Ottavio Amilcare Bisignano
L'età dell'oro:
...è nato e vive a Cosenza - Studioso - filosofo - critico - storico - esegeta biblico - scrittore prolifico - poeta sensibile; ha già pubblicato una Raccolta di Liriche "Sprazzi di Luce", "Giovinezza Incantata", "Liriche e Pensieri", la "Silloge", un "Semita e il Mondo", liriche e opere giovanili "Meditazione sul Vangelo", "Mussolini" tragedia in tre atti; la "Dissertazione sull'origine della Materia e del Cosmo", un'opera filosofico-scientifica, in cui il Nostro dibatte di argomenti cosmogònici e cosmològici, teogònici e teològici; per il teatro ha scritto tre tragedie di tema biblico, "Sansone e Dalila" dramma in tre atti, "Giuditta e Oloferne" dramma in tre atti e "Mosè" dramma in due atti; un Manuale sulla Mitologia classica "Miti e Leggende del popolo greco" e "Culto degli dèi e degli eroi nel mondo greco e romano"; un Saggio filosofico-escatologico "Gioacchino da Fiore e la fine dei tempi"; uno studio storico-etnostoriogràfico sulla nascita dello Stato Albanese e lo sviluppo delle colonie albanesi in Italia "Il Volo delle Aquile"; il Libro "Se Tace la Musa svanisce l'Incanto" una raccolta di Poesie a tema religioso e d'amore. L'Autore è Socio Corrispondente, Ordinario, Onorario di varie e prestigiose Istituzioni e Associazioni culturali e artistiche, nonché Membro effettivo di prestigiose Accademie letterarie e scientifiche, nazionali ed internazionali. Molti sono le Attestazioni, le Onorificenze e i Premi a lui attribuiti, in riconoscimento dei suoi servigi resi alla cultura e alla società: tra cui il Premio Presidenza del Consiglio dei Ministri del Parlamento italiano, per la Regione Calabria.
Titoli e Onorificenze:
- Accademia Cosentina
- Accademia Costantiniana, di Lettere, Arti e Scienze di Palermo
- Accademia Siciliana per le Scienze di Palermo
- Accademia dei "500"
- Accademia Internazionale Tommaso Campanella e medaglia d'argento
- Accademia Internazionale di Pontzen
- Premio Presidenza del Consiglio dei Ministri per meriti culturali
- Oscar per la Pace
- Premio Nazionale "Il Sensivismo" del Maestro Aldo Del Bianco
Pubblicazioni e Attività letteraria e sociale:
- Redattore de "Il Letterato" - mensile di varia cultura e Capo Ufficio stampa del Gruppo "Periodici" della Pellegrini Editore di Cosenza
- Membro del Direttivo dei Comitati Civici in Calabria
- Promotore e Fondatore de "E l'Uomo la..." - Rivista di Cultura e Politica
- Fondatore e Direttore di "Pandora" - Periodico di Cultura, Arte e Politica
- Fondatore e Direttore de "Saperne di più" organo d'informazione e di cultura della Scuola Media Statale "T.Campanella" di Cosenza
- Fondatore e Presidente del M.D.G. (Movimento democratico giovanile)
- Promotore e Segretario Nazionale del M.D.I (Movimento democratico italiano)
- Presidente dell' I.G.C (Istituto geografico calabrese)
- Promotore e Redattore capo de "ScuolaNatura" - Rivista trimestrale dell'Istituto Professionale di Stato "F.Todaro" di Cosenza

♦ Ottavio A. Bisignano, oltre ad essere uno studioso poliedrico e un geniale autore di testi filosofici, storici e teologici, educatore dallo stile innovatore ed efficace, si distingue anche per il suo impegno politico e sociale, da intellettuale riformatore e populista appassionato, come fautore e promotore di iniziative culturali, che hanno come comune denominatore la difesa e la tutela di quei valori “civili virtuosi ed etici”, in seno all'animo umano, che edificano le fondamenta del modello della “Polis”, l'antica città Stato greca, alla maniera degli antichi filosofi ellenici, e che rappresenta un grande esempio di progresso e benessere sociale.
Il Nostro, nel corso della sua instancabile attività da “letterato reazionario” ha collaborato con riviste, fogli e giornali, ha fondato periodici di contenuto letterario, scolastico e anche di impegno politico-sociale, dove la sua anima critica e insofferente alle ingiustizie della casta politica, esplode e ammonisce con assoluta obiettività, le varie consorterie politiche di partito, per le tante iniquità sociali, per le tante promesse disattese, per le ingiustificate richieste di sacrifici economici agli strati sociali meno ambienti e indigenti della popolazione cittadina, più debole e perciò più esposta alle intemperanze dei mercati economici e ai salassi inflazionari di un'economia in mano alle fluttuazioni speculative, delle piazze borsistiche mondiali, dove lo Stato appare preda e ostaggio delle multinazionali padronali, feroci ed affamate di risorse ed infrastrutture, la cui unica logica sostenibile appare il profitto e la ricchezza di pochi, contro la cultura degli ideali e dei principi etici, che dovrebbero favorire la crescita comunitaria ed il benessere civile di ogni Stato.
Ottavio A. Bisignano, nei suoi scritti, denuncia, e aborrisce senza alcuna remora, questo nuovo ordine mondiale, dove la politica è nuda, perché priva di contenuti etici e sociali e impotente contro le vessazioni di pochi “tiranni”. Il Nostro, è un filosofo, è come tale intende la politica, alla maniera degli antichi pensatori ellenici, tra tutti Platone, e perciò giudica la politica, solo come strumento nelle mani del potere statale, che deve elargire con “prudenza paterna” e non con “coercizione padronale”, una ricchezza assistenziale giusta e imparziale, che tuteli le minoranze sociali deboli, che produca benessere nella comunità, che abbatti le caste e annulli le faziosità e gli “intrighi di corte”, dove la politica attiva non diventi un altro potere, alternativo al governo dello Stato, ma rimanga uno strumento dialettico, per relazionare il cittadino alla classe dirigente, affinché ogni singolo uomo, diventi unico e privilegiato interlocutore non passivo, della vita di una repubblica costituzionale, che deve esprimere senza ambiguità alcuna, gli ideali di eticità e di civiltà, propri della natura umana.
Parafrasando Platone: “bello, buono e giusto sono la stessa cosa per gli esseri umani”, in altre parole, solo uno Stato, retto dall'equità della giustizia, può garantirsi continuità e stabilità democratica, e far si che i membri di una comunità concorrano tutti al benessere di ciascuno, senza distinzione di ceto sociale, di differenze fisiche o ideologiche o di credo religioso e/o laicale.
Questo, è quello in cui crede il nobile accademico O. A. Bisignano, e ad avvalorare il suo impegno intellettuale, di studioso dell'animo umano, di filosofo etico e cristiano, di idealista pragmatico di sagace censore della politica sterile, c'è la voglia di passare dal pensiero all'azione, dando un contributo fattivo alla rinascita della politica, come strumento di tolleranza e confronto, premesse essenziali per una crescita equa della nostra società.
In tal senso, il Nostro, che porta nel suo “dna”, i caratteri puri del populista riformatore, che ama e loda il popolo, perché da esso proviene, e con esso ha lottato e lotta, con le armi luminose dell'intelletto e la forza delle idee, si cimenta nella politica, per ridare linfa vitale a questa società ormai “sterilizzata”, priva del carattere rivoluzionario e di fermento ideologico, che tanto hanno segnato e influenzato il corso della storia umana, sul pianeta terra, come insegna la “Rivoluzione Francese”, e ritrovare la voglia di ribellione alle ingiustizie antidemocratiche dei tiranni al potere.
La Storia è fatta dalle rivoluzioni e dagli uomini arditi!
Tante sono le battaglie civili, sostenute e vinte da O. A. Bisignano, in Calabria, e in particolar modo nella sua città di origine Cosenza. Questa, una città, che per la verità ha dimenticato e continua a dimenticare i suoi figli più meritevoli e preziosi, alla maniera di Firenze, per un esiliato d'eccellenza come il “Sommo Poeta”, spirito luminoso, Dante Alighieri, ma la storia insegna, che gli spiriti eletti, nascono e illuminano di splendore il buio di una umanità, che ancora tarda a pentirsi, e a tornare sulla retta via della salvezza universale, è questo forse il loro alto mandato divino, e per questo la loro promessa di vita eterna.
Il Nostro accademico, è stato a partire dagli anni settanta, il fautore dei primi comitati civici di quartiere, nella sua città, Cosenza, nel quartiere popoloso della storica Via Popilia. Si trattava di veri e propri, sportelli del cittadino, satelliti logistici sul territorio, della volontà popolare, autonomi nella loro gestione, non soggetti ad alcuna corrente di segreteria politica partitica, nati per avvicinare il cittadino alla politica attiva, unico strumento democratico di dialogo e tolleranza del popolo, che si fa carico delle istanze e delle aspettative da far giungere ai poteri centrali. Una voce democratica ed etica, quindi, dei veri e propri collettori di idee e pensieri, per animare la dialettica politica del Comune o della Provincia e Regione. Attraverso queste diramazioni, virtualmente, il governo dello stato centrale veniva percepito e rispettato nelle sue funzioni democratiche, in una sorta di scambio reciproco di intenti e scelte politiche, che apparivano, più chiare e nette, e che dava una chiara responsabilizzazione delle parti, a operare in nome di quell'antico codice morale, che sta alla base dell'etica cristiana. L'ideologia politica, diventava l'anima del confronto ecumenico dei cittadini e non strumento coercitivo e seduttivo nelle mani dei burocrati antipopolo!
La politica diventava unico strumento di partecipazione cittadina, di rappresentazione, di appartenenza, di costruzione e di riappacificazione.
Oggi, il nostro O. A. Bisignano, scende in campo, nuovamente, per promuovere e giustificare la nascita di una nuova azione politica e culturale, con la sua partecipazione attiva alla costituzione di una autonoma “lista civica” e di un osservatorio politico-ideologico, dove la cultura delle idee e della ragione, illumini le coscienze dei cittadini, e avvicini a sé l'anima dei giovani, che devono acquisire più consapevolezza critica della propria funzione di elettori e sostenitori attivi e non passivi, alla vita politica e sociale della propria nazione.
Infatti, questo nuovo rinascimento ideologico e culturale, nasce a S.Sofia d'Epiro, piccolo comune della Provincia di Cosenza, la cui comunità è di etnia italo-albanese. In questo contesto di idee e intenti, O. A. Bisignano, teorizza la necessità di ritornare alla politica, del popolo e per il popolo, enfatizzando l'azione riformista e liberale, che lo Stato centrale deve manifestare per garantire giustizia ed equità sociale, nella nazione.
Uno stato fatto dal popolo e per il popolo, che rappresenti tutti gli strati sociali e dove la politica, non diventi ad uso e consumo delle caste privilegiate, ma sia uno strumento democratico di civiltà e progresso, dove la dialettica, venga liberata dalle mire opportunistiche e “machiavelliche” dei palazzi di potere e dall'influenza nefasta dei “partiti”, e dei suoi “leader”.
Per questo motivo e con questo spirito comunitario, O. A. Bisignano, si offre, come intellettuale libero, a voler presentare la propria candidatura a chiunque lo richieda, cittadini o politici, in qualità di lavoratore-tecnico della politica, che accetta di dedicare le proprie risorse intellettive e spirituali, al perseguimento del benessere comune per un nuovo rinascimento italiano. Il prof. Bisignano è un libero pensatore, che decide di rappresentare e difendere le istanze e le aspettative dei propri concittadini, come un moderno “tribuno romano della plebe”, rinunciando a titoli, onorificenze, attestazioni di merito, emolumenti, regali, auto blu, servizio di scorta e pensioni d'oro, ma che conduce, invece una vita onorevole e non da “onorevole”.
Questa lista civica di paese, nasce come “osservatorio politico e laboratorio di idee”, per dare risposte concrete e fornire soluzioni certe alla comunità, attraverso una cultura della politica del fare, che si rifà agli antichi canoni del mondo classico, dove il concetto di repubblica, come unico modello di ordinamento sociale ed economico possibile, diviene il simbolo dell'uguaglianza sociale e della legalità civile e dove lo stato, diviene lo strumento di regia esecutiva, per garantirne l'efficienza.
L'intellettuale O.A. Bisignano, si offre, quindi alla politica attiva, gratuitamente, a rivestire qualunque carica o incarico di responsabilità politica-sociale, nei comuni, nelle circoscrizioni, nei poteri centrali del governo regionale, in tutti quegli enti pubblici, che devono rappresentare l'anima populista della politica e garantire un servizio efficiente al cittadino, ma che oggi tengono le file alle maestranze politiche dei partiti, che sono l'espressione di una minoranza di potere a cui sono asserviti e resi sudditi.
Allontaniamo, dunque, dalla scena politica nazionale i mercanti della politica, gli urlatori di piazza, i saltimbanchi di mestiere, le prostitute di partito, gli idioti decorati, i ladri signori, i matusalemme di Montecitorio, e prendiamo esempio da chi come il lungimirante prof. O.A. Bisignano con onestà e abnegazione, sacrifica le proprie risorse umane ed intellettive, per ridare idee e contenuti nuovi alla politica degli uomini, in nome di quegli imprescindibili e immortali valori universali, che richiamano negli uomini gli ideali di libertà, uguaglianza e fraternità.
Solo così facendo, si potrà garantire un futuro prospero e certo alle nuove generazioni.
