di cronaca i seguenti ospiti d'onore:

 

- Prof.ssa Maria Cristina Parise, con Attestato di Merito, per il turismo culturale. Ella ha saputo comunicare ed impartire ai giovani con la carica della Dante Alighieri, il dinamismo culturale, con impegno, dedizione e professionalità.

- Dott.ssa Maria Angela Merolla, con Attestato di Merito, per i meriti artistici e culturali profusi nel Teatro della Comunicazione artistica.

- Dott.ssa Alessandra Primicerio, con Riconoscimento Artistico, per le valide conoscenze nel mondo culturale dell'Arte pittorica contemporanea ed esperta nella comunicazione, nonché Curatrice della Collana Editoriale "Il Caleidoscopio dell'Anima" che tratta temi, personaggi e aspetti dell'Arte Contemporanea, edita da Casa Editrice Cliodea.

- Avv. Michele Arnoni, con Riconoscimento Artistico, per i valori e problemi sociali, che riesce a promuovere e risolvere nella sua professione; e per il turismo culturale profuso come presidente dell'associazione culturale "Alarico" di Cosenza.

- All'Attrice Carmen Chidichimo, con Riconoscimento Artistico, per i suoi meriti artistici, profusi nella Dizione, nel Canto e nello Spettacolo.

 

___________________________________________________________________________________

 

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

Né martiri né santi

-diario a immagini di Assunta Paravati-

 

 

Si inaugura Venerdì 22 Maggio alle ore 18,30, presso lo spazio “Fotofficina” in via Firenze 38 a Roma, la mostra di pittura di Assunta Paravati. La mostra rimarrà aperta dalle 16 alle 20 fino al 29 Maggio.

Al progetto partecipano Maria Cristina Porcelli e Luigi Athos De Blasio.

Maria Cristina Porcelli ha riprodotto fotograficamente frammenti delle opere, interpretandole in chiave personale. Luigi Athos De Blasio ha dato voce ai soggetti con racconti a tema ispirati alle opere.

Si tratta di opere-istallazioni articolati nelle tre espressioni: della pittura, della fotografia e del racconto. L'allestimento è curato da Federica Facchini, le luci sono di Mauro Giordani per Service Luci “Gianchi”.

Il tema della mostra è la memoria del dolore. Un dolore non vissuto direttamente dall'artista, ma mutuato attraverso i riflessi inquietanti che alcune vicende tragiche della storia e della cronaca del nostro tempo hanno avuto sul suo pensare per immagini.

Guerra, Shoah, omologazione culturale e sopraffazione sono dipinti attraverso un cromatismo fortemente contrastato. Le luci e le forme sono elaborate attraverso lo sguardo ai grandi maestri.

 

Assunta Paravati-note biografiche

 

Assunta Paravati nasce a Cosenza e si trasferisce giovanissima a Roma dove si laurea in pittura presso l'Accademia di Belle Arti. Si forma con grandi maestri della Scuola Romana: Fazzini, Monachesi, Montanarini e Trotti. Partecipa a importanti mostre collettive ed è protagonista di numerose personali in varie città italiana.

 

Ufficio stampa: Antonello Caprino, cell. 3382666938

Fotofficina via Firenze 38 Roma, 064806084

Referente: Maria Cristina Porcelli, cell. 3383766594

 

 

 

 

aaaa.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

S. SEBASTIANO

 

Fotografato, stampato, arrotolato. E poi incollato. Mille volte mi sono messo in posa. Con me hanno venduto di tutto: motorini, pasta dietetica, jeans, lubrificanti per automobili...

Mille copie della mia immagine immersa nei rulli pubblicitari. La mia immagine illuminata sulla ribalta dei tunnel grigi e arancio densi di appiccicose fuliggini.

Qualcuno più esperto di me, dedito alle definizioni, li chiama “ non luoghi metropolitani”.

I lunghi corridoi che servono per passare da un posto all'altro.