A questa, iniziativa di carattere politico-sociale, aderiscono anche altri cittadini sostenitori e simpatizzanti, che vivono e lavorano nel paese di Santa Sofia d'Epiro e che sono consapevoli delle gravi tensioni sociali ed economiche, che attanagliano il nostro sventurato paese.
Nel comitato direttivo, infatti, insieme all'esimio prof. O.A. Bisignano, ricordiamo: Nigro Roberto, consigliere comunale di minoranza di centro-destra, che ha scelto autonomamente, insieme ad altri consiglieri della stessa fazione politica, di rinunciare al proprio compenso di gettone di presenza, per tutta la legislatura, e destinarlo a opere proficue di beneficenza; il prof. Baffa Riccardo, educatore esperto e di grande professionalità, sensibile alle problematiche politico-sociali e per finire Nigro Vincenzo, che vive e lavora a Torino, nel comparto produttivo metalmeccanico, per tanti anni RSU e rappresentante sindacale di categoria, grande sostenitore dei diritti del “lavoratore” e fautore di iniziative meritocratiche e a sostegno della tutela delle classi sociali, meno ambienti e più deboli, contro lo sfruttamento anticostituzionale e disumano delle aziende e multinazionali capitalistiche, non garanti del benessere e della sicurezza del “cittadino-operaio”.
Questo osservatorio culturale e politico, non prevede tessere, oboli o iscrizioni ad alcun partito, in quanto si regge sulla propria autonomia gestionale e nasce come “movimento di consapevolezza popolare”, che analizza, commenta e critica democraticamente le funzioni burocratiche e civili dei poteri centrali di governo e la lealtà giuridica degli uomini dello Stato.
Con queste premesse e queste peculiarità, dunque, questi uomini liberi, cittadini esemplari e contribuenti fidati, lavorano e lottano con instancabile vigore, sorretti dalla fede nei principi etici della democrazia, affinché non vengano mai meno, il “dialogo intersociale”, il “pluralismo interculturale” e il “bipolarismo costruttivo”, nella scena politica nazionale italiana. ►
♦ Menzione di Premiazione del Premio “Il Sensivismo” del Maestro Del Bianco, giunta alla 29ª Edizione, e Motivazione Onorifica riferita allo Scrittore, Filosofo e Poeta Ottavio Amilcare Bisignano:
La 29ª Edizione del Premio Nazionale “Il Sensivismo” del Maestro Aldo Del Bianco,
Al
prof. Ottavio Amilcare Bisignano,
Accademico, Saggista, Filosofo, Storico, Esegeta Biblico, Poeta
in riconoscimento dei suoi alti servigi resi alla Cultura e alla Società,
Cantore epico, Vate ispirato, Iniziato
assìso sul Parnàso,
che
virtuoso, si prodiga con luminoso ingegno e spirito critico,
alla conoscenza della Verità etica e civile,
dando di sé, fulgida testimonianza imperitura
ai Posteri.
S.Lucido 8/12/2008
__________________________________________________________________________________________________________________________________________
Aldo Del Bianco , nato a Fiumefreddo Bruzio, in provincia di Cosenza, ma residente da tanti anni a Roma, è il fondatore della corrente pittorica del "Sensivismo", che altro non è che la trasposizione sulla tela di sensazioni, d'eccezioni, stati d'animo, intuizioni registrate puntualmente dal pennello, che divengono immagini evocative di un lirismo esistenziale.
Il risultato della pittura di Del Bianco è un richiamo prepotente alla realtà, alla memoria della sua Calabria, come storia e come natura, dramma di esistenza ed al tempo stesso di una condizione da ritrovare, per la quale diviene luogo della immaginazione e della speranza dell'uomo.
I suoi paesaggi, che la materia cromatica rende sempre più evidenti, costituiscono il senso più profondo e realistico della sua dimensione più intima, come nell'Opera letteraria di Corrado Alvaro.
L'Artista, caposcuola del “Sensivismo”, come lo ha definito il noto critico d'arte Elio Mercuri, è pienamente riuscito ad esprimere, attraverso pregevoli movimenti cromoformali, rapporti tra dolore e speranza, costernazione e preghiera, meditazione e amore, il tutto illuminato da una limpida luce nella quale presente e passato si fondono e si proiettano con intensa Fede per un futuro migliore.
La raffigurazione è immersa in una gamma di tonalità cromoluminose, senza tempo e senza età, dove lo spirito predomina sulla materia ed il messaggio, spontaneo ed immediato, diventa universale e immortale.
Uff. Stampa by Editrice Cliodea
www.editricecliodea.com
______________________________________________________________________________________________________________________
Giovanni Paravati, discendente da antica e nobile famiglia, nasce ad Orsomarso, paese dell'entroterra calabrese, situato ai piedi dei “Monti di Orsomarso”, a ridosso del Massiccio del Pollino. Terminati gli studi in Scienze Aziendali, coniugato giunge con la sua famiglia a Cosenza, dove esercitò per circa quarant'anni, la professione di dottore in consulenza economica contabile e aziendale, avviando con grande professionalità e proficua lungimiranza, una valente attività di recupero crediti e assicurativa. Il Nostro fu iscritto all'Albo dei Consulenti del Lavoro di Cosenza a partire dal 1965 al n. 14 della Lista dei professionisti del settore e fu iscritto alla ASCOF di Milano in qualità di Consulente Tributario.
Varia e diversificata fu la sua attività professionale: dal 1956 al 1957 ha condotto le Esattorie di Policastro, S. Marina ed altre località, in qualità di esattore per conto della Società Esattoriale Panariti di Nicastro; dopo aver fatto praticantato presso lo studio commerciale del dott. Sante Morello di Lecce, in qualità di contabile, nel 1957 ha ottenuto l'abilitazione a Consulente del Lavoro presso l'Ispettorato Compartimentale di Lecce; dal 1962 al 1971 ha gestito la Società SIFAS Srl, dell'ing. Fratta Ubaldo di Roma, in qualità di consulente; nel 1965 viene incaricato Commissario per la Costituzione dell'Albo Consulenti del Lavoro di Cosenza; dal 1971 al 1984 ha ricevuto mandato di Agente generale delle compagnie: SIARCA di Milano, la DAS di Verona, la Compagnia di Sicurtà di Milano, la MIAB di Milano, la SIAC di Milano, la Intereuropea di Roma, la RAS di Trieste e la CARD di Milano; dal 1977 al 1989 ha costituito la Società PAR Srl. (Prodotti Alimentari e Rappresentanza) con mandato Standa ingrosso, della Montedison Spa. A partire dal 1979 sino al 1991, ha gestito ed organizzato il Centro Elaborazioni Dati, presso il suo Studio, sito in Via Isonzo a Cosenza, organizzando per la Regione Calabria, dei corsi finalizzati all'aggiornamento professionale informatico.
Tra le sue numerose onorificenze e attestazioni di merito ricordiamo: nel 2000 Giovanni Paravati, ha ricevuto la nomina di Grazia Magistrale come Cavaliere di Malta, con l'incarico di Ambasciatore dell'Ordine Cavalleresco, con mandato internazionale della CCC International.
L'Autore è appassionato cultore e studioso, di Letteratura, Storia e Poesia, a cui si dedica con grande slancio creativo e culturale. Attraverso la Poesia l'Autore, riesce a tradurre in versi semplici e ispirati, la propria natura intima emozionale, fatta di quotidiano vissuto, di immagini della memoria, di frammenti lirici evocativi, in cui si riconoscono i tratti distintivi dell'uomo e dell'Artista, che ama la vita con curiosa spensieratezza e volgendo il suo sguardo all'Infinito e all'armonia del Creato, benedice Dio, levando lodi di grazia e devozione.
Tra le sue opere poetiche più significative, citiamo: “Con la forza delle mie ali” e “Immagini d'Amore - la vita per dono, per amore, per gioco”. Grande è la sua vena artistica e creativa, tale da sostenerlo e confortarlo nelle varie fasi della sua vita, di poeta sensibile e romantico. Nell'Arte e soprattutto nella poesia e nella prosa, riesce a comunicare la sua appassionata predilezione per la sua Terra d'origine, per i propri affetti familiari e umani, che Paravati riesce ad esaltare e promuovere con immagini dolci e commoventi, di una forza evocativa esplosiva, che tocca l'anima e la mente.
Per i sui pregi artistici e per la sua instancabile e virtuosa attività professionale, l'Autore, è stato omaggiato nel corso degli anni di numerosi premi, di onorificenze, e di menzioni d'onore, che ne hanno qualificato e gratificato le sue qualità umane, artistiche e professionali.
*In corso di stampa il nuovo Libro dal Titolo "Orsomarso, la perla del Pollino" - Storia, Arte e Cultura di uno dei Borghi più antichi della Calabria di Giovanni Paravati.
____________________________________________________________________________________________
Fulvio Terzi
LA CONOSCENZA COME FONTE DEL SAPERE
Ovvero “ La ricerca della Conoscenza”
Fulvio Terzi
_________________________
"Guardate che non vi sia alcuno che faccia di voi sua preda con la filosofia e con vanità ingannatrice secondo la tradizione degli uomini, gli elementi del mondo, e
non secondo Cristo" (Paolo - epistola ai Colossesi 2:8). _________________________
Il termine conoscenza deriva dal greco gnosis, che sta a indicare la rivelazione immediata, intuitiva e gratuita oppure mediata e indicata, relativa all’individuo in
quanto inizio della sua perfezione oltre che alle cose ultime, comunque legate al
destino degli uomini in rapporto alla dimensione eterna. Ciò comporta anche e
fondamentalmente la conoscenza di Dio, attraverso la quale si giunge al
compimento dell’opera, vale a dire all’identificazione dell’uomo nella sua
dimensione divina.
Il suo sviluppo come corrente di pensiero è da riferire allo gnosticismo. Corrente
religiosa emersa in età ellenistico - romana (sec. II e III d. C.), risalente al
dualismo iranico (mazdeismo) nonché a presupposti giudaici e greci (misticismo,
dualismo platonico, ecc.), tesa a indagare una concezione pessimistica della realtà
mondana, attribuita a un principio del male in lotta contro un principio del bene.
Lo gnosticismo fu conosciuto per lungo tempo soltanto attraverso autori cristiani
che ne confutavano le manifestazioni come dottrine eretiche e in pochi testi
d'epoca tarda (sec. V).
La scoperta avvenuta in Egitto nel 1945 a Nag Hammadi, di una cinquantina di
trattati di gnosi in lingua copta che traducono testi greci del sec. II, ha portato alla
1
luce un'intera biblioteca gnostica, contenente testi di Vangeli e altre opere finora
totalmente ignorate. L'interesse sollevato da questi scritti, tuttora oggetto di studio,
ha ampliato la conoscenza dei contenuti dottrinali dello gnosticismo, mutandone
anche sostanzialmente le opinioni correnti.
L'altra importante scoperta archeologica, del 1947, avvenuta a Qumran nei pressi
del Mar Morto, tratta di rotoli contenenti Commenti biblici e il Manuale di disciplina
di una setta religiosa, quella degli Esseni, contemporanea al primitivo
cristianesimo. In essa si rivelano punti di contatto fra le credenze di tale setta e
quelle che si ritrovano nella proto-Ietteratura cristiana, evidenziando un comune
ambiente religioso.
Il ritrovamento di nuovi testi, l'aggiornamento della critica, il progresso degli
strumenti scientifici, costringono i cultori di questi studi ad un continuo
rinnovamento delle raccolte di apocrifi (apocrifo sinonimo di non autentico, erroneoeretico, in contrapposizione a canonico inteso come veritiero o ispirato), dei commenti e delle traduzioni.
Elemento fondamentale della soteriologia gnostica è la conoscenza; essa, e non la fede o le opere, è l'unico mezzo di salvezza. A questa immagine di una
“conoscenza” salvifica in senso religioso si giunse per diverse vie, che vanno dalla
tradizione filosofica greca alle “rivelazioni” che si facevano agli iniziati ai culti
misterici. Anche nel cristianesimo la rivelazione è una componente fondamentale della dottrina.
L'oggetto di questa conoscenza salvifica è la negatività della realtà mondana,
espressa non soltanto mediante giudizi d'ordine etico-filosofico, quanto mediante
antiche tradizioni tramandate attraverso una catena di maestri e riservate a pochi
eletti, in grado di condurre e avviare l’uomo verso il raggiungimento della Verità.
I principi legati allo gnosticismo riflettono solo in parte i contenuti della dottrina
cristiana. Per essi il creato, al pari del mondo materiale, è opera di un essere in
opposizione a Dio. L’ uomo è espressione della realtà spirituale imprigionata nel
mondo materiale. Da ciò discende la necessità che per la sua salvezza Dio invia
un essere soprannaturale (notare l’assonanza con gli Eloim biblici o gli anghelos
greci), affinché l’uomo diventi consapevole di tale condizione e possa ritornare alla
2
sua realtà spirituale. La conoscenza, quindi, diventa fonte di liberazione e di
raggiungimento di quella sfera spirituale che è propria della natura divina,
mutuando ogni funzione alla fede.
La conoscenza diventa, dunque, l’elemento spirituale fondamentale nel mondo
materico contro ogni atteggiamento ispirato da contenuti religiosi, in grado di
sostenere l’uomo e la sua struttura sociale che, pertanto, va negata e distrutta.
Inoltre, il vero Dio è innominabile, incomprensibile e perfetto, ben diverso dalla
concetto del Dio creatore e dominatore dell’uomo che assume in sé anche la
materialità del mondo creato e non può essere confuso col vero Dio.
La trasposizione dei valori tradizionali determinò la rinuncia alla vita di relazione,
per evitare contaminazioni da contenuti etico-religiosi della struttura societaria, con
indirizzo di scelta verso il misticismo, l'ascesi e il rifiuto della società mondana la
quale, in quanto derivante dall’ assetto stabilito dal falso Dio, era da negare e da
infrangere, pur nei contenuti morali; tale condizione condusse all'accusa di
libertinaggio rivolto agli gnostici dagli scrittori di fede cristiana. Libertinaggio che,
erroneamente creduto un atteggiamento esistenziale lontano da regole morali, per
come fu avviato nel settecento da alcuni personaggi presunti portatori di
rinnovamento nel costume della società dei lumi, costituisce oggi un riferimento
ideologico (rivoluzione sessuale) da parte di movimenti politici, inconsapevolmente
legati a una tradizione storica ben individuata già dai primi secoli del cristianesimo.
Contemporaneamente, da parte dei primi cristiani, il misticismo e l’ascesi
costituirono non un rinnegamento della società umana, quanto una necessaria
riflessione sul disegno divino che, attraverso un affinamento interiore, serviva ad
implementare la comprensione del mondo e del creato, consentendo di
raggiungere attraverso la fede non la conoscenza, bensì l’unione con Dio.
Posizioni antitetiche ma espresse con analoga determinazione, pur con diversa
finalità.
Esponenti di ‘gnosi’ e di gruppi settari più o meno leggendari furono Saturnino,
Menandro, Carpocrate e soprattutto Simon Mago.
Delle numerose sette gnostiche, tra cui i Valentiniani e Marcioniani, che presero il
nome dai personaggi fondatori, risaltano anche quelle che presero come elementi
3
di culto o di contenuto simbolico anche il serpente (Ofitici), il quale richiama il
significato della “conoscenza”, quale riferimento di metodo tratto dall’antico
testamento, oltre alcune sette che individuano anche una natura divina femminile
nella attività di culto (Barbelognostici), richiamando influenze dell’area orientale e
sumerica.
Lo gnosticismo fu influenzato dai gruppi iniziatici ebraici fin dai primi anni del Cristianesimo, tenendo conto della matrice culturale dei primi cristiani. Alcuni
vedono negli Esseni la matrice principale di tali organizzazioni; altri il gruppo degli
Gnostici e in minor misura dei Terapeuti. Sicuramente gran parte ebbe la tradizioneesoterica ebraica della Kabbala. Le caratteristiche di tali gruppi erano basate, come accennato, nel misticismo
ascetico, nell’assetto comunitario che ne livellava le funzioni sociali esterne, lo
studio dei testi sacri con l’interpretazione allegorica o simbolica dei contenuti, su cui
si incardinava l’immanente influsso orientale, per tendere alla ricerca della
conoscenza quale fattore di elevazione al di sopra della fede.
In periodo protoislamico, alcuni secoli più tardi, si innestò il sufismo, considerato addirittura precedente nei contenuti della corrente gnostica rispetto alla nascita
dell’Islam, anch’esso fondato su principi analoghi a quelli delle sette indicate. Ebbe
molta fortuna tra gli islamici eterodossi e rappresenta ancor oggi un inserimento
della religiosità cristiano-gnostica nella tradizione maomettana.
Non va dimenticata la tendenza filosofica della teosofia, diversa dalla filosofia
speculativa, in quanto dà valore alla esperienza mistica nei riguardi dello spirito e
dell’anima, riconoscendo a forme affini di percezione il compito di collegare il
mondo della psiche a quello del corpo. L’avvio di tale ricerca è da attribuire ad
Ammonio Sacca, maestro di Plotino (III sec.); in essa confluiscono influssi
provenienti dall’area culturale orientale, dalla scuola Eleusina e dal misticismo
Esseno.
Gli ESSENI costituivano una comunità iniziatica detta anche «Figli della Luce», che presumevano di essere i veri interpreti della Bibbia rispetto a coloro che
vivevano nel buio della ignoranza. La loro nascita storica viene indicata attorno al Il
4
secolo a.C. e nella tradizione apocrifa si sostiene che Gesù fosse stato educato
nella loro comunità ascetica durante il periodo della propria infanzia.
Membri di una setta religiosa ellenistico-giudaica diffusa tra il sec. II a. C. e il I d.
C., gli Esseni vivevano raccolti in comunità di tipo monastico, cui si accedeva a
pieno titolo dopo tre anni di noviziato: la vita comunitaria era retta da regole quali la
rinuncia alla proprietà privata e, nella maggior parte dei casi, al matrimonio. Le
dottrine degli Esseni, prevalentemente segrete, recano la traccia evidente
d'influenze del pensiero orientale e di connessioni con il sincretismo religioso
caratteristico dell'epoca, mentre il legame con il giudaismo palestinese si
manifestava nella loro rigorosa osservanza della legge ebraica e del sabato,
nonché nei loro contatti con il Tempio. Grandissima importanza rivestivano inoltre le
pratiche purificatorie e i pasti in comune, ai quali era attribuito un carattere
sacramentale. Scomparvero dalla scena storica dopo il 70 d. C. -
Per essi la Bibbia aveva senso simbolico, aperto solo agli iniziati; come i pitagorici
non pronunciavano il nome sacro del maestro.
Alcuni loro “segni” sono passati alla massoneria come la fascia di lino, simbolo di
purificazione, la stella che indica la ricerca della verità e altri simboli operativi.
Il riferimento ai “Figli della Luce” della comunità degli Esseni porterà più tardi alla setta degli Illuminati.
Con tale termine si definivano, nella primitiva Chiesa cristiana, i catecumeni che
aveva ricevuto il battesimo. Furono chiamati illuminati gli aderenti a particolari gruppi di cristiani che si credevano in possesso di una dottrina riservata che fu
adottata da numerosi movimenti ereticali del Medioevo. In epoca moderna furono
così denominati i seguaci di una società segreta anticlericale e contraria alla nobiltà
di potere, fondata nel 1776 da Adamo Weishaupt (1748-1830) e operante nel nord
dell’Europa. La setta durante il periodo della Rivoluzione francese divenne
portatrice dei contenuti esoterici che fornirono la base ideologica in Europa per il
processo di rinnovamento politico antimonarchico.
Gli GNOSTICI non costituivano una comunità come gli Esseni, bensì una corrente culturale portatrice di dottrine intese come conciliazione di contenuti filosofici o
5
religiosi in certo senso opposti o diversi, in cui si mescolavano elementi egiziani,
greci, persiani, babilonesi, giudaici e cristiani. Essi avevano la pretesa di essere i
veri interpreti della dottrina che Cristo avrebbe trasmesso per iniziazione esoterica,
non di una dottrina destinata a tutti e che doveva essere resa comprensibile e
praticabile da tutti (essoterica). La trasmissione di tali principi darà, in seguito,
l’avvio alla corrente letteraria dell'ermetismo.
Quest’ultima definizione deriva dal nome, Hermes Trismégistos (Ermete “tre volte
grandissimo”), dato al presunto autore degli scritti ermetici (sec. II-III). Si tratta di
una figura storicamente inesistente, nata dall'identificazione, avvenuta in epoca
ellenistica, del dio greco Ermete (dio della parola e come tale messaggero di Zeus)
col dio egiziano Thot (dio delle lettere, della misura, dei numeri).
L'interpretazione allegorica del Vecchio Testamento, l'uso dei concetti filosofici
greci, in particolare della dottrina del Logos, nell'esegesi biblica e una teoria dei
numeri semi-mistica caratterizzano la sua forma di gnosi. Gli gnostici cristiani
sostenevano che soltanto coloro che coltivavano le loro forze spirituali erano veramente
immortali e adottarono il complicato insegnamento di una sfera di intermediari
psichici (eoni) tra Dio e le cose terrene, uno dei quali era considerato
Cristo stesso.
La gnosi, intesa come conoscenza, si pone al di sopra di religioni e partiti
presumendo di possedere i segreti profondi del tutto, ma di fatto determinerà nel
corso del tempo una evidente trasformazione della società secondo fini e intenti
che verranno imposti da pochi a molti, tramite lo strumento delle ideologie, della
politica e delle manovre economiche.
Le origini storiche della gnosi sono da ricercare in Palestina e nelle regioni dove
maggiore è la presenza dei figli d' lsraele: Nord africa, Siria, Asia Minore.
Vi fu anche una gnosi pagana iniziata prima di Cristo, come riforma della religione
greca e romana. Filone l'Ebreo (30 a. C.- o d. C.) è un precursore dello gnosticismo
ebraico. Essa si rivolge di preferenza ai Giudei e ai Cristiani e, quando amplia la
propria struttura dottrinale con apporto di culture diverse, si rivolge anche ai
pagani.
Fino al II secolo d.C. si presenta come esoterismo cristiano, riservato a coloro che
6
vogliono andare al di là del battesimo per scoprire i segreti celesti.
Secondo concezioni panteistiche orientali, gli gnostici identificavano l'individuo con
la comunità fraterna, nella quale circolava l'energia creatrice che trasferiva l'iniziato
dalla fede alla conoscenza.
I TERAPEUTI (guaritori o servi di Dio) Membri di una comunità giudaica di tipo monastico dedicata alla vita di contemplazione, della quale si ha notizia dallo scritto
di Filone Alessandrino (sec. I d. C.) . La comunità, la cui sede si trovava in Egitto
presso Alessandria, era composta da uomini e donne dediti a realizzare un ideale di
vita ascetico e versati particolarmente nell'interpretazione allegorica dell'Antico
Testamento. Affini in qualche misura agli Esseni e inclini all’esercizio delle virtù, si
consideravano cittadini del cielo e del mondo.
Si noti l’avvio della concezione universalistica della esistenza, la quale molti secoli
dopo, attraverso i movimenti massonici settecenteschi e mediante un processo di
demolizione mirata della struttura societaria ha sostenuto la attuale visione
mondialista. Il costume dei Terapeuti di mantenere la mano destra al mento, in
atteggiamento pensoso, è stato trasferito alla massoneria, al pari del banchetto
rituale, avente un significato simbolico in cui la tavola rappresenta l’altare, la
tovaglia ricorda il velo di protezione del luogo sacro su cui poggiano gli attrezzi
costituenti il materiale di costruzione del tempio.
La CABBALA
Dottrina esoterica degli Ebrei riguardante Dio e il mondo. La cabbala si diceva
originata da una rivelazione e trasmessa da una catena ininterrotta di iniziati.
Originata da un profondo travaglio spirituale che agitò la società ebraica nei due
secoli immediatamente precedenti alla venuta di Cristo, la dottrina è contaminata da
influssi neopitagorici e possiede una base panteistica: la nostra intima essenza
singola come pure l'essenza del cosmo è la confluenza di un lungo, multiforme
processo in cui Dio manifesta se stesso. Inaccessibile nella sua natura, Dio è però
in qualche modo conoscibile attraverso la bellezza, la potenza, lo splendore, ecc.,
che rappresentano altrettante sue emanazioni. Preesistente alla nascita dell'uomo,
7
la sua anima è formata da un elemento maschile e da un altro femminile, che
subiscono una separazione innaturale e che ricercano la loro unità originaria,
trasmigrando di corpo in corpo. Quando si saranno ricongiunti avrà fine il loro
trasmigrare e sulla Terra si manifesterà di nuovo il Messia avviando un'era di
felicità. Secondo i cabbalisti la rivelazione divina è incentrata sul simbolismo dei
numeri e sul contenuto interpretativo delle lettere della sacra scrittura, al pari di un
codice segreto, per cui avendo Dio affidato la rivelazione al popolo ebraico, è
possibile tramite le 22 lettere dell’alfabeto ebraico scoprire in ogni versetto biblico
significati nascosti uno nell'altro, la cui interpretazione consente di giungere alla
conoscenza ultima.
Libro chiave della cabbala, è Sepher Ha-Zoar (Libro dello Splendore Divino o
Shekinah) che la leggenda attribuisce al rabbino Simeon Ben Jockai del II secoloa.C.- Nel secolo XII la cabbala appare in Spagna con gli Ebrei Sefarditi, per diffondersi in Germania e nel resto dell’Europa. Nel Rinascimento Pico della
Mirandola (1463-1494) venne iniziato alla cabbala unitamente al tedesco GiovanniReuchlin e altri. La ricerca cabalistica divenne materia di studio nelle
accademie rinascimentali e nei cenacoli rosacrociani.
La tradizione gnostica
La gnosi (conoscenza) riguarda, pertanto, l'antica conoscenza che si può definire iniziatica per i contenuti propositivi e il metodo applicato dai gruppi che risentivano
della tradizione ebraica precristiana e continuò, in seguito, con influssi orientali e
greci in età cristiana. L’insegnamento era fondato su principi di rivelazione riservato a pochi eletti, del tipo esoterico, basando i contenuti su presunti insegnamenti
manifestati dal Cristo, diversi dall’insegnamento aperto (essoterico) divulgato dagli
apostoli. Il Vangelo di Giovanni e ll'Apocalisse erano considerati alcuni tra i
riferimenti principali della riflessi della tradizione esoterica del Logos; anche
nell’attuale tradizione massonica il Vangelo di Giovanni è considerato un testo
simbolico della tradizione sapienzale.