Sono attraversati dalla gente, tanta gente. Nessuno si ferma. E perché fermarsi, a far cosa poi? Li non ci si incontra. Si cammina dritti.

Mi fa compagnia un ovale di donna dalla pelle lattea. Labbra tumide dipinte di rosso, occhi cerchiati a mandorla col bistro filtrati da una retina ricamata.

Chi ci vede, anche solo per un attimo, deve sentire il nostro richiamo.

I flash visivi sembra che facciano più effetto di un lungo sguardo riflessivo.

Tutti devono identificarsi con noi, sfidarci, raggiungerci, idealmente adunarsi per la lunga marcia verso i periferici templi del variegato commercio. Non tutti possono affollare le piazze e le strade del centro già congestionato da chi lo abita, dai turisti immersi nella loro festante meta-dimensione, dalle macchine innumerevoli.

Oggi qualcuno si è fermato. All'improvviso, un uomo si è piazzato davanti a me. Aveva strattonato una donna per prenderle la borsa senza riuscirvi. Ha inferto un taglio sul mio costato.

Aveva indosso un gonfio giubbotto di piume, lo stesso che pubblicizzavo lo scorso inverno in televisione.

E mentre dalla ferita defluiva sangue, ho ricordato lo scenario che mi ha visto protagonista. E' un luminosissimo bar alla moda con un'atmosfera solenne e rarefatta. Dal soffitto pende un immenso lampadario stracolmo di gocce di cristallo C'è gente dagli abiti chiari, confusi nella luce. Si distinguono solo un uomo e una donna. Vestono piumini di nera stoffa traslucida. Emanano compiuta, esclusiva soddisfazione. Levano calici di rossi aperitivi all'arancia di fronte a un buffet stracolmo di cibo. La donna, sensuale, si avvicina all'orecchio dell'uomo e gli chiede se, durante l'amore, indosserà le sue calze autoreggenti di seta per scambiare i ruoli. Dissolvenza...

Un uomo e una donna come miti di fondazione, eroi culturali dell'era contemporanea. Divinità inarrivabili che, col cambio di stagione, saranno uccisi da nuove icone.

 

Luigi Athos De Blasio

 

 ____________________________________________________________________________________________________________________

 

 

 

Comunicato stampa

 

Ufficio Stampa: Agenzia Editoriale Cliodea

 

Responsabile Uff. Stampa e Relazioni pubbliche: dott.ssa Donatella Bisignano

 

 

L'Agenzia Editoriale Cliodea, con la direzione artistica del Centro Studi “Convivio” di Cosenza, e con i patrocini della Provincia di Cosenza e Ass. alla Cultura, e degli Assessorati alla Cultura del Comune di Cosenza e del Comune di Rende, è lieta di presentare il nuovo Libro del prof. Alessandro Guarascio, dal titolo “Economia e Turismo culturale del territorio nell'era della Globalizzazione”, della collana editoriale “Studi Etnostoriografici e Geopolitica”, diretta e curata dal prof. Pasquale Nicoletti.

Si tratta di un Saggio, a carattere economico, politico e sociale, che illustra il fenomeno del “liberismo economico globale”, degli ultimi anni e le implicazioni antropologiche e culturali, che esso ha determinato nella compagine mondiale.

L'Autore, prende in esame la realtà sociale ed economica dell'Italia, e in particolare del territorio calabrese, dove le condizioni di sussistenza ed assistenzialismo economico-produttivo, creano condizioni di appiattimento sociale e di arretratezza economica, che stimolano processi di tensione sociale e disuguaglianza culturale, tali da dimostrare, come la cosiddetta “questione meridionale”, sia ancora un male attuale, non ancora risolto, perché radicato “fisiologicamente” nella condizione di subalternità e di dipendenza del Meridione d'Italia, al resto della Nazione e dell'Europa.