Dalla originaria culla mediorientale, la gnosi si espanse culturalmente trasferendo i
contenuti nell’intera area del bacino del mediterraneo e assumendo anche gli
8
apporti della cultura greca (i misteri orfici, eleusini, il pitagorismo e la filosofia
platonica), con elaborazione propria, come risulta dalle interpretazioni degli gnostici
di cui si è fatto cenno in precedenza.
Teso a giungere alla verità attraverso l’intuizione per superare i processi di pensiero
razionale e logico con l’intento di sviluppare la conoscenza del mondo soprasensibile,
lo gnosticismo indaga la sapienza originaria segreta e sviluppa le più varie
tendenze di ricerca.
Una delle più antiche dottrine eterodosse sul Cristo, sorta nell'ambito dello
gnosticismo, disconosce la realtà dell'incarnazione di Dio in Gesù Cristo, che
avrebbe rivestito un corpo umano soltanto apparente e soltanto apparentemente
avrebbe sofferto la passione e la morte corporea.
Altro tema ricorrente è rappresentato dal dualismo immanente in alcune teorie
gnostiche, che contrappongono la lotta del Bene contro il Male, già espresso nella
religione mazdea, per le quali tutta la realtà mondana è negativa, opera di un
antidio (o Dio delle Tenebre) per imprigionare una parte della spiritualità del Dio
della Luce.
Nella gnosi confluiscono, altresì, idee di reincarnazione, pretesa di salvezza in forza
del «pneuma»(spirito) piuttosto che delle opere, anticipando le idee della tesi della riforma protestante. Anche gli scritti ermetici vengono accolti; in essi compaiono
concezioni di tipo panteistico e di tipo dualistico (spirito contro materia).
Gli gnostici credono nell'esistenza di potenze intermediarie «eoni», come anzidetto,
tra l'Onnipotente e la creazione.
La procreazione viene ritenuta indebita appropriazione del «Pleroma» (pienezza
divina) e pertanto è da rigettare in toto; ciò comporta il richiamo umano dell’ascesi
con l’abbandono della condizione mondana, oppure l’alterazione esasperata dei
termini della procreazione con la liberazione sessuale, intesa come antitesi e
negazione dell’atto di unione.
Sotto l'influsso di Zoroastro, il persiano Mani operò una sintesi tra il cristianesimo e
la dottrina Zoroastriana, dando vita al Manicheismo diffusosi tra il III e il VII sec.
anche in occidente e ripreso dalla eresia Catara al tempo delle crociate.
9
La visione manicheista è orientata in senso gnostico e dalla conflittualità tra Bene
e Male. La “sapienza” è sostanzialmente un mito cosmogonico, per il quale alle
origini il Bene (luce, spirito, ecc.) era separato e contrapposto al Male (tenebra,
materia, ecc.). Un sincretismo che tutto accoglie di quanto è stato espresso dalla
spiritualità di culture diverse, di tutto si serve per esprimere il suo dualismo di base,
e tutto riduce, infine, a una dimensione prettamente umana. L'organizzazione
ecclesiastica, che è l'espressione pratica di tale dimensione, distinse gli “eletti”, cioè
quelli che sono capaci di rinunciare alla “vita” mediante una condizione ascetica o
monastica, dagli “uditori”, incapaci di opporsi alla perpetuazione della specie, ma
destinati a tramandare la conoscenza alle future generazioni, dalle quali usciranno
nuovi “eletti”. Quando tutti diventeranno “eletti” il mondo finirà, la “luce” sarà
definitivamente liberata dalle “tenebre” e il mondo del Male sarà ristretto e
imprigionato per sempre nei suoi confini.
Attorno al IV secolo, perseguitati da editto dioclezianeo si ritrovano a Bisanzio e
vengono conosciuti col nome di Pauliciani, per i loro collegamenti con la scuola diPaolo di Samosata. Nell’ambito dell’impero percorrono il territorio balcanico fino a raggiungere la Lombardia e stabilirsi nel territorio di Milano e raggiungere poi la
Francia.
La dissoluzione dell’impero romano d’occidente, le compenetrazioni politiche e
culturali dell’impero d’oriente in Italia e soprattutto nel mezzogiorno della penisola, il
fenomeno del monachesimo con l’apporto delle istanze religiose di influsso
orientale, il diffondersi della cultura greco-pagana e la diaspora ebraica che, dopo
la distruzione finale di Gerusalemme nel 135 d. C., determinò la presenza di una
catena di comunità giudaiche fuori della Palestina per diventare poi, la maggior
parte del popolo ebraico in tutta l’Europa occidentale e orientale, favorirono il
trasferimento delle dottrine gnostiche, dei principi esoterici contenuti nella cabbala
e dei contenuti misterici dei culti greci e orientali.
Questi ultimi, già presenti nella tradizione storica di Roma per il ruolo egemone
svolto nel contesto della geografia del territorio dell’impero, si trovarono in tal modo
a contatto con il cristianesimo dei primi tempi, ancora in fase di stabilizzazione e di
maturazione dogmatica e dottrinale, favorendo la compenetrazione di concetti e
10
credenze tali da costituire una miscela culturale che, trasferita nel campo dei
contenuti religiosi, condusse all’assunzione di visioni ereticali e alla formazione di
movimenti in netto contrasto con l’ortodossia cristiana.
A questi movimenti si ispirò il cristianesimo esoterico medioevale, sostenuto dai
movimenti ereticali religiosi e anche da ordini militari quali i Templari, e da altre
dottrine esoteriche ebraiche quali la Kabbala. Si rammenta che nella prima metà dell’XI sec. furono condannati al rogo numerosi chierici francesi e tredici canonici
per le idee gnostiche, le quali continuarono a trovare ampia diffusione in Provenza
e Linguadoca, nelle Fiandre e nei capoluoghi dell'Italia settentrionale, ove erano
stanziate numerose comunità ebraiche. La loro gerarchia, in tre gradi - credenti,
eletti, perfetti - si ritrova più tardi tra i Catari (puri) e gli Albigesi (dalla città di Albi incui si stanziarono) con le loro credenze antisociali. Lo Gnosticismo ereticale e i movimenti anticristiani prima della Riforma
I Catari costituirono il più vasto movimento ereticale del Medioevo, trasferitosi probabilmente attraverso la Penisola Balcanica e diffusosi, tra il sec. XI e il XIII,
nell'Europa (Francia e Italia settentrionale). Sono evidenti le tesi manicheiste dei
Catari nel professare un dualismo basato sulla contrapposizione tra il bene e il
male, conflitto fra Dio e Satana. Il Male trae origine da Satana, identificato col Dio
del vecchio testamento, mentre Cristo è considerato come un inviato del Dio del
bene per salvare l'umanità, sul quale però il demonio ebbe il sopravvento
conclusosi con la morte sulla croce. La croce è quindi considerata un oggetto da
deprecare; non a caso, quando ci fu il processo contro i Templari, gli stessi furono
accusati di sputare sulla croce per il motivo indicato. Molti cavalieri templari, inoltre,
manifestarono adesione al catarismo con la propria partecipazione e senza le
insegne dell’ordine, per difendere i Catari durante le repressioni attuate nei loro
confronti. Secondo la visione di tale movimento ereticale, il male si insedia
nell'uomo tramite la materia, per trasmettere la vita la quale è un'indebita
appropriazione di ciò che appartiene allo spirito; la vita e, di conseguenza, il
matrimonio che trasmette la vita, sono cose cattive, in cui l'anima vive prigioniera di
Satana. Ne conseguiva una svalutazione del mondo materiale, che li portò al
11
docetismo e alla negazione della validità dei sacramenti, cui i Catari
contrapponevano l'unico rito iniziatico spirituale del consolamentum (imposizione delle mani e dei Vangeli e tradizione del Pater-noster), al quale talvolta faceva
seguito la prassi dell'endura (morte volontaria per fame o per mano dei familiari dichi aveva ricevuto il consolamentum), un ascetismo severo comportante l'astensione dal matrimonio e la rigorosa separazione dalla sfera mondana, con il
disprezzo per la potenza e le ricchezze, il rifiuto di prestare giuramento o di usare la
violenza.
Durante il papato di Innocenzo III erano presenti decine di sette di Catari, tra cui i
Patarini o Pitocchi (straccivendoli), Popliciani, i Texerantes (tessitori), i Catarelli, iRotari, i Pietrobrusiani (ispirati da Pietro di Bruys) e gli Albigesi.. L'eresia contava oltre 70 vescovi catari e una larghissima diffusione per cui la
chiesa istitituì l' Inquisizione che, unitamente all’azione repressiva degli stati, determinò la dispersione del movimento tra il sec. XIII e i primi anni del secolo
successivo. Il movimento ereticale cataro, sostanzialmente con il libero esame e
interpretazione della Scrittura, la revisione e reinterpretazione della struttura della
Società, oltre la contrapposizione violenta alle gerarchie di potere ecclesiastiche,
formò il terreno allo sviluppo di altri correnti ereticali fino alla riforma protestante.
Contemporaneamente ai Catari si sviluppò l'eresia valdese, aderente a uno dei principali movimenti religiosi medievali, successivamente confluito nella Riforma
protestante, che si inserisce invece nell'ambito del Cristianesimo, tramite
l'insegnamento del mercante Pierre De Vaux, lionese, che nel decennio 1170-80
scelse la povertà evangelica, costituendo il movimento dei “poveri di Lione”.
Tradusse la Bibbia in lingua volgare affidandola al libero esame dei credenti sotto la
diretta ispirazione dello Spirito Santo (1176), ma per gli errori dottrinali fu
condannato dal Pontefice (1184). Sino dagli inizi, il movimento si scontrò con
l'opposizione della Chiesa. Al rifiuto del programma dei valdesi da parte del III
Concilio Lateranense (1179) seguì la scomunica del Concilio di Verona (1184).
I contenuti della eresia valdese vennero recepiti da ambienti già legati
all'eterodossia, dando luogo a un movimento religioso caratterizzato da una
12
tendenza anti-istituzionale particolarmente radicale e da una notevole capacità di espansione missionaria in Europa fino all'Ungheria e nella Boemia, estendendosi in
molte regioni d’Italia. I motivi fondamentali del valdismo medievale consistevano
nella predicazione itinerante del Vangelo al popolo e nella manifesta povertà di vita.
La predicazione sviluppava contenuti antitradizionali quali la negazione del
purgatorio e delle messe per i defunti, la validità dei sacramenti amministrati da
sacerdoti indegni, la riduzione del numero stesso dei sacramenti al battesimo,
all'eucarestia e alla penitenza e il rifiuto della gerarchia ecclesiastica.
Verso l'ordinamento civile ed ecclesiastico del tempo manifestavano aperta
contestazione. Nel sec. XV i valdesi di Boemia si unirono con gli hussiti e
confluirono nella Unitas Fratrum; quelli di lingua neolatina aderirono nel sec. XVIalla Riforma protestante, adottando le Ordonnances ecclesiastiche ginevrine, tramite la quale, pur con le continue repressioni intervallate dal riconoscimento della
libertà di culto, fu garantita la pienezza dei diritti civili durante il periodo
napoleonico. La loro attività continua ancor oggi con intenti di evangelizzazione,
costituendo l’unico movimento superstite dal medioevo per le posizioni moderate
assunte nel corso dei secoli.
Anche gli Albigesi costituiscono una corrente ereticale medievale derivata daiCatari. I primi gruppi di questi eretici provenivano dalla Penisola Balcanica fermandosi nella Francia del sud, con centro nella regione di Albi, e organizzandosi
in diocesi tra la fine del sec. XII° e l'inizio del XIII°. Fondamento della loro dottrina
era un dualismo di tipo manicheo, sempre legato alla contrapposizione del Bene
contro il Male.
Si trovarono subito in netta opposizione contro la corruzione e la presenza del male
nel mondo che si individuava principalmente nel clero cattolico. Il loro impegno era
basato su un ideale di vita austera, predicavano contro i vizi e le mollezze,
auspicando il ritorno allo spirito originario del Vangelo. Disprezzavano la materia,
come naturale dimora del male, e tutte le manifestazioni legate alla vita mondana.
Nel 1208 Innocenzo III proclamò contro di loro una crociata che l’anno dopo
13
annientò la loro resistenza che fu ripresa negli anni tra il 1240 e il 1242, senza
alcun esito.
Alla resistenza albigese contro la Chiesa parteciparono Catari e Valdesi.
Contro i Catari e gli Albigesi predicarono i Cistercensi e ancor più i Domenicani, il cui ordine fondato nel 1200 fu approvato nel 1215.
Oltre ai Catari, praticamente scomparsi all'inizio del sec. XIV, vennero sottoposti ai
rigori dell'Inquisizione i Valdesi, i francescani dissidenti detti anche Spirituali, gli
Ebrei convertiti che continuavano a praticare il loro culto in segreto, i Cavalieri del
Tempio (templari), gli Hussiti e i Satanisti dei sec. XV e XVI.
I TEMPLARI
Nel 1118 , Ugo di Payns costituisce una milizia denominata l' Ordine dei povericavalieri del Cristo. Il nuovo ordine militare coniugava i principi base del monachesimo (povertà, castità, obbedienza) all'uso delle armi a protezione dei
pellegrini che si recavano in Terrasanta. Il re di Gerusalemme, Baldovino II, accolse
i primi cavalieri nel suo palazzo, presso la moschea di Al-Aqsa, dove in passato
sorgeva il Tempio di Salomone. Da questo momento la nuova milizia prese il nome
di Ordine del Tempio ed i suoi membri Templari. In pochi anni i cavalieri Templari assunsero un ruolo sempre più incisivo dal punto di vista militare, sia in Terrasanta
che nella penisola iberica, ancora occupata dagli invasori di fede islamica, per
estendersi poi in tutta Europa. Nei primi tempi lo sviluppo del nuovo ordine apparve
modesto ma, dopo il ritorno di Ugo di Payns nel 1127, l’Ordine ebbe pieno
riconoscimento dal Papato e sostegno economico in tutti i paesi europei, fino alla
sua scomparsa, avvenuta con le note vicende che videro impegnato il re Filippo IV
di Francia e Papa Clemente V per la soppressione dell’Ordine, conclusosi
formalmente con la morte dell’ultimo Gran Maestro Jacques de Molay il 18 marzo
1314.
I beni e l'eredità materiale dei Templari confluirono in gran parte nel patrimonio
degli Ospitaleri o di S. Giovanni Gerosolimitano. Da un punto di vista spirituale
ancor oggi molte organizzazioni rivendicano una continuità con l'Ordine, già
iniziatasi fin dalla morte al rogo dell’ultimo maestro e conosciuta come Neo
14
Templarismo, in cui si sovrappongono contenuti mitologici ed esoterici come il rito di accoglienza di un Templare, successivamente adottato dalla Massoneria. Anche i
circoli alchemico-occultisti ed esoterici come i Rosa-Croce si ispirarono ai Templari
e ai loro rituali. Si ricorda, inoltre, che nel poema del XIII secolo di Wolfram von
Eschenbach, i Templari erano associati alla custodia del Santo Graal e anche
all'eresia Catara, come indirettamente confermato dalla presenza di numerosi
cavalieri del tempio durante le guerre di soppressione del movimento ereticale.
Nel mondo esistono numerose organizzazione Neo-Templari impegnate nella
rivalutazione dei Cavalieri, tra cui qual il riconoscimento da parte della Chiesa con
l'annullamento della bolla pontificia che sospese l’Ordine militare.
Gli HUSSITI
La dottrina dei seguaci di Jan Hus, sacerdote ceco (1371-1415), deriva dalla
dottrina agostiniana della predestinazione, che identifica la Chiesa universale nella
società di tutti gli eletti. Capo della Chiesa è soltanto Cristo e, in materia di fede,
l'autorità assoluta è soltanto la Bibbia. Il Papa può considerarsi “vicario di Cristo”
solo se possiede le vere virtù dell'apostolo, altrimenti è un rappresentante
dell'Anticristo. L'imperatore ha diritto a privare gli ecclesiastici indegni dei loro beni
temporali.
I quattro principi che gli hussiti (Fratelli Boemi) stabilirono nel Sinodo di Praga del
1417 e che furono promulgati nel 1420 consistevano nella libera predicazione della
parola di Dio; l'Eucarestia doveva essere distribuita sotto le due specie del pane e
del vino, le grandi proprietà ecclesiastiche dovevano essere abolite, ogni atto
contrario alla legge divina doveva avere la sua giusta punizione. Con la Riforma
luterana i Fratelli Boemi ammisero nel loro corpo di dottrine alcune tesi di Lutero,
come risulta dalla Confessione boema (1575), documento fondamentale della setta.
Il SATANISMO rappresentò nel passato la esplicitazione dei contenuti magico misterici dei culti legati alla fertilità e al naturismo pagano di matrice orgiastica, che
troviamo nella tradizione Bacchica, nel Sabatio romano e in tradizioni ancora più
antiche quale quella Cananea, che prevedevano anche sacrifici umani. Lo scopo
15
del satanismo è l’attivazione delle potenze che tendono a ribaltare l’attuale assetto
cristiano in visione opposta e a sostegno di una chiesa luciferina. Ebbe molto
sviluppo nel rinascimento in un periodo in cui tra umanesimo e ricerca di temi
neopagani furono riesumati atteggiamenti idolatrici e rituali pagani, sfocianti in
aberrazioni sessuali ed eresie teologiche, molto presenti nel medioevo con il
fenomeno della stregoneria. In tempi recenti il Culto Palladico Universale,
sviluppato in alcune logge massoniche nell’800 a opera di alcuni adepti, tra cui lo
stesso Mazzini, ripropose il dualismo gnostico con Jahvè considerato dio del male
e Satana dio del bene, con evidente intento anticristiano, anche se Léo Taxil (1854-
1907), un massone autore di opere anti-clericali, nel 1897 confessò di avere
completamente inventato la storia del palladismo per prendersi gioco della credulità dei cattolici. Attualmente il Satanismo costituisce una delle sette più forti e radicate
nel mondo soprattutto in America del Nord e in Europa.
I Rosacroce
II rosacrocismo è legato alla figura del cavaliere tedesco Christian Rosenkreuz
(1378) fondatore di una società segreta in Germania e basata su una sintesi
dottrinale derivante dalle sue presunte esperienze nel campo della conoscenza
presso le più diverse culture iniziatiche tra cui gli Gnostici, i Cabalisti e gli
Alchimisti. Tale setta apparve in una prima fase come attività letteraria di chierici
(XIII – XIV sec.) influenzati dal pensiero islamico e giudaico, tra i quali Jean
Klopinel autore del Roman de' la Rose, rivolto a ridicolizzare la Chiesa e il celibato, e a proclamare un una società fondata sul comunismo religioso ed etico-sociale.
Sono considerati precursori del rosacrocismo Ruggero Bacone (inglese: 1214-
1294), l'alchimista e astrologo Arnaud Di Villeneuve (1240-1313) e l’alchimista
Nicola Flamel (1330-1418). Il loro impegno consisteva nell’esercitare la medicina
senza alcuna retribuzione, nella carità, nel dimostrare che il Papa incarnava
l’Anticristo. Auspicavano un ritorno dell’Uomo alle cerimonie e ai sacramenti
osservati dai primi cristiani.
All'inizio del Cinquecento il movimento rosacrociano si legò coi gruppi anticipatori
della Riforma definiti ‘evangelici’, per l’adesione incondizionata all’applicazione
16
pedissequa degli scritti neotestamentari. Gran parte del lavoro di collegamento
ideologico con i propugnatori del movimento riformista furono svolti da Giovanni
Reuchlin, esoterista tedesco, fondatore di un cenacolo basato sulla trazione
giudaica della cabbala e degli scritti ermetici.
Il 31 ottobre 1517 Lutero, che adottava l'emblema dei Rosacroce, pubblicò le sue
95 tesi a Wittemberg in cui si proclamava il libero esame della Scrittura, la
giustificazione mediante la sola fede, la predestinazione rigida, la ribellione contro
Roma. I Rosa Croce sostennero il movimento riformista con Giovanni Reuchlin e
altri.
Soltanto tra il 1614 e il 1616 apparvero tre “manifesti” – la Fama Fraternitatis, la
Confessio e le Nozze Chimiche di Christian Rosenkreutz, prodotti dal un pastore luterano tedesco Johann Valentin Andreas (1586-1654) in cui veniva proposto un
progetto di riforma politico-religiosa contro la Chiesa cattolica della Controriforma e
gli Asburgo. Per tale motivo, sostenuti dagli inglesi, presentarono il «gran disegno»
di una repubblica universale, risultante dal coagulo di 15 stati europei sotto l'egida
dell'Inghilterra :”…La grande opera, forse più grande della costruzione del Tempio un tempo desiderato da Davide…”.È la costruzione
in nuce del grande disegno che dalla seconda metà del settecento vide impegnate le logge massoniche mondiali nella attuazione della struttura
economica e politica in visione mondialista, costruita su una Europa moderna neoilluminista
e “illuminata” nel senso esoterico del termine.
Man mano che i rosacroce acquisivano potere si organizzavano in circoli e gruppi, contagiando anche la massoneria e trasformandola da struttura operativa in società
speculativa, creando in tal modo una nuova cultura di notevole influenza. Tra la fine
del Seicento e il Settecento nei sistemi iniziatici della massoneria i gradi
“rosacrociani” vennero assegnati in unione con i gradi massonici, presenti ancora
oggi nella gerarchia delle logge massoniche.
Gnosi, cabbala e altre correnti religiose e filosofiche di derivazione orientale e greco
- pagana presenti nei movimenti ereticali del tardo medioevo (Catari, Albigesi ecc…) assorbiti dall’Ordine dei Templari e dagli stessi pellegrini nel periodo delle
17
crociate e durante i loro viaggi in Terrasanta, costituirono la struttura portante di tutta
la tradizione neopagana rinascimentale, rosacrociana e massonica, che oggi
sostiene la complessa dimensione dell’attuale contesto sociale e pseudo-culturale,
caratterizzandone le espressioni più varie del relativismo gnoseologico e morale
contemporaneo.
Gli elementi distinguibili sono:
a) dualismo palese dei sistemi gnostici comportanti la contrapposizione tra spirito e la materia, quest’ultima intesa come regno del male e derivante un’unità
originaria indistinta Pleroma. Da tale dimensione un Dio originario e inconoscibile emana esseri celesti (Eoni). La successiva «caduta» fuori da questa unità di uno o
più esseri celesti è determinata da un dio malvagio (Demiurgo) il quale,
direttamente o tramite gli arconti, crea il mondo materiale. La esistenza nell’uomo di una scintilla divina, permette ad alcuni uomini di risalire dal mondo della materia
fino al mondo divino. Occorre allora distruggere tale dimensione materiale,
esaltandone gli aspetti più deleteri per consumarne i fondamenti e ricostituirne i
contenuti, con una diversa visione rapportata alla antitesi etica dell’attuale assetto.
E la politica della dissoluzione dell’attuale modello umano e del controllo totale e
indiscriminato dei processi di trasformazione indotta;
b) carattere primario della conoscenza sulla fede e la conseguente opposizione all’ortodossia cristiano-cattolica. Un sistema fondato su principi gnoseologici è
l’unico mezzo di salvezza per l’uomo. Tutti i movimenti, i gruppi, le sette che
garantiscono il primato della conoscenza su qualunque altro mezzo di salvezza per
l’uomo, costituiscono i necessari complementi di una società divisa che isola
l’uomo per controllarne lo stato emotivo, le aspirazioni e garantire, nel contempo, un
percorso solo apparentemente individuale, fondato sulla comunione dei principi
conoscitivi e la totale adesione. A tale processo compartecipano gli attuali percorsi
di ricerca filosofica e gli indirizzi politici, con il relativismo esistenziale, le tendenze
spinte della ‘liberazione morale’ in tutti i campi della società e la globalizzazione
indistinta sostenuta dai sistemi totalitari e liberali, uniti in una visione sincrona di
condizionamento generalizzato;
18
c) ripresa di tradizioni esoteriche occidentali, orientali e di mitologie cosmogoniche, che costituiscono oggi i vasi di espansione solo psicologica della
apparente ricerca individuale della conoscenza, mistificata con proiezioni pseudo
scientifiche di matrice eco-ambientalista o di apparente religiosità come la corrente
sincretista della New Age, la chiesa di Scientology, le sette di ispirazione buddista,
le religioni estremo orientali e i movimenti di ispirazione teosofica; i quali ultimi
riprendono anche principi di estrazione induista, panteistica e animistica in cui, tra
l’altro, oltre alla ripresa di teorie reincarnazionistiche si propone di unire tutte le fedi
creando una base comune per una religione universale. Nella concezione teosofica
Dio viene ad essere considerato un principio impersonale che pervade ogni cosa,
giacché non distingue fra creatore e creatura. Tale concezione è agli antipodi della
fede cristiana, la quale crede e adora un Padre-Dio personale. Un principio non ha
vita in sé stesso, è semplicemente un pensiero o un concetto. Il Dio dei cristiani è
vivente ed è una Persona.
La gnosi massonica
Organizzatasi nel medievo con le strutture corporative dei liberi muratori, e
trasformatasi nel sec. XVIII con intendimenti spiritualisti e speculativi, la massoneria
si arroga origini antichissime e si rifà alla costruzione del Tempio di Gerusalemme
(sec. X a. C.) come al simbolo-mito del principio creativo. La data di nascita della
moderna massoneria è fissata nel 1717, anno in cui le logge londinesi si riunirono
nella Gran Loggia di Londra. Nel 1723 la massoneria ricevette le sue "Costituzioni"
dal pastore presbiteriano James Anderson. La enunciazione volgare manifesta:
“È portatrice, nella storia, di una cultura ch’è sintesi della spiritualità mediterranea
antica (egiziana, ebraica, ellenica, romana). Si tratta di una cultura che stimola
nell’uomo una palingenesi consapevole e razionale (rinnovamento radicale dell’io),
praticata fin dal passato attraverso l’iniziazione…La Massoneria è un Ordine
universale iniziatico che mira al perfezionamento e alla elevazione dell’uomo, senza
distinzioni di lingua, cultura, religione, stirpi o ideologia politica. Il suo scopo è la
costruzione di strutture sociali di bene, sulla base della fraternità universale, della
saggezza, della forza dell’amore e della ragione, della bellezza, della pratica della
tolleranza (in tutti i campi), della lotta contro ogni fanatismo e dell’esercizio della
libertà. Una volta era segreta; oggi non più, ma semplicemente-riservata.
19
Le sue matrici culturali risalgono alla sapienza egizia (ermetismo), all’ esoterismo
ebraico e cristiano (Antico Testamento, kabbalah; Nuovo Testamento), all’
esoterismo greco (misteri eleusini, orfismo, pitagorismo, platonismo), all’esoterismo
romano (religione di Mitra - Dio solare dell’amicizia e dell’ordine cosmico. Fu divinità del pantheon vedico, presente anche nella tradizione iranica. Poi dalla Persia si diffuse a Roma,
divenendo religione ufficiale sotto l’imperatore Aureliano (270-275 d.C.)”.