In questo quadro, geopolitico, il Nostro autore, rileva come le Istituzioni locali e centrali, del territorio, siano “inefficaci e inefficienti”, per via delle proprie egoistiche mire padronali e accentratici dei propri poteri, più interessate, a esercitare la propria funzione, per mantenere un potere corporativistico, piuttosto che amministrare la cosa pubblica, in virtù di un ideale antico di etica della politica sociale, che abbia come unico riflesso, il bene comune.

Pertanto, solo la cultura, secondo il Guarascio, può essere l'unica fonte di ricchezza economica, di ogni Paese, ed in particolar modo il “turismo culturale cooperativistico”, quale presupposto essenziale per creare nuove e durature occasioni di produttività e d'impiego, non soggette alle fluttuazioni imprevedibili dei mercati azionari mondiali, ormai sclerotizzate e depauperate dalle continue mire speculative di poche “logge” di potere, che determinano gli squilibri di diseguaglianza sociale mondiale.

 

La Presentazione Editoriale è prevista per il giorno di Sabato 18 Luglio a partire dalle ore 11.00, presso la Sala Convegni dell'Hotel Camigliatello, nello scenario paesaggistico montano di Camigliatello Silano (CS).

 

Ospiti della “Kermesse Editoriale”, sono:

 

Relatori:

  • prof. Pasquale Nicoletti, direttore della Collana di “Studi Etnostoriografici e Geopolitica” di Casa Editrice Cliodea;

  • dott.ssa Sonia Ferrari, docente Unical per il Turismo culturale;

  • ing. Giulia Fresca, corrispondente de “Il Quotidiano”.

 

Interventi:

  • dott.ssa Loredana Ciglio, per la Politica Innovativa;

  • prof. Leopoldo Conforti, accademico e scrittore.

     

Coordinatori:

  • prof.ssa Donatella Bisignano, responsabile dell'Ufficio Stampa e dei servizi editoriali di Casa Editrice Cliodea;

  • dott.ssa Alessandra Primicerio, esperta d'Arte.

 

Seguirà un Comitato d'Onore, così costituito:

 

  • dott. Pasquale Arnone, produttore cinematografico;

  • avv. Michele Arnoni, presidente Ass.Culturale “Re Alarico”;

  • avv. Ernesto Corigliano, accademico;

  • prof. Giuseppe de Rosa, direttore Ass. Culturale Pro Justitia, scrittore;

  • dott. Carmine Ortale, cardiologo e scrittore;

  • prof. Francesco Gagliardi, scrittore Ass. Culturale V. Bachelet

  • avv. Ubaldo le Pera, Ass. Culturale “Convivio”;

  • prof. Vincenzo Napolillo, accademico e scrittore;

  • dott. Antonio Petrassi, emerito Primario Ospedale Civile dell'Annunziata di Cosenza;

  • dott. Stefano Vecchione, scrittore esperto di Cinematografia;

  • prof. Pino Veltri, accademico e scrittore.

 

Per Info e Prenotazioni dell'Opera : www.editricecliodea.com

 

tel:. 0984 482565 cell:. 347 2213885 – 349 8139519

 

email:. bisignano_at@libero.it

 

atanasiobisignano@editricecliodea.com

 

 

Uff. Stampa e Relazioni Pubbliche

Direzione e Programmazione

Editrice Cliodea

 ____________________________________________________________________________________________________________________

 

 Comunicato stampa

2nda Presentazione: Incontro-dibattito sulla nuova produzione editoriale del libro di Alessandro Guarascio

L'Agenzia di servizi editoriali Cliodea, presenta: Martedì 25 Agosto 2009 - ore 19,00 presso la Sala Polifunzionale del Comune di San Lucido(CS), sarà presentato il libro di Alessandro Guarascio, dal titolo : Economia e Turismo Culturale del Territorio nell'era della Globalizzazione - edizioni Cliodea. Coordinano la Dott.ssa Alessandra Primicerio (Esperta d'arte) e la Prof.ssa Donatella Bisignano (Resp. Uff. Stampa e Servizi Editoriali di Casa Editrice "Cliodea". Direttore  della Collana "Studi Etnostoriografici e Geopolitica" Prof. Pasquale Nicoletti. Interventi: Prof.ssa Maria Cristina Parise Martirano(Politica Innovativa), Dott.ssa Roberta Petrungaro(Turismo Culturale), Dott.ssa Paola Pizzuti(Turismo Culturale), Prof. Leopoldo Conforti( Pres. Accademia de "I Pignatari"; ore 20:00 Premiazione Attestato di merito sportivo a Massimo Mirabelli - D. S. Cosenza Calcio 1914; Saluti Istituzionali: Antonio Staffa (Sindaco di San Lucido); Dott.ssa Maria Francesca Corigliano(Assessore Provinciale alla Cultura); Avv. On. Sandro Principe (Assessore Regionale). Relazionano Prof.ssa Floriana Chiappetta (Turismo culturale); Ing. Giulia Fresca (Corrispondente de Il Quotidiano)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Locandine

390_0_181376_34772.jpg
Presentazione del Libro: "Religioni e Dottrine Misteriosofiche della Grecia e dell'Antico Oriente" di Ottavio A. Bisignano - 2008 Museo del Presente di Rende (Cs).
______________________________________________________________________________________________________________________
Monoma Band.png
Locandina di Presentazione Editoriale del Libro "Religioni e Dottrine Misteriosofiche della Grecia e dell'Antico oriente" - performance Live del Gruppo Musicale dei "Monoma".
______________________________________________________________________________________________________________________
locandina A3 - Paravati jpg.jpg
Locandina di Presentazione Editoriale del Libro: " Orsomarso la Perla del Pollino, Storia, Arte e Cultura di uno dei Borghi più antichi della Calabria, dell'Autore Giovanni Paravati.
Sabato 16 Maggio 2009, alle ore 10.30, presso la Sala Consiliare del Municipio di Orsomarso
P.zza S. Antonio - 87020 (CS).
Per info e Prenotazioni editoriali:

Diario: Appunti di Viaggio...

Vetrina Virtuale

Omaggio al Maestro Aldo del Bianco: Caposcuola della corrente pittorica del "Sensivismo"

____________________________________________________________________________

 

La Magia della Pittura del Maestro Aldo del Bianco

- Caposcuola della corrente pittorica del “Sensivismo” -

 

 

 

 

O Maestro impareggiabile

del colore, del disegno rapido

ed incisivo, del senso rifuso

dei rapporti e dei raccordi

degli stati d'animo, delle sensazioni

e dei sentimenti, fremente di luce

è la scena idilliaca che imprendi

a rappresentare sulla nuda tela,

con padronanza tecnica e formale

e con oculate pennellate,

dense e travolgenti, frenetiche

e prodigiose.

 

Vivide, festose e policrome le immagini

che dipingi – dando sfogo al tuo

talento vivido e fantasioso –

che rapiscono e stupiscono l'osservatore.

Nel magico, fervìdo giuoco fantasmagorico

dei colori semplici e precisi,

dei simboli, modelli e trasposizioni

dalla realtà, estrose e bizzarre,

risalta la vivezza in una visione

suggestiva e bucolica della natura,

rispondente al misterioso senso ch'essa

suggerisce a chi la contempla,

con occhi estasiati e leggiadra piacevolezza.

 

Tutto nell'arte figurativa, espressiva,

impressionistica concorre e protende

ad un sovraumano fine, che ravviva

il creato e nulla resta al di fuori

di esso, nemmeno la stessa natura,

che attraverso l'afflato creativo

rivela la presenza e l'essenza di una bellezza

primigenia immutata, eterna, fonte

di equilibrio, armonia e serenità.

 

 

Ottavio Amilcare Bisignano

Accademico - Saggista

Copyright by Editrice Cliodea - Tutti i diritti riservati 2009