“Nel Tempio dei Liberi Muratori c’è un simbolo (tra i tanti in cui è racchiusa la sapienza massonica) che campeggia in alto, a Oriente, sulla cattedra del Maestro
Venerabile: è la Stella fiammeggiante o Pentalfa: cinque Alfa, cioè cinque principi,
perché ai tradizionali quattro (Terra, Acqua, Aria, Fuoco) si aggiunge l’Intelligenza.
Ha la lettera «G» al centro, che indica Dio, la sua Luce: Geova (in lingua ebraica
Jeova, Jahveh, Jeve…oppure può essere l’iniziale di Geometria, intesa come la
scienza divina che regola l’armonia del cosmo; o di Gnosi: la perfetta conoscenza
delle supreme verità filosofiche e religiose, attingibile solo attraverso il cammino
iniziatici “.
Dal sintetico riporto, ripreso dalla propaganda esterna dei contenuti massonici è
possibile individuare il carattere relativista adatto al pluralismo dottrinale del mondo
moderno. Nella massoneria non si evidenzia una dottrina, ma piuttosto un metodo col quale affrontare la ricerca della conoscenza che diventa discussione comune
nell’ambito degli aderenti. Tutto può essere messo in discussione, tranne il metodo
stesso. Esiste, pertanto, un principio razionalista che si unisce alla dimensione
dell’esoterismo nella manifestazione della ricerca a cui si collega il progetto, teso a
alla edificazione muratoria del tempio universale, ovvero alla realizzazione delle
aspirazioni dell’uomo basate su principi egualitari, libertari e comunitari, lontani da
ogni condizionamento di tipo religioso.
La massoneria, istituzionalizzatasi come anzidetto nel settecento, contribuì a
sostenere e organizzare la Rivoluzione francese, in visione antimonarchica e,
successivamente, a determinare l'apertura liberale dopo la Restaurazione. A ciò
contribuirono notevolmente i seguaci della società segreta anticlericale e contraria
alla nobiltà di potere, fondata nel 1776 da Adamo Weishaupt (1748-1830) e
20
operante nel nord dell’Europa detta degli “lluminati”. La setta, durante il periodo
della Rivoluzione, divenne portatrice dei contenuti esoterici che fornirono la base
ideologica in Europa per il processo di rinnovamento politico unitario. Si trattò di una congiura massonica, preparata da "società di pensiero" uguali a quelle
studiate da Augustin Cochin (1876-1916).
In Italia ebbe diffusione nella seconda metà del settecento, raccogliendo
esponenti del pensiero illuministico che conciliava stabilità delle istituzioni e
rinnovamento civile, per assumere un ruolo di spicco nell'Italia risorgimentale e
Unitaria. In Italia operarono principalmente, soprattutto ai primi dell'Ottocento, la
Carboneria, diffusasi in tutta Italia a partire dal meridione e gli Adelfi, con ideali repubblicani e democratici, nell'Alta Italia. Particolare importanza ebbe in età
risorgimentale la Giovine Italia, di Giuseppe Mazzini. L’azione massonica fece della presa del Vaticano, con la breccia di Porta Pia nel 1870, una data storica nel
programma di abbattimento reale della teocrazia.
Fra i suoi fedeli sostenitori e membri vi furono Manin, Cavour e Garibaldi.
Anche negli Stati Uniti, dove ebbe tra i suoi rappresentanti G. Washington, svolse
un ruolo fondamentale nel processo di liberazione delle colonie. Iniziativa compiuta
con il distacco del Grande Oriente da Londra (1771-73) in preparazione della
guerra di indipendenza, sostenuta dalle logge dissidenti dell’irlandese Dermott e da
Beniamino Franklin e finanziata da Haim Salomon.
Le teorie del razionalismo che invocavano la nascita di una società ispirata ai
principi della ragione per rispondere al piano del divino “Grande architetto
dell'Universo”, provocarono la reazione della Chiesa. Già avversa, quest'ultima, alle
associazioni segrete di mestieri del Medioevo, emise una bolla di condanna con la
“In Eminenti apostolatus specula” di Clemente XII (1738), successivamente con la“Costituzione Apostolicae Sedis” di Pio IX e l'enciclica “Humanum genus” di Leone XIII (1884). In ultimo, la Congregazione per la Dottrina della Fede con dichiarazione
del 26 novembre 1983 ha sancito, segnatamente alle associazioni massoniche, la
inconciliabilità tra fede cristiana e massoneria.
Molti studiosi individuano nella gnosi la struttura di base della massoneria per i
21
seguenti contenuti:
- la matrice sincretistica – vale a dire l’inserimento delle più svariate componenti culturali e ideologiche nel corpus della ricerca che viene compiuta dagli aderenti,
sul metodo del relativismo teoretico e morale.
«La massoneria è l'erede di questa scienza più alta (la Gnosi) custodita dai maestri delle antiche religioni che illuminarono lo spirito umano. Questi antichi culti
insegnavano una dottrina esteriore, e una dottrina segreta. Un cristianesimo
iniziatico veniva presentato dagli gnostici in opposizione a quello essoterico, aperto
a tutti, di origine apostolica. Se al tempo delle persecuzioni si imponeva ai cristiani il
segreto, esso non fu mai interpretato come esoterico, ma solo dettato dalla
prudenza contro i persecutori. Noi arriviamo così (con la Gnosi) al Mistero
trasmesso di generazione in generazione sotto forma di tradizione segreta
(cabbala) comunicata a coloro che erano capaci di accoglierIa e trasmetterIa.
Questa scienza era la Gnosi, che traeva le sue dottrine e idee da Platone e Filone,
dai zendavesta persiani, dalla cabbala degli Ebrei, dai Libri Sacri dell'Egitto e
dell'India, e che fece in tal modo penetrare nel Cristianesimo originario una gran
parte degli antichi insegnamenti dell'Oriente» (Pike Albert, Morals and Dogma,
citato da Stewart T.M. in Mansonery and its Message, pp. 55s.). - Ia palese componente iniziatica che affonda le sue radici nella tradizione egizia
preebraica ed ebraica vetero-testamentaria ed essenzialmente anticristiana ;
- la dimensione esoterica di derivazione gnostica, che viene riservata a pochi eletti
in un processo di attribuzione gerarchica di ruoli a cui vengono svelati per gradi i
misteri della conoscenza e i contenuti delle effettive finalità del gruppo. La necessità
della riservatezza quindi, che si trasferisce poi nella segretezza di compiti e funzioni
riservate a cerchie sempre più ristrette di individui;
- la visione panteistica di influsso orientale precristiano, che nel corso del tempo ha
consentito di assimilare le dottrine esoteriche di derivazione pagana e orientale, le
correnti gnostiche e riformiste, i movimenti culturali e le filosofie proprie dell’ateismo
22
contemporaneo:
«Il regime della Massoneria speculativa moderna data dall’inizio del secolo XVIII, quando fu codificata l’attuale costituzione massonica inglese. Ma la Massoneria
esisteva già da lungo tempo sotto duplice forma: essoterica (aperta - palese) nelle
gilde dei costruttori) ed esoterica (iniziatica) in varie comunità segrete, composte di
mistici e occultisti che non avevano alcun rapporto coi lavori pratici dei costruttori
ma si nascondevano dietro la loro facciata. Era la Gnosi segreta, la cui corrente è
sussistita segretamente nei secoli cristiani sotto l’apparente religione elementare…
Nessuno può leggere la storia inglese o europea a datare dal memorandum di
Enrico VI senza rendersi conto che tale storia ha un lato sotterraneo sconosciuto o
trascurato dagli storici accademici. La vita e le produzioni letterarie di uomini quali
Paracelso, l’abbé Tritheim, Basil Valentin, Jacob Boheme, George Johann Gichtel,
Thomas Vaughan ed Elias Ashmole, per non darne altri, forniscono indicazioni alla
superficie di una forte corrente sotterranea di cui non esiste alcuna storia e
probabilmente non esisterà mai.
Questa corrente ha la sua fonte nella perpetuazione della scienza massonica
segreta e nelle sue manifestazioni pubbliche sotto la forma altamente diluita ed
elementare della Massoneria speculativa moderna.
La riforma religiosa del XV secolo è stato il primo episodio di un movimento
rivoluzionario di vasta portata nella vita intellettale, sociale e politica dell’occidente,
un movimento di cui non è ancora in vista lo sbocco… La decisione sembra allora
essere stata presa da spiriti illuminati con la previsione di far rivivere la vecchia
gnosi mistica tradizionale sotto una forma semplice, capace di interessare una
piccola parte del pubblico” (Wilmshurst W.L., The Masonic Initiation, Rider & Co. pp. 190 s).
- l’opposizione alla Chiesa cattolica in tutte le manifestazioni ideologiche, politiche e
sociali. Lo scopo della Massoneria è di condurre i propri membri alla "Gnosi" come
unica possibilità di raggiungere l'Essere divino e di superare la contraddizione che
esiste tra la fede e la scienza. Tale “Gnosi" è l'Antroposofia" di Rudolph Steiner con
il suo principale paradigma del panteismo. Di conseguenza anche la tolleranza in
23
materia dogmatica, propria della Massoneria, è basata sul convincimento che
nessuna società religiosa, Chiesa Cattolica compresa, possiede la verità intera.
Benché in tutte le religioni si trovino brani della conoscenza religiosa naturale, le
altre conoscenze rappresentano soltanto una preparazione alla vera scienza, ossia
alla “gnosi", con totale opposizione alla fede.
Nel 1848 Garnier-Pagès aveva dichiarato: “La repubblica è radicata nella massoneriae la massoneria è la repubblica ombra». In seguito, e in tempi recenti, un Gran Maestro dei massoni, Jacques Mitterand, ha aggiunto:
«Questo non significa solamente operare per il diritto di autodeterminazione, che è la regola da noi posta; significa anche servire la repubblica, e nel nostro mondo
occidentale questo esige anche la rivolta contro le forze della reazione, come sono
personificate dalla Chiesa cattolica romana. Noi non ci accontentiamo di essere nei
nostri templi la repubblica ombra, noi siamo contemporaneamente l'Anti Chiesa». (Documento di Joseph Stimpfle, Vescovo di Agusta, presidente della Conferenza
Episcopale Tedesca incaricata per l’inchiesta sulla massoneria, 1986).
- In ultimo, è da evidenziare anche la marcata tendenza socialista della visione
massonica. Forme di socialismo comunitario fondato su principi etico-religiosi si
ritrovano nelle comunità pitagoriche magno greche; nella struttura organizzativa
degli esseni (sec. II e I a. C.) in cui si praticava la comunione dei prodotti agricoli e
una gestione comunitaria dei beni e del lavoro. Anche nel mondo dei primi cristiani
il messaggio evangelico fu interpretato in chiave radicale con la rinuncia ai beni del
mondo e la gestione comunitaria delle sostanze. Visione continuata in ambiente
cristiano con gli estremismi del movimento francescano (spirituali e dolciniani) e le visioni dei movimenti ereticali e rivoluzionari già trattati.
Il socialismo, nel suo concetto generico di condizionamento dell'individuo a
vantaggio del gruppo, è in forme più o meno accentuate sempre esistito. La
prevalenza del gruppo nella vita individuale ha avuto aspetti importanti presso
culture antiche con la condivisione dei beni e la subordinazione della famiglia alle
condizioni poste dalla comunità. A volte questa invadenza era imposta dal potere
dominante del capo, che creava condizioni di schiavitù e costringeva a forme di vita
24
molto pesanti, nelle quali la libertà dell'individuo era ridotta al minimo o addirittura
annullata.
Storicamente si è accertato che i raggruppamenti esoterici sono relazionati a ideali
socialisti e come esigenza inevitabile nella espressione del gruppo stesso. In tali
gruppi si entra legandosi al segreto e assumendo impegni che comportano rinunce
a opzioni personali tesi al raggiungimento di obiettivi comunitari e in stretto legame
di intenti, per le finalità decise, solo apparentemente, su basi ideologiche.
Jacob De Haas in “The Macabean” afferma: “La rivoluzione russa è una rivoluzione ebraica; poiché essa significa un punto di svolta nella storia
ebraica. Essa derivò dal fatto che la Russia era la patria di quasi la metà di
tutti gli Ebrei della terra. Perciò la caduta del regime zarista potrà avere una
grande influenza sul destino di molte migliaia di Ebrei recentemente emigrati
in altri Stati. Inoltre la rivoluzione russa è una rivoluzione ebraica anche per il
fatto che gli Ebrei sono stati i rivoluzionari più attivi nella Russia zarista “. La visione, improntata al socialismo religioso delle correnti gnostiche, attraverso un
processo di razionalizzazione e di pragmatismo operativo ha poi generato il
socialismo della rivoluzione francese, ha prodotto il comunismo sociale ed
economico del marxismo per distruggere i sistemi di potere obsoleti fondati per lo
più sulla monarchia e formare le basi della struttura laica e materialista. Oggi, con
apparente strano connubio di legame alla gestione capitalista, ha ampliato gli intenti
finalizzati alla definizione consumistica del materialismo di partenza, evidenziando
la visione strumentale dei supposti contenuti ideologici e teoretici .
Nella massoneria troviamo, quindi, gnosi, cabbala, occultismo, astrologia, alchimia e
tendenze di derivazione orientale che, attraverso le accademie, hanno fornito il
supporto neopagano all’illuminismo fino all’attuale relativismo etico e morale.
Se le connotazioni della struttura Massonica sono palesi per quanto concerne
le origini e la impostazione, non sono altrettanto chiari gli effettivi contenuti e
finalità.
Riferisce a tal proposito J. Bidegain (Grand orient, ses doctrines et ses actes,
pag.186) : “Dalla storia e dallo studio degli avvenimenti é manifesto che la
25
massoneria, Ia quale è incontestabilmente d'origine giudaica, è per gli
Israeliti uno strumento di azione e di lotta di cui si servono segretamente. Gli
Ebrei, così ragguardevoli per il loro istinto di dominare, per la loro scienza
innata di governare, hanno creato la massoneria al fine di arruolarvi gli uomini
che non appartengono alla loro razza, la quale tuttavia si impegna ad aiutarli
nella loro opera, a collaborare con essi all'instaurazione del Regno di Israeletra gli uomini ... Gli Ebrei, che non hanno perduto la fede nella ricostruzione dei Tempio, nascondono sotto questa parola simbolica, sotto questa
rivendicazione della loro nazionalità, la volontà di fare, del mondo intero, un
tempio gigantesco in cui i figli d'lsraele siano sacerdoti e re, in cui tutti tutti gli
uomini di tutti i climi e di tutte le stirpi, ridotti alla servitù dell'organizzazione
capitalista, lavoreranno alla gloria di Jahvè”
Si tratta quindi della tesi legata a una visione mondialista, basata su un
apparente base democratica di ispirazione socialista per una gestione oligarchica
dell’umanità, da conquistare con il potere finanziario mediante l’appropriazione dei
centri decisionali e di potere nel campo culturale, dell’informazione, delle istituzioni
e dell’economia.
Il movimento è definito sinarchismo (governo di pochi) e tende a un umanesimo cosmopolita risultante dalla unione delle varie fedi e culture sotto l' ispirazione
massonica, teso alla dominazione universale (One World), da realizzarsi in più fasi con l’eliminazione delle monarchie, poi attraverso le repubbliche fino a giungere a
uno stato universale, quale nuovo e definitivo “Tempio di Salomone”, mediante
l’azione delle fratellanze massoniche sotto la guida degli Israeliti.
Il Vescovo Rudolph Graber,nel suo libro Atanasio e la Chiesa del Nostro Tempo
(1974), definisce il concetto di Sinarchia:
“Ciò cui ci troviamo di fronte è l'unione delle forze segrete di tutti gli ‘ordini’ e di tutte le scuole, coalizzatesi per creare un invisibile governo mondiale. In senso politico,
la sinarchia mira ad un integrazione di tutte le forze sociali e finanziarie che il
governo mondiale, ovviamente sotto una leadership di tipo socialista, deve
26
sostenere e promuovere. Il Cattolicesimo, come tutte le religioni, verrebbe quindi
assorbito in un sincretismo universale. Lungi dall'essere soppresso, esso verrebbe
integrato, un processo che è già presente nel concetto stesso di fratellanza tra i
chierici (di varie religioni)”. I semi sono stati quindi gettati e sperimentati sia dal punto di vista ideologico che
operativo. Le rivoluzioni in Europa a partire dalla Rivoluzione francese alla fine del
XVIII sec., costituirono l’avvio del processo di ‘europeizzazione’ iniziato i primi
decenni dell’800 attraverso le logge massoniche legate alla casa madre inglese, la
quale impartiva direttive e sostegno economico ai vari stati, tra cui l’Italia con
Mazzini, Cavour, Garibaldi e altri.
La Rivoluzione bolscevica fu una congiura giudaico-massonica, secondo il
convincimento di numerosi storici. Lo stesso "Times" (10 marzo 1920) confermò il
complotto: "Si può considerare ormai come accettato che la rivoluzione bolscevica del 1917 è stata finanziata e sostenuta principalmente dall’alta finanza ebraica
attraverso la Svezia: ciò non è che un aspetto della messa in atto del complotto del
1773". Fu pertanto avviato operativamente il processo di realizzazione della “grande
opera” la quale, attraverso le rivoluzione del primo novecento e le due guerre
mondiali, si è ora attestata sulla strada definitiva della globalizzazione economica
come strumento di gestione mondiale.
Alcuni artefici di tali operazioni:
- Fabian Society, che prese il nome da Quinto Fabio Massimo il Temporeggiatore.
Si tratta di una società para-massonica laburista fondata nel 1884, con iscritti l’elite
mondiale di banchieri, docenti universitari, economisti e con ramificazione e adepti
anche in Italia. Principale credo della Fabian Society è la sinarchia, cioè l’idea di un
Governo mondiale i cui dettami si trovano esposti in un presunto documento
segreto del 1935: Pacte Synarchique, contenente l’enunciazione dei principi e della strategia per diffondere, in tappe successive, l’Ordine nuovo in tutto il mondo con
azioni graduali.
27
La Pilgrims Society, fondata nel 1902, prende il nome dei calvinisti puritani che nel
1620, per sfuggire alla persecuzione anglicana, approdarono nel Massachussets e
furono considerati fondatori degli Stati Uniti. Di indirizzo socio politico, questo
gruppo, alla cui fondazione furono presenti i capi della massoneria inglese e i
principali banchieri del tempo oltre a Winston Churchill, ha avuto notevole
importanza e responsabilità nello sviluppo della politica mondiale anglosassone e
americana per tutto il periodo delle due guerre mondiali.
Le Conferenze Bilderberg
Avviatesi in Olanda, le conferenze Bilderberg , cosi chiamate dal luogo che ne ospitò la prima seduta, sono gli incontri al vertice dell’alta finanza internazionale a
cui partecipano esponenti della politica, dell'economia e della cultura e da cui
scaturiscono le linee guida delle operazioni finanziarie e politiche a livello mondiale.
Allo stesso modo, si ritiene che le conferenze Pugwash, volute nel 1957 da Cyrus Eaton, rappresentino il dialogo politico ed economico, prima con l’Unione Sovietica e
ora con la Federazione Russa, nell’ambito della continuità di stampo socialista del
mondialismo angloebraico-americano.
La Trilaterale
Teorizzata nel 1970 da M. Zbigniew Brzezinski e ritenuta una idea voluta dal
finanziere D. Rockfeller, costituisce una associazione o ‘commissione’ delle nazioni
progredite, fondata sul ‘triangolo’ America del Nord, Europa occidentale e Giappone,
dotate di forme politiche relativamente democratiche, al fine di agire in maniera più
profonda sulla evoluzione del nuovo sistema internazionale. Costituisce il gruppo
delle potenze intellettuali e finanziarie più forti al mondo teso a realizzare un nuovo
ordine internazionale.
Molti politici e vertici di potere americani sarebbero stati iniziati alla setta "Skull and Bones" (Teschio e Ossa) dell’Università di Yale, fondata nel 1832. Questa setta, assieme a società come il “Rhodes Trust”, secondo la rivista inglese "Economist"
28
(25 dicembre 1992), sono la moderna risorgenza degli "Illuminati di Baviera"-di-
Adam-Weisshaupt-(1748-1830).A queste organizzazioni si assommano altre strutture come la Round Table, fondata alla fine dell’ 800, con funzioni operative di sostegno e supporto alla formazione di
strutture universitarie di matrice socialista (London School of Economics 1894 e la
Harvard Socialist Club nell’ambito della Harvard University). Dalla Round Table fu
concepita la Società delle Nazioni (1919). Il disegno era improntato alla
instaurazione di un governo socialista mondiale sotto l’autorità dell’alta finanza
internazionale.
I pochi cenni non esauriscono il complesso panorama storico delle vicende
associative e delle organizzazioni che hanno e continuano a dirigere le sorti della
Società umana. Strutture composte da associazioni segrete, vari istituti
internazionali dalle sigle impegnative e, nel contempo, incomprensibili, una rete
complessa di associazioni di vario tipo nell'ambito dell'insegnamento superiore, della
cultura e della ricerca.
Organizzazioni quali Pilgrims, Round Table, Fabian Society, British Israel (che
richiama l’Ordine di Sion voluto da Lord Palmerston), B’nai B’rith (loggia segreta
riservata per gli israeliti degli Stati Uniti), Cavalieri del Cerchio d’oro che esprime la
dirigenza politica e militare U.S.A., banche dell'alta finanza e fondazioni varie, anche
a carattere filantropico e culturale come il Rotary e i Lyons, agiscono costantemente
nell’ambito del programma mondialista, rendendo arduo comprenderne i complessi
intrecci da parte delle masse, totalmente condizionate e inconsapevoli delle trame
sottili che si operano nel rispetto di programmi ben precisi, tra cui l’uso di ideologie
programmate : «Il comunismo è lo strumento col quale si abbatteranno i governi nazionali a favore di un governo mondiale, di una polizia mondiale, di una moneta
mondiale» (Munay Buttle, della Pilgrims Society). Dopo i governi è la volta della società e, in questo caso, i passi avanti sono stati
notevoli. Con l’aiuto e la diretta partecipazione delle ideologie di sinistra, sostenuti
dalla visione sinarchica universale, si è operato e si continua a operare sul
29
controllo demografico e psicologico della società, fondando le basi teoretiche sulla
dottrina gnostica : naturismo pagano, liberalizzazione delle droghe, rivoluzione
sessuale, tesi contraccettive, aborto, gestione personale e adattata della
fecondazione, diritti delle coppie omosessuali.
Il tutto con lo scopo evidente di distruggere le radici della famiglia e la
compagine sociale, provocando il ribaltamento dei ruoli e della tradizione
cristiana.
“La quarta rivoluzione, che coglie i frutti maturi dell'antiteismo tende a sovvertire l’uomo dal suo stesso intimo portandolo all'autodistruzione
volontaria con sistemi di pressione morale che fanno capo alla pianificazione
neomalthusiana ormai in atto in quasi tutto il globo terrestre, e sostenuta da
teorie neognostiche demolitrici della persona, tendenti a svincolare la
sessualità dalla funzione procreativa che le è propria. La quarta rivoluzione
aggredisce la vita alle sue fonti.
- « Forse siamo veramente all'ultima spiaggia, alla soluzione finale che non
coincide necessariamente con la presa di potere da parte del partito
comunista Nel programma dell'Alta Finanza (o dei movimenti mondialisti che
occultamente ne elaborano le strategie) per l'instaurazione del "novus ordo
seclorum”; il comunismo rappresenta solo uno degli strumenti (non il più
importante seppur tra i più abbietti) di cui sarà possibile disfarsi con relativa
facilità dopo l'uso.
L'anello mancante alle forze mondialiste per il controllo di tutte le ricchezze
del mondo è quello relativo al potere etico-religioso, controllando il quale
potrà essere consentito il dominio assoluto sull'uomo.
Il quale uomo è capace di martirizzarsi se la sua sarà stata una scelta di vita
Carismatica e non pragmatica; se crede in una divinità trascendente affronta
il sacrificio con tutta la forza che gli deriva dalla fede, piuttosto che lasciarsi
"massificare" animalizzare entro gli angusti steccati del materialismo ateo.
Pornografia, droga, aborto, ecc., non sono che gli aspetti più vistosi di una
strategia che mira a sconvolgere le nuove generazioni e con esse la
30
tradizione latino-cristiana che si fonda essenzialmente su principi di etica
naturale. Ma l'obiettivo finale è la Chiesa cattolica che di tali tradizioni è
l'insostituibile, fondamentale baluardo. Si spiegano così le varie aggressioni
degli ultimi secoli, dal protestantesimo alle eresie, mallevadori non
disinteressati l’'Alta Finanza e la Banca d'Inghilterra che troviamo sempre dietro le grandi azioni sovvertitrici.
L'ultima battaglia per la salvezza dell'Occidente sarà dunque la stessa che
bisognerà combattere per la salvezza della Chiesa Cattolica, che oggi con
maggiore virulenza viene aggredita da forze diaboliche che cercano di
demolirla dall’interno per appiattirla a livello di una qualsiasi delle tante sette
religiose allo scopo di realizzare la “chiesa sinarchica" strumento docile e
"pluralistico" a servizio delle forze dei male». (M. Solfati, L’aggressione alla Chiesa Cattolica in “L’Alternativa" 20.2.1976)
L’azione comunque non si svolge con i grandi numeri, ma comporta una lenta
e costante demolizione dei valori etico-morali cristiani con azioni di politica
internazionale, quale la eliminazione di ogni riferimento alle radici e alla
cultura cristiana dalla proposta di costituzione europea, favorita dalla
Francia, in tempi recentissimi, e la posizione della ‘cattolicissima’ Spagna
con la istituzionalizzazione delle coppie omosessuali, come primo impegno
del neo-governo socialista. Gli eventi citati consentono di intravedere il
retroterra operativo del lavorio dei poteri occulti, mirati al piano mondialista
della ‘chiesa sinarchica’. Non meno significativi i processi di condizionamento psicologico dei mezzi di comunicazione a stampa e televisivi, le cui
espressioni e proposizioni procedono al ridisegno della struttura societaria
con modelli sostitutivi alla famiglia, alla vita di relazione, alla educazione dei
figli e all’uso improprio di modelli basati sulla apparente indipendenza degli
individui, per i quali l’unica offerta è il presunto appagamento materiale con
conseguente fragilità strutturale delle proiezioni e isolamento controllato di
ogni azione possibile.
31
Viene inibita ogni azione di pensiero in cambio della presunta ricerca di
nuove libertà, che vengono proposte con azione illusoria e gestite con
visione lucidamente determinata.
Nel frattempo, la Nuova Società, figlia del Nuovo Ordine, provvederà alla
creazione degli individui, idonei e adatti al tempo, realizzando la sintesi del
Giano bifronte e del Baphomet, secondo gli antichi principi del templarismo
massonico .
Le coscienze, inoltre, appaiono intrigate e stimolate in apparenti misteri che
confondono il sistema delle regole e delle certezze interiori e seducono le
intelligenze sopite, paventando realtà gnostiche ed eretiche tese ad
abbattere la chiesa cattolica. Un esempio, tra i tanti, la grande bagarre sul
“Codice Da Vinci”. A tal proposito è indicativo il commento del Chicago Sun Times del 27 settembre 2003 –‘Attacco contro i cattolici, di nuovo’ di Thomas Roeser
:“Nella nostra società “corretta”, una dichiarazione razzista, antisemita, contro gli omosessuali o le donne può squalificare uno scrittore per molto tempo. Ma non
succede così con gli insulti a Cristo e ai suoi discepoli. Paradossalmente: scrivere
un lungo libro su una cospirazione cattolica piena di falsità garantisce abbondanti
benefici-e-notorietà”.
Il piano generale sembrerebbe fin troppo evidente. Alcuni autori si spingono ancora
oltre, poiché affermano che sarebbe in atto una cospirazione superpolitica,
"religiosa" o satanica che coinvolge l’alta finanza, le massonerie e l’integralismo
islamico. I fili della storia, asseriscono questi studiosi, si tirano proprio nelle logge
massoniche e nei consigli di amministrazione delle multinazionali e delle grandi
banche.
Ora occorre chiedersi, alla luce di quanto sopra accennato, se la “gnosi” è da
intendersi come sostanza di ricerca storico-filosofica, oppure come finalità
giustificativa di un nuovo ordine. In tale contesto, terribilmente semi-ipotetico,
l’uomo diverrebbe lo strumento di quale fine? . Alla domanda occorre rispondere con
32
altra interrogazione: non sarebbe il caso di riconciliare, invece, la qualità universale
dell’uomo-con-i-propri-valori-di-origine-?.
--------------------------------------------------------------
Bibliografia
Acerbi A., Chiesa, cultura e società, Milano, 1988
Adorno Th. W., Dialettica dell'Illuminismo, Torino, 1966
Alfassio Grimaldi U., I socialismi in Europa, Milano, 1957
Allegri M. E, Introduzione al segreto massonico, Torino, 1991
Ambesi C.A., Storia della massoneria, Milano 1971
Ambrosio G., Chiesa e mondo in dialogo, Roma, 1983
Anceschi W., Che cosa è veramente la massoneria, Napoli, 1949
Arai D., Fatima crocevia dei XX secolo, Pro Roma Mariana, Fregene 1989
Auriti , L 'occulta strategia della guerra senza confini, Centro Studi Politici e Costituzionali,
Roma 1972
Autori Vari, Le origini dello gnosticismo, Leida, 1967
Autori Vari, La cultura illuministica in Italia, Torino, 1957
Autori Vari, Storia del Socialismo, Roma, 1976
Autori Vari, Zionism, Gerusalemme, 1973
A.Z., La quarta rivoluzione, Spirito e Verità, Milano, 1982
Bacci U., il libro del massone italiano Forni Ed., Bologna 1908, 2 vv.,
Bassetti P., Merli Brandini P., Montoro F., Tradizione cristiana, industrializzazione e
pluralismo culturale, Vicenza, 1982
Barbier E., Les Infiltrations Maconniques dans l'Eglise, Desclée De Brouwer, 1910.
Barruel A., Memorie per servire alla storia del Giacobinismo Londra 1797; 3 vv., ed. Barbier,
Carmagnola 1852
Beer M., General History of Socialism and Social Struggles, 2 voll., New York, 1964
Bellatore C., La religione del marxismo, Milano 1972
33
Benelli A., Chiesa e Massoneria oggi; Incontro di Novara 26 maggio 1971 con p. Luigi Rosa,
Giornale di Novara
Bendiscioli M., La politica della Santa Sede 1918-1938, Firenze 1938
Beni A., Eresia, in «Enciclopedia Filosofica», vol. II, Firenze, 1968
Berdiaeff N., Il problema del comunismo, Brescia, 1945
Bergiere J., La grande conspiration russe-americaine, Ed. Albin Michel, Paris 1978.
Biffi G., Stato laico e identità cristiana, Casale Monferrato, 1985
Bisogni E., La Libera Muratoria Sugarco ed., Milano 1978
Blondet M., Gli Adelphi della Dissoluzione –strategie culturali del potere iniziatici- Edizioni
Ares, Milano 1994
Bolgiani F., Ortodossia ed eresia, Torino, 1987
Bonacasa N., Eleusi, in «Enciclopedia dell'arte antica», vol. III, 1960
Bonar J., Malthus and His Work, New York, 1966
Braschi I., La Massoneria, Naldini, Firenze 1984; La Massoneria e la Chiesa, id. 1984; La
Massoneria e la donna, id. 1984
Bravo G. M. (a cura di), Il socialismo prima di Marx, Roma, 1970; idem, Storia del socialismo
1789-1848, Roma, 1971
Buber M., Sion, storia di un'idea, Genova, 1987
Caillet M., I Segreti delle Logge alla Luce di Cristo, Ed. Segno, 2001
Campbell L. A., Mithraic Iconography and Ideology, Leida, 1968
Carav Unt, Teoria e pratica del comunismo, Roma, 1956
Carpi P., Il caso Gelli. La verità sulla Loggia P 2. Parla Licio Gelli. Con documenti inediti
I.N.E.I., Bologna, 1982
Carr W.G., Pawns in the game, VII ed., St. George Press, Glendale (USA) 1970.
Cartechini S., Dall'opinione al domma, Roma, 1953
Cassirer E., La filosofia dell'Illuminismo, Firenze, 1967
Carr E. H., La rivoluzione sovietica (1917-1923), Torino, 1964
Caterini M., Errori e deviazioni dei tempi moderni, Ed. Alzani,1976
Charnay G., Synarchie, Panorame de 25 années d'activitées occultes, Paris1946
Cochin A., La meccanica della rivoluzione, Rusconi, Milano, 1974
Cole G. D., Storia del pensiero socialista, 5 voll., Bari, 1976
Cole M., The History of Fabian Socialism, Londra, 1961
34
Coston H., L'Alta finanza e le rivoluzioni. Ed. Ar, Padova 1971
Cosco G., Il serpente e l'arcobaleno, Ed. Segno, 2001
Cotereau L., Complot clérical Jesuites. Synarchie. M.R.P., Paris 1947
Cretineau Joly J., L'Eglise Romaine en face de la Révolution, Plon, Paris 1859
Cristiani, L. Breve storia delle eresie, Catania, 1960
Darrah D. D., History and Evolution of Freemasonry, Londra, 1951
Dell'Erba N., Il socialismo riformista tra politica e cultura, Milano, 1990
Drachkovitch M. M., Les socialistes francais et allemands et le problème de la guerre, 1870-
1914, Ginevra, 1953
De Corte M., La grande eresia, Ed. Volpe, Roma 1970
De la Pinta Llorente M., La Inquisición espanola y los problemas de la cultura y de la
intolerancia, 2 voll., Madrid, 1953
Ehler S., Morral J. B., Chiesa e Stato attraverso i secoli, Milano, 1958
Enciclopedia delle religioni Ed. Vallecchi, 1970
Esposito R., La Massoneria in Italia dal 1800 ai nostri giorni, Ed. Paoline, Roma 1979
Faggin G., Inni Orfici, Firenze, 1949
Fejto F., Dictionnaires des partis communistes et des mouvements révolutionnaires, Parigi,
1970 Fede A., Il comunismo va in archivio, Roma, 1991
Garin E., L'Illuminismo inglese. I Moralisti, Milano, 1941
Garrigou R. R., Langrange-La distinction réelle et la refutation du panthéisme, in «Revue
Thomistique», Parigi, 1938
Geymonat L., Storia del pensiero filosofico e scientifico, Milano, 1971
Ghio M., L'idea di progresso nell'Illuminismo francese e tedesco, Torino, 1964
Goldmann L., L'Illuminismo e la società moderna, Torino, 1967
Guasco M., Dal modernismo al Vaticano II, Milano, 1991
Gregoire F., Idée absolue et panthéisme, Parigi-Lovanio, 1958
Guitton J., Il Cristo dilacerato, Crisi e concili nella Chiesa, Roma, 1964
Hadi Abdul T., Ècrits pour la Gnose, Milano, 1988
Halevy E., Histoire du socialisme européen, Parigi, 1948
Hazard P., La pensée européenne au XVIII° siècle de Montesquieu à Lessing, Parigi, 1946
Hutin S., Governi Occulti e società segrete, Ed. Mediterranee, Roma 1973
Jaffe H., Dal tribalismo al socialismo africano, Milano, 1971
Jeanmaire H., Dionysos, Parigi, 1951
35
Jemolo A., Chiesa e Stato, in Italia negli ultimi cento anni, Torino, 1948
Jesi F., Mitologie intorno all'Illuminismo, Bergamo, 1990
J. P. Dedieu, L'inquisizione, Milano, 1990
Labedz L. (a cura di), Il revisionismo, Milano, 1967
Labriola A., La concezione materialistica della storia, Bari, 1942
Lekachman R., Storia del pensiero economico, Milano, 1971
Lenin J., Opere complete, Roma, 1954-71
Leroy M., Les précurseurs francais du socialisme - De Condorcet à Proudhon, Parigi, 1948
Levyne E., Judaïsme contre sionisme, Parigi, 1969
Lignières M., L'hérésie albigeoise et la croisade, Parigi, 1964
Lissoni A., Il governo ombra / Nuovo ordine mondiale- il governo occulto planetario, Ed.
Segno 2003.
Mackenzie N., Breve storia del socialismo, Torino, 1953
Madaude J., Le drame albigeois et le destin français, Parigi, 1962
Mantero P., La faccia occulta della storia, Ed. Segno 2003
Marx K., Engels F., Manifesto del Partito Comunista, Roma, 1962
Mc Cleary G. F., The Malthusian Population Theory, Londra, 1953
Merker N., L'Illuminismo tedesco. Età di Lessing, Bari, 1968
Michels R., Il problema della popolazione, Perugia, 1930
Moncomble Y.,La Trilaterale et les secrets du Mondialisme, Paris 1981
Moravia S., La scienza dell'uomo nel Settecento, Bari, 1970
Moulinier L., Orphée et l'orphisme à l'époque classique, Parigi, 1955
Nandon P., La franc-massonnerie, Parigi, 1967
Nardi O., Il Vitello d’Oro, Ed. Linea Diretta, Milano 1989
Niel F., Albigeois et Cathares, Parigi, 1956
Perticone G., Storia del socialismo, Roma, 1946
Philios D., Èleusis, ses mystère, ses ruines et son Musée, Atene, 1896
Pike Albert, Morals and Dogma, Ed. Bastogi, 1986
Poliakov L., Dall'antisionismo all'antisemitismo, Firenze, 1971
Roth C., Storia del popolo ebraico, Milano, 1962
Scholem G., Le messianisme juif- Essai sur la spiritualità du Judaisme, Calman-évy, Parigi
1971
Sabbatucci D., Saggio sul misticismo greco, Roma, 1965
36
Sozzi L., Il Principe e il Filosofo. Intellettuali e potere in Francia dai “philosophes” all'
“Affaire” Dreyfus, Napoli, 1988
Schumpeter J. A., Storia dell'analisi economica, Torino, 1959
Sciuto F., Alle origini del modernismo italiano - Note critiche, Catania, 1966;
Sorrenti A., La Massoneria Americana Padrona del Mondo, Ed. Segno 2003
Spirito U.- Del Noce A., tramonto o eclissi dei valori tradizionali ?, Rusconi, Milano 1975
Stalin J., Materialismo dialettico e materialismo storico, Roma, 1947
Stimpfle J. , La Chiesa Cattolica e la Massoneria in Quaderni di Cristianità, 1986
Strumelin S. G., Il passaggio dal socialismo al comunismo, Torino, 1961
Tanferna M., Essenza e scopo della massoneria, Roma, 1971
Tardien M., Il manicheismo, Cosenza, 1988
Tellechea I., El Arzobispo Carranza y su tiempo, Madrid, 1969
Terzaghi M., Fascismo e massoneria, Milano, 1950
Testas G. e J., L'Inquisition, Parigi, 1966
Valiani L., Storia del socialismo del secolo XX, Firenze, 1945
Venturi F., Le origini dell'Enciclopedia, Torino, 1963
Venturi F., Utopia e riforma dell'Illuminismo, Torino, 1970;
Violante C., La Pataria milanese e la riforma ecclesiastica, Roma, 1955;
Voljavec F., Storia dell'Illuminismo, Bologna, 1973
Von Bismark K., Dirks W., Nuove frontiere: Chiesa, politica, società domani, Milano, 1969
Weinstock N., Storia del Sionismo, Roma, 1970
Wikander St., Ètudes sur les mystères de Mithra, Lund, 1950
Zanella G., Itinerari ereticali, Roma, 1986
Zwi Werblowsky R. J., Le Sionisme, Israël et les Palestiniens, Gerusalemme, 1976
.
